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È più Pogba che vuole andare via o Raiola a odiare il Manchester United?TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 14 febbraio 2020 11:30Serie A
di Andrea Losapio

È più Pogba che vuole andare via o Raiola a odiare il Manchester United?

La situazione di Paul Pogba, nell'ultimo mese e mezzo, si è ingarbugliata ulteriormente. Perché il francese rischia di essere un prigioniero del Manchester United, perché ha sì una scadenza fissata a giugno 2021, ma nel contratto c'è una clausola che può fare scattare un rinnovo automatico fino al 2022. Come successo, esattamente, con Matteo Darmian, ogni anno in scadenza e ogni anno con un ulteriore accordo, quasi tacito. Dalle parole di Mino Raiola a Repubblica, dove diceva che lo United attuale rovinerebbe anche Pelè, Maradona o Maldini, c'è stato anche il caso Haaland, divenuto quasi un affare di stato dalle parti di Old Trafford. Il Manchester era forte sul calciatore, aveva intenzione di soddisfare le sue richieste, ma non quello dei soci in affari, cioè Raiola e il padre Alf-Inge, che volevano una clausola attivabile dopo 2 anni e una parte sui proventi che poi avrebbero preso.

GUERRA CALDA - Il Borussia Dortmund invece ha deciso di accettare le condizioni di Raiola, ben sapendo che adesso sarebbe costato circa 30 milioni e che fra due anni, con ogni probabilità, arriverà un'offerta da 75 per liberarlo e parte andrà nelle casse del procuratore. Il Borussia ha capito e accettato il rischio, sperando di vincere subito. Ovviamente questo ha fatto stizzire ulteriormente una società che, tra l'altro, doveva fare a meno di Pogba a inizio gennaio: un problema alla caviglia, si diceva, forse un infortunio diplomatico per evitare di scendere in campo. I grandi calibri solitamente non si muovono in inverno, Eriksen a parte, e il francese non ha fatto eccezione.

IERI SERA - Mino Raiola è andato in mixed zone a San Siro, quella solitamente riservata ai calciatori e ai dirigenti, sempre che il risultato non sia troppo penalizzante. E Raiola, a microfoni aperti, ha sì parlato di Donnarumma. Poi, però, anche di Pogba, dicendo che è il momento giusto per andarsene dallo United, aprendo alla Juventus. "Come per Ibra anche per Pogba l’Italia è una seconda casa e non gli dispiacerebbe tornare alla Juve, ma ne riparleremo dopo l’Europeo. Lui vuole competere ai massimi livelli, ma non certo può scappare adesso se le cose non vanno bene". La frattura è quindi evidente, tra Pogba e lo United ma anche - e forse soprattutto - fra il suo procuratore e i piemontesi.

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