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Caso Suarez, cosa rischia la Juventus

Caso Suarez, cosa rischia la JuventusTUTTOmercatoWEB.com
venerdì 25 settembre 2020 11:08Serie A
di Ivan Cardia

Al momento, nulla. In primo luogo, perché nessun tesserato della Juventus (e per la cronaca, neanche Luis Suarez) sia, allo stato attuale, iscritto nel registro degli indagati della Procura di Perugia. L'apertura di un fascicolo, atto dovuto viste le indagini penali, da parte della Procura FIGC, però, evidenzia come anche la società bianconera sia sotto la lente d'ingrandimento per lo scandalo che ha fatto seguito all'esame d'italiano sostenuto dall'uruguaiano a Perugia.

Cosa prevedono le norme. Breve premessa: la responsabilità penale è personale ed eventualmente ne risponderebbero i diretti interessati; peraltro, si tratta di due canali paralleli: un'assoluzione a livello penale non esclude una condanna in ambito sportivo, e viceversa. Quel che qui ci interessa, ovviamente, è l'ordinamento sportivo, nel quale la norma di riferimento è quella prevista dall'art. 32, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva. Lo citiamo testualmente: "La violazione delle norme federali in materia di tesseramenti, compiuta mediante falsa attestazione di cittadinanza, costituisce illecito disciplinare. Le società nonché i loro dirigenti, tesserati, soci e non soci di cui all'art. 2, comma 2, che compiano direttamente o tentino di compiere ovvero consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili applicandosi le sanzioni di cui ai successivi commi 8 e 9. Alle stesse sanzioni soggiacciono le società, i dirigenti e i tesserati qualora alle competizioni sportive partecipino calciatori sotto falso nome o che comunque non abbiano titolo per prendervi parte". Le sanzioni, per la cronaca, sono potenzialmente molto pesanti: si va da una semplice ammenda fino all'esclusione dal campionato. L'alternativa, più generica, è che alla società possa essere contestata la violazione dei doveri di lealtà ex art. 4: in questo caso, però, un'eventuale sanzione difficilmente andrebbe oltre l'ammenda.

Juve tranquilla, a oggi. In primo luogo, al momento la vicenda è allo stadio dell'indagine: eventuali illeciti sono ancora da dimostrare. Anche una volta dimostrati, però, non è detto che comporterebbero una responsabilità del club bianconero. Per vari motivi: anzitutto, perché si possa ricadere nell'ambito della norma di cui sopra è necessario un coinvolgimento diretto della società, dato che l'articolo fa esplicito riferimento a un tesserato. E qui andiamo con ordine: la telefonata tra l'avvocato Turco (qui la sua precisazione) e il dg dell'ateneo coinvolge il legale, che non è ovviamente un tesserato della Vecchia Signora. Anche ove fosse provato un suo comportamento illecito (e va ricordato che a oggi l'avvocato Turco non risulta iscritta nel registro degli indagati), non sarebbe, allo stato attuale, comunque riferibile in via diretta alla Juve. La situazione potrebbe complicarsi se nella vicenda risultassero effettivamente coinvolti il ds Fabio Paratici o il suo vice Federico Cherubini, chiamati in causa dalle ultime notizie ma attualmente anche loro non iscritti al registro degli indagati (qui la ricostruzione del Corsera). In questo caso, però, vi sarebbe comunque un altro elemento da dover considerare: anche ove fosse ravvisato un illecito penale, e vi fosse un coinvolgimento diretto di tesserati della Juve, per ricadere nell'ambito dell'articolo 32 c. 7 sarebbe ancora necessario dimostrare che questi atti fossero concretamente indirizzati a tesserare il giocatore uruguaiano (cosa non scontata, dato che la società bianconera aveva già abbandonato questa pista di mercato al momento dell'esame) e non si ricada invece in vicende extra-sportive. Come si diceva prima: le rispettive indagini seguono due binari paralleli e non è detto che le risultanze di quella sportiva e di quella penale debbano per forza di cose coincidere.

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