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El Shaarawy dalla Cina: "Emergenza Coronavirus? A gennaio potevo tornare in Serie A"

El Shaarawy dalla Cina: "Emergenza Coronavirus? A gennaio potevo tornare in Serie A"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
giovedì 26 marzo 2020 16:50Serie A
di Tommaso Bonan

Stephan El Shaarawy, ora allo Shanghai Shenhua, ha parlato a Sky Sport direttamente dalla Cina: "Con questa situazione ho cercato, insieme al club, di trovare una soluzione perché, arrivati a gennaio, avevano iniziato a posticipare campionati e coppe, non sapevamo quando si sarebbe ripreso. Non volevo restare fermo qualche mese con l'Europeo alle porte, in quel momento non si parlava ancora del rinvio e allora mi stavo muovendo per trovare un modo per non stare fermo. La Nazionale era la mia priorità, ero stato convocato in precedenza e non volevo perdere quest'occasione, quindi volevo giocare. Ora sono un giocatore dello Shanghai, penso a fare il bene di questa squadra e al mercato ci penserò in futuro".

Come si è evoluta la situazione in Cina? "Sta migliorando, le strade si stanno riempiendo di nuovo e questa è una vittoria importante per tutto il paese che sta uscendo da questa tragica emergenza. C'è stato un grande senso di responsabilità, il popolo ha rispettato le regole con grande collaborazione e questo è un messaggio d'insegnamento e di speranza per tutto il mondo. Nel periodo più tragico qui hanno messo in lockdown la regione dell'Hubei tenendo in casa 80 milioni di persone. Lì la situazione era veramente drammatica, non si poteva proprio uscire".

Le tue esperienza in Italia? "A Roma ho lasciato tantissimo, ho costruito non solo un percorso calcistico ma molto di più. Mi sono sentito come a casa, mi manca come tutta l'Italia. Padova è stata una delle esperienze più belle della mia vita, ricordo soprattutto la doppietta a Varese ai playoff. Quando ero al Milan, invece, ero arrivato in un momento in cui c'era il bisogno di cambiare. Ma sono milanista nel cuore, però ci sono state delle circostanze e delle situazioni per le quali era giusto andare via".

I compagni di squadra più forti? "Ibrahimovic al Milan, Francesco Totti alla Roma e Mbappé al Monaco, poi c'è Kaka che è il mio idolo. Il gol più bello? Il primo gol in Champions, quello contro lo Zenit con il Milan. Poi, con la Roma, dico quello al Frosinone di tacco, quello col Chelsea e quello contro la Sampdoria in pallonetto".

Un ricordo dei tuoi allenatori? "Allegri, Spalletti e Di Francesco mi hanno gestito benissimo, è la cosa più importante per un calciatore. Allegri è stato davvero impeccabile, ero ancora agli inizi ma lui mi ha saputo dosare nel minutaggio il primo anno, per poi lanciarmi il secondo. La stessa cosa vale per Spalletti e Di Francesco, mi hanno dato fiducia nei momenti giusti".

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