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Del Piero, Buffon e Allegri, stesso destino. Conta solo la Juve

Del Piero, Buffon e Allegri, stesso destino. Conta solo la JuveTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 18 maggio 2019 18:00Serie A
di Michele Pavese

In principio era toccato ad Alessandro Del Piero, un anno esatto fa a Gianluigi Buffon. Oggi, invece, è stato Massimiliano Allegri a salutare ufficialmente la Vecchia Signora. Le analogie, a pensarci bene, sono tante, e il segnale lanciato da Andrea Agnelli è lo stesso: le bandiere esistono, così come la riconoscenza, ma la Juventus viene prima di tutto. Un concetto, semplice e diretto, che caratterizza da sempre la storia bianconera, ribadito ancora una volta nella conferenza stampa andata in scena nel primo pomeriggio: giocatori, dirigenti e allenatori passano, la Juve resta. E bisogna guardare sempre al futuro, con ambizioni rinnovate di anno in anno, mettendo da parte i sentimenti.

Quello che è davvero importante - Da parte di Agnelli, rispetto alle rotture del passato, è emerso un maggiore dispiacere, segno che stavolta il conflitto interiore (e forse anche con qualche dirigente) è stato più profondo. Ma, a conti fatti, anche quello dato ad Allegri è un vero e proprio benservito, nonostante il sincero affetto e l'amicizia che legano il presidente al tecnico livornese. I due si sono seduti fianco a fianco; una sorta di déjà-vu, una scena già vista il 17 maggio 2018, quando il portiere più forte di sempre annunciò l'addio al club torinese dopo diciassette stagioni. Un commiato simile per tempistiche e modalità, ma anche per contenuti: nel momento in cui c'è bisogno di prendere decisioni forti e sofferte, la società non si lascia pregare e non ha paura del cambiamento. "Siamo un'azienda, Allegri ne ha scritto la storia", così come i suoi predecessori. Ma nulla può interferire con i piani e i progetti, si deve guardare avanti. È questo, forse, il segreto del successo dei campioni d'Italia negli ultimi otto anni: non guardare in faccia nessuno, nemmeno chi ha collezionato trofei e record. Vincere, in fondo, non è l'unica cosa che conta. Conta la Juve, molto di più.

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