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Serie A

Calcio femminile, Francia '19 non sia solo un traguardo. Ma un trampolino

12.06.2018 08:00 di Tommaso Maschio   articolo letto 2833 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La qualificazione alla prossima Coppa del Mondo conquistata dalle ragazze di Milena Bertolini venerdì scorso non è, e non vuole essere, una rivincita sull'altra metà del mondo, quel calcio maschile osannato e spesso strapagato che invece guarderà i Mondiali di Russia che prenderanno il via fra due giorni dai loro luoghi di vacanza. Lo ha spiegato chiaramente il ct azzurro in conferenza stampa e lo hanno ribadito nelle interviste post gara le tante calciatrici salite a un'effimera ribalta mediatica (basti vedere lo spazio concesso in prima pagina dai quotidiani sportivi sabato scorso) che presto tornerà a relegarle – salvo qualche eccezione – nell'ombra come se il loro “non fosse calcio”, frase troppo spesso sentita e abusata da chi pensa che esistano sport per maschi e sport per femmine e non che uno sport possa essere praticato indipendentemente dal genere d'appartenenza. Per questo il Mondiale appena conquistato non deve, ne può, rappresentare un punto d'arrivo per un movimento femminile che sta vivendo una vera e propria rivoluzione, con tutte le storture del caso, destinata ad accelerarsi tra questa e la prossima stagione.

L'ingresso delle squadre maschili - alcune già attive in prima persona come Fiorentina, Juventus e da ieri Milan, altre tramite affiliazioni come Atalanta o Chievo e altre ancora pronte allo sbarco come Inter e Roma – è un passaggio importante perché permette a molte ragazze di sentirsi davvero calciatrici, venendo dotate di tutte quelle strutture che fanno la differenza, ma da solo non basta. Serve migliorare la visibilità del campionato e della Nazionale (ora relegate su RaiSport a volte anche in differita) dotandosi di sponsor seri e che abbiano voglia di investire in questo movimento e di dargli voce. Serve inoltre un ulteriore miglioramento, e la FIGC che organizzerà in campionati di A e B si sta muovendo in questo senso, nell'attività di base per cercare di avvicinare sempre più bambine a questo sport. Quello che però potrebbe permettere un vero e proprio cambio di passo è l'accesso al professionismo per le calciatrici, e le atlete in generale ovviamente, ancora rilegate a un livello dilettantistico che ha scavato, assieme a mentalità e investimenti risicati, un solco molto ampio con le realtà più evolute del nostro continente. Il Mondiale può essere il grimaldello da utilizzare per fare in modo che le istanze delle calciatrici abbiano maggior eco e possano smuovere le coscienze per far crescere un movimento che nonostante le mille difficoltà è riuscito con sacrificio, fame, voglia di emergere a conquistare qualcosa che solo pochi mesi fa, reduci dalla delusione dell'Europeo, sembrava davvero difficile, un sogno quasi irrealizzabile.


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