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Da Rivaldo a Cristiano Ronaldo, Vidic e Figo: Parma, rimpianti d'epoca

27.03.2013 07:15 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 26935 volte
© foto di Image Sport

Tutto iniziò nel febbraio del 1995. Anzi, nel 1994, ma Parma non poteva saperlo. Perché il primo di febbraio 1995 - appunto - Luis Figo decise di firmare un contratto per giocare con la maglia del Parma. I crociati che facevano vedere meraviglie, arrivavano in finale di UEFA - vincendo - oltre a quella di Coppa Italia (perdendo) e concludendo secondi in Serie A. Un'annata segnata dalla super sfida con la Juventus, vincente in Coppa Italia e campionato, salvo perdere proprio la UEFA. Insomma, Parma-Juve era ovunque, un derby nostrano di un calcio che non ci sarà mai più. Luis Figo, dicevamo, il primo febbraio - ancora? - firmava con il Parma, da svincolato, con i gialloblù che avrebbero dovuto versare due miliardi di vecchie lire come da parametro UEFA. Sorpresa delle sorprese, la Juventus ci è arrivata prima, prelevandolo dallo Sporting Lisbona per 6,5 miliardi e depositando il contratto a gennaio. Figo aveva provato a liberarsi dall'accordo firmato con i torinesi unilateralmente, tramite una lettera qualche tempo prima, senza riuscirci. Quindi interviene la Lega Calcio, decidendo che entrambi i contratti non sono validi e che né Juventus né Parma avrebbero potuto tesserarlo per i due anni successivi. Ovviamente Luis Figo, astro nascente del calcio mondiale, intanto sceglie Barcellona e diventa uno dei migliori giocatori del globo. Al suo posto arrivò Hristo Stoichkov, e fermiamoci qui per non infagare la memoria del grandissimo attaccante bulgaro, strepitoso al Camp Nou (ma non al Tardini). E in quell'estate era stato praticamente chiuso anche l'acquisto di Giuseppe Signori dalla Lazio, con i tifosi che decisero di rivoltarsi tutti in piazza pur di non vederlo passare in Emilia. Un altro smacco colossale, nonostante Cragnotti avesse già deciso di cederlo.
Tutto cominciò lì, ma non si fermò. Anno di grazia 1996, prima delle Olimpiadi di Atlanta il Parma - attraverso la propria rivista ufficiale - decise di presentare due nuovi acquisti. Arrivavano dal Palmeiras, società controllata attraverso la Parmalat di Calisto Tanzi (sorvolando sullo scempio da lui ideato), e rispondevano ai nomi di Rivaldo e Cafu. Ops, due dei grandissimi campioni del Brasile a cavallo del millennio, che però a Parma non arrivarono mai se non da avversari. Al loro posto, i lungimiranti dirigenti di quella corazzata ducale decisero di portare Amaral e Ze Maria. Verrebbe da ridere per non piangere, perché mentre il primo faceva di tutto per litigare con il pallone, Rivaldo diventava extraterrestre a La Coruna, passando poi al Barça. Ze Maria e Cafu non sono paragonabili, ma almeno l'ex Perugia non venne rispedito in fretta e furia in Brasile.
Le stagioni continuano, le figurine dell'album anche: l'11 luglio 1997, Roberto Baggio è praticamente un giocatore del Parma, acquistato per giocare con Crespo e rivaleggiare con Enrico Chiesa, titolare dei tempi. Peccato che l'ex Samp disse chiaramente: "O io o lui, ho offerte dal Barcellona". Così Ancelotti si tenne Chiesa, senza prendere Baggio, e la sua avventura a Parma terminò con un sesto posto decisamente incolore, mentre in Europa non passò nemmeno la fase a gironi. Vero è che Chiesa si rifece con gli interessi, nella prima stagione di Malesani (1998-99), vincendo il double Coppa Italia-Coppa UEFA.
Lo scandalo Parmalat scoppia nel dicembre 2003, ma nei primi mesi di quell'anno c'era una futura star del pallone a un passo da giocare al Tardini. Come Figo, quasi un decennio prima, giocava nello Sporting Lisbona, da ala, e sembrava un predestinato. Stavolta, però, non è la Juventus - comunque interessata - a fare saltare il banco: il Parma ha pressoché chiuso l'acquisto di Cristiano Ronaldo, ma in un'amichevole estiva sir Alex Ferguson, non proprio Bertoldo, si invaghisce del teenager lusitano, portandolo al Manchester United per 17 milioni di euro. Una cifra improponibile, ma rivista dopo il trasferimento al Real Madrid, costato 94 milioni di euro, assolutamente proponibile.
Infine Nemanja Vidic, altro rimpianto che è poi diventato punto fermo dei Red Devils. Nell'estate 2004 il Parma era a un passo dall'acquistarlo, ma i problemi economici dopo la sciagura Tanzi erano quelli che erano. I dirigenti gialloblù allora pensarono a una comproprietà per il giocatore della Stella Rossa, di concerto con l'Inter. 6 milioni di euro la richiesta dei serbi, troppo per la squadra meneghina. E così Vidic decise di andare allo Spartak Mosca, prima di fare il grande salto a fine 2005, quando oramai sembrava della Fiorentina: arrivo il Manchester United di Ferguson, anche lì, e il difensore serbo decise di prendere l'Old Trafford al posto del Franchi. Della serie: cornuti sì, mazziati non fino in fondo.


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