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Antonio Conte e la rivoluzione dell'Internazionale d'Italia

Antonio Conte e la rivoluzione dell'Internazionale d'ItaliaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 02 giugno 2020 15:30Serie A
di Marco Conterio

Il 23 aprile del 2016, Inter e Udinese schierarono in campo ventidue giocatori stranieri dall'inizio. Fu la prima volta, storica, per il pallone italiano. Un segnale allarmante per il nostro movimento ma la riscoperta dei giocatori italiani ha riguardato tutti. Anche l'Internazionale che, nomen omen, stavolta ha fatto un passo indietro nei confini. Pur sempre affidandosi a una pesca grande all'estero, tra un portiere sloveno, una coppia d'attacco belga e argentina, una difesa slovacca, olandese e uruguaiana, ha scoperto che anche in Italia c'è talento. Lo ha fatto credendo nelle doti di Alessandro Bastoni in difesa, prestato al Parma e ora sbocciato e co-titolare. Lo ha fatto puntando su due ragazzi di talento in mezzo, Nicolò Barella e Stefano Sensi.

Il prossimo è Tonali? Ai due piccoli, adesso, può aggiungersi Sandro Tonali, che fa impazzire tutti. Marotta, Ausilio, Conte, in ordine sparso ma in egual modo. L'Inter vuole quello che è di fatto il miglior regista d'Italia e potenzialmente tra i migliori d'Europa. Qualità e prospettiva, l'Internazionale d'Italia sarebbe una rivoluzione rispetto al trend degli ultimi anni. Certo, i nerazzurri hanno sempre una rosa ben più che esterofila ma adesso nel mezzo della media delle altre formazioni. Candreva, Gagliardini, D'Ambrosio, Ranocchia, poi, e sarebbe un peccato se l'Inter decidesse di far partire il giovane Sebastiano Esposito come potenziale contropartita. Perché con Conte questa squadra lo ha dimostrato. Si può anche valorizzare il talento giovane, ad alti livelli.

E Chiesa? Ecco allora che sorge un altro nome e un'altra possibilità, sempre nell'ottica dell'Internazionale d'Italia. Federico Chiesa. Perché l'Inter incassa pesante dall'addio di Mauro Icardi e dovrebbe farlo anche da quello di Lautaro Martinez. Se Edinson Cavani sostituirà Alexis Sanchez, servirà anche una seconda punta, da affiancare al Matador e a Romelu Lukaku. Il nome di Chiesa da sempre piace alla dirigenza e a Conte. Ma anche qui, c'è da convincere la Fiorentina a suon di milioni e, magari, di contropartite.

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