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Scanner di Giulio Dini

TMW RADIO - Scanner: "Cosa è cambiato in questo 2017"

SCANNER va in onda ogni mercoledì alle 19su TMWradio
26.12.2017 08:10 di Giulio Dini   articolo letto 17504 volte

Cosa è cambiato in questo 2017...questo l’argomento della puntata di Scanner in orda su TMW Radio... con l'avvocato Giulio Dini e Lorenzo Marucci. Ospite della trasmissione Fabrizio Biasin.

Ricavato dei diritti televisivi, cosa è cambiato in questo 2017.
“E’ un tema fondamentale, la competitività del campionato deve essere recuperata, attraverso una distribuzione diversa delle risorse che provengono dalla vendita del campionato di Serie A. Questo significa consentire anche ai club più piccoli, alle società medio piccole, di avere più soldi e avere la possibilità di competere di più. Questo permetterebbe al nostro campionato di avere maggiore interesse, probabilmente maggior successo nelle competizioni internazionale e un appeal diverso con possibilità di avere ricavi sempre maggiori come sta avvenendo per la Premier, dove sappiamo che i diritti e ricavi televisivi sono distribuiti in maniera sensibilmente diversa e questo nel nostro paese avverrà, con tutta probabilità. L’intenzione delle istituzioni è arrivare ad una distribuzione diversa e più equa e più legata ai risultati sportivi, cambiando un pochino le quote che erano in origine riferite al blasone ed al bacino d’utenza. Ci aspettiamo che i club possano avere un sensibile aumento dei ricavi dai diritti televivi e mi riferisco a quelli medio-piccoli”.

Calcio spezzatino la novità è diventata ancora più marcata.

“Il calcio spezzatino è diventato una necessità, viene dato come una lesione della tradizione domenicale, ma da quanto è che non lo è più il calcio una tradizione solo domenicale. I Supermercati sono aperti, come altre attività. C’è una catena francese che sarà aperta anche a Natale e Santo Stefano e questo vuole dire che la società è cambiata. Il calcio sta diventato uno spettacolo e in questa logica può essere trasmesso a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno. La pianificazione del calendario di questo anno salta la pausa ed è una conferma. Siamo lavoratori dello spettacolo e gli spettatori vogliono divertirsi anche nel periodo di festa, il 23 c’è il campionato il 26 c’è la Coppa. Abbiamo invidiato l’Inghilterra, io credo che il calcio a Natale possa avere un fascino particolare”.

Agenti
“Ancora non è tutto regolamentato, è un’altra delle cose che nel 2017 è stata oggetto di approfondimento, i lavori sono in fase avanzata, dalla deregolamentazione della Fifa che ha preso a decorrere dall’aprile del 2015, c'è stata una presa di coscienza da parte dei vari ordinamenti sportivi dei vari paesi, i quali si sono resi conto che non si poteva consentire a chiunque di entrare in dinamiche che poi portano l’interesse dell’opinione pubblica ma anche movimenti economici significativi. Non si poteva consentire a chiunque di partecipare ad attività di questo livello, senza un’adeguata preparazione. Una preparazione che è divenuta quasi opinione comune. Si dovrà tornare ad acquisire un titolo abilitante per avere una preparazione professionale adeguata”.

Tpo e Tpi
“E’ un fenomeno consolidato, lo abbiamo recepito dal Sud America, la proprietà dei diritti sportivi del calciatore che appartengono ad un soggetto che non fa parte dell’ordinamento sportivo e quindi non è un club. Sono variati in third part investement, in questo soggetto che invece che acquisire i diritti sportivi di un calciatore, investe come se prestasse denaro ad un club, in cambio di partecipazioni percentuali a quello che è l’eventuale successo dell’investimento fatto. Questo è un fenomeno che la Fifa sta accettando piano piano, inizialmente aveva chiuso tutti e due gli occhi, poi ci si è resi conto, che i fenomeni sono tali e talmente incontrollabili che tutto sommato è necessario e conviene che si possa consentire, e quindi disciplinare e perché no, per la gioia degli stati di appartenenza, anche sotto il profilo fiscale la figura del Tpo. A breve ci sarà una modifica in questo senso i Tpo saranno riconosciuti ed emergeranno.”

INTERVENTO di Fabrizio Biasin:

“Cosa è cambiato? Che una volta l’Italia andava ai Mondiali, da questo anno non ci va più, è questo il cambiamento più significativo. Il calcio italiano deve fare i conti con un problema di gestione abbastanza evidente. A 40 giorni dall’eliminazione siamo ancora in attesa di sapere cosa si farà per sistemare una situazione abbastanza brutta. Non c’è un ct, un presidente federale e nemmeno uno della lega Serie A, tanti problemi, ma nessuna idea su come si possa raggiungere i livelli delle Nazionali che vanno bene. Tavecchio non era il solo responsabile di una situazione grave come quella che si è venuta a creare. L’Italia nel 2018 deve trovare una soluzione a tutto questo. La Nazionale è lo specchio del calcio italiano e i questo momento è appannato. VAR? Novità fortunata, una bella intuizione dello stesso Tavecchio quella di ospitare questa novità tecnica,facendo poi da apripista per i maggiori tornei continentali...io credo che al di là delle polemiche che si fanno, la Var sta dando una grossa mano al sistema. ”

Dini. “Io aspetto a gloria il tempo effettivo, così smetteremo di veder perdere tempo e cesseranno le urla in campo. Sulla società e il pubblico l’effetto sarà assolutamente benefico”.

Biasin: “Si può perfezionare il tutto, ma abbiamo fatto un passo enorme nella regolamentazione logica delle cose, come accade in altri sport. I giocatori hanno già digerito questa innovazione e nelle partite si vede molta più serenità, ma credo che anche il pubblico abbia imparato ad apprezzare questa cosa. E’ vero che forse toglie qualcosa allo spettacolo perché c’è da aspettare, però è anche vero che se dall’altra parte della bilancia c’è la giustizia va bene così. Penso si possa migliorare, ma il risultato è positivo”.

Dini: “A me piacerebbe arrivare al Challenge, perché sono convinto che con quello elimineremmo ogni polemica. Rimetteremmo alle squadre la possibilità di scelta, riguardo su quali episodi intervenire, è chiaro che c’è un margine non coperto, ma farebbe parte dei giochi. Le società potrebbero decidere davvero il loro destino Lascerebbe agli arbitri cmq un margine discrezionale, tutto ciò che non viene richiesto dai club, sarebbe di loro determinazione, quindi non sarebbe togliere agli arbitri il manico”.


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