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Scanner di Giulio Dini

TMW RADIO - Scanner: Il calciomercato sempre più materia da contabili"

20.01.2018 07:10 di Giulio Dini   articolo letto 7897 volte

Oltre il calcio giocato, oltre il calcio parlato, oltre la semplice apparenza... con l'avvocato Giulio Dini e Lorenzo Marucci, ospite di questa puntata il corrispondente di Tuttosport, Giovanni Armanini. Il tema della puntata è stato il vocabolario del calciomercato.
“Il mercato si è globalizzato, i calciatori son visibili principalmente in video in continuazione, esistono delle sezioni scouting di club di Serie A, che monitorano in video calciatori segnalati in ogni parte del mondo ogni giorno. Questi giocatori poi, è possibile andare a vederli anche dal vivo, ma qui ci sono scuole di pensiero opposte, tra chi pensa siano sufficienti dei video per poter acquisire il giocatore e chi invece sostiene il contrario.
Ci sono operatori che fungono da postini, le società hanno bisogno di figure a cui delegare i propri interessi che sono gli intermediari, che possono anche essere gli agenti. Il regolamento attualmente in vigore, consente un mandato nel quale l’agente possa fare gli interessi sia della società che del giocatore. Il concetto della globalizzazione è essenzialmente questo”
Quale è il ruolo dell’agente e dell’intermediario?
“L’agente tecnicamente dovrebbe essere pagato per il contratto di prestazione sportiva che viene sottoscritto dal calciatore suo assisto, all’atto del suo trasferimento o del rinnovo stesso. C’è una provvigione del 5% sul lordo di ogni anno, quindi se un calciatore prende un milione di euro per cinque anni, il suo agente ha diritto di vedersi corrispondere il 5% su 2 milioni, ogni anno per tutta la durata del contratto. C’è discussione su chi debba pagare questa procura, per regolamento è sempre stata addebitata al calciatore, poi di fatto se ne è fatto sempre carico il club, l’ultimo regolamento nato sulla deregulation della Fifa, entrato in vigore nell’aprile del 2015 consente anche, in caso di accordo trilaterale di far pagare una parte o tutta alla società. I soggetti hanno oneri fiscali diversi. La società che paga la procura al calciatore non si scarica il costo, e per un club è un fattore determinante.
L’intermediario è quello che si fa pagare per l’attività di connessione, per aver agevolato il trasferimento. Lo possiamo assimilare ad un agente immobiliare, che mettendo in contatto gli acquirenti prende una provvigione.”
Trasferimenti internazionali
“Esiste un sistema telematico riconosciuto dalla Fifa, sennò era impensabile negli ultimi giorni di mercato, portare un brasiliano o un argentino in Italia: adesso i trasferimento si fanno con il TMS, che permette di fare un trasferimento e ricevere una certificazione riconosciuta della Fifa conferendone validità. Un esempio potrebbe essere come funziona la posta certificata”.
Esempio: il Villarreal ha ceduto Bakambu che ha pagato la sua clausola, per trasferirsi poi in Cina al Beijing Gouan.
“La clausola rescissoria è quella pattuizione contrattuale che permette al calciatore di liberarsi automaticamente. E’ la somma che viene pagata dal calciatore. Non c’è trattativa, arriva il calciatore con questi soldi, manda la raccomandata ed è libero di trasferirsi. A volte questi soldi vengono fuori dallo sponsor”.
Giovanni Armanini, corrispondente di Tuttosport dall’Inghilterra
“Quando si dice obbligo di riscatto, è praticamente una cessione che avrà effetto dall’anno successivo, perché se sono obbligato di fatto ho già preso il giocatore, però mi sono preso un anno per cominciare a pagarlo e per metterlo a bilancio come attività. Di fatto non è un prestito”.
Dini: “ La Federcalcio ha deciso di eliminare le compartecipazioni che creavano problemi di bilancio, perché si dava un valore certo al 50% del giocatore, ma non si sapeva mai a quanto ammontasse l’altro 50%.”
Armanini: “Poi magari l’altro 50% andava alla buste a cifre ridicole”.
Dini: “Questo aveva un duplice effetto negativo, prima finanziario e per il bilancio era uno sconquasso, ma limitava anche la libertà del calciatore, che era coinvolto in una vicenda che non lo riguardava e rischiava di ritrovarsi in una squadra che non desiderava, a condizioni che desiderava ancora meno. Anche questo è un elemento che è servito a cambiare le cose”.
Armanini: “Su calciofinanza.it avevamo analizzato i vari passaggi di Simone Zaza e le varie plusvalenze create. Senza nemmeno aver fatto una presenza con la Juventus, aveva fatto una serie di passaggi in co-partecipazione che vedevano il suo valore ogni volta crescere e che alla fine permettevano alla Juve di segnare questo tipo di guadagno: succedeva moltissimo questa cosa con le comproprietà. Di solito si parlava di plusvalenza facendo la pura differenza tra il valore di acquisto e il valore di cessione senza contare gli ammortamenti. Quello che dicevi prima è proprio legato al fatto che spesso questi prestiti con obbligo di riscatto, vengono fatti perché nel frattempo ammortizzo di un anno e avrò vantaggi anche in termini di plusvalenza.”
Dini: “Plusvalenza? Tecnicamente abbiamo citato l’errore base, cioè la differenza tra quello che è il prezzo di vendita e quello che è il prezzo di acquisto. Questo però non è la plusvalenza, perché quando si acquista un giocatore facendo un esempio, per 10 milioni, la società procede con l’ammortamento nel contratto che abbia stipulato per la durata massima di 5 anni. Per ogni anno di contratto del giocatore con un contratto di cinque anni, vi è un ammortamento di 2 milioni, nel caso in cui al terzo anno il calciatore venga venduto per 7 milioni, immediatamente sembrerebbe una minusvalenza, secondo l’errore di considerazione. In realtà al terzo anno hai proceduto ad un ammortamento per 6, ti mancano 4 anni e quindi se lo vendi a 7 hai una plusvalenza di 3".
Armanini: “Ci sono dei club, come il Napoli che adottano un principio che è contabilmente perfetto, che fanno un super ammortamento iniziale, il primo anno entrando nel meccanismo di chi vuole subito valorizzare il calciatore pensa a quel punto di essere nella posizione di forza di cedere o tenere il giocatore facendo subito una plusvalenza. Lo stesso meccanismo di plusvalenze e ammortamenti è anche legato molto al discorso di queste estate sul Milan, aveva fatto nominalmente delle operazioni enormi, ma dal punto di vista di cassa, pagava il primo anno una certa rata di cassa per pagare i giocatori che stava prendendo e comunque dal punto di vista dei costi contabilizzati andava a contabilizzare le rate di ammortamento di un anno. Tutti parlavano di spese stratosferiche del Milan ma concretamente a bilancio era più corretto andare a vedere un valore di ¼ di quello che stava facendo. Guarda caso il totale rientrava nei valori di cessione della società. Il calciomercato è diventato sempre più materia da contabili e ogni volta bisognerebbe andare a vedere delle cose specifiche. C’è un piccolo problema però, che in economia ci sono i tempi di bilanci che escono alla fine dell’anno, mentre i tempi dello sport sono i tempi delle scelte quotidiane e sportive che vengono fatte. Si rischia sempre di avere dei momenti di divaricazione di una situazione e dell’altra. Quando si richiama al Fairplay finanziario, l’Uefa controlla i bilanci alla fine dell’anno quando ormai se c’è stato qualcosa di irregolare, quella società ha lavorato un anno con una situazione poi scoperta irregolare. La Uefa dovrà fare delle cose per armonizzare le situazioni”.



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