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Serie A

ESCLUSIVA TMW - Asprilla: "Con le cifre di oggi costerei 200 milioni"

Mercato story - ripercorriamo con interviste esclusive i più interessanti trasferimenti invernali degli ultimi 20 anni
12.01.2018 16:15 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 21533 volte
© foto di Giovanni Padovani

Il mercato di gennaio nel corso degli anni ha portato a romantici ritorni. Come quello di Faustino Asprilla, che nel 1998 lasciò il Newcastle per vestire nuovamente la maglia del Parma: "Scelta della quale non mi sono mai pentito. Sono sempre stato grato al Parma per quello che mi ha dato: la famiglia Tanzi, il presidente Pedraneschi. Ricordo che i tifosi invocavano il mio ritorno e quando c'è stata l'occasione di tornare non ci ho pensato due volte. Esperienza che mi ha portato a vincere nuovamente trofei (una Coppa Italia e una Coppa UEFA, ndr). Lasciai Newcastle nonostante in Inghilterra mi trovassi molto bene. Ma l'allenatore dell'epoca (Kenny Dalglish, ndr) non volle trattenermi".

La seconda parentesi al Parma non fu fortunata quanto la prima. Almeno nei minuti giocati
"Il problema era che soffrivo di pubalgia. Per il resto non ho niente da rimproverare a nessuno, l'allenatore Carlo Ancelotti era bravissimo".

Anche quando lasciasti Parma per il Newcastle lo facesti a gennaio. Per un calciatore può essere un handicap arrivare in una squadra nuova a campionato in corso?
"Dipende. Non era certamente il mio caso perché il Newcastle mi prese per vincere il campionato e io a Parma giocavo. Certamente noto che nel calciomercato di gennaio vengono acquistati molti giocatori che nei sei mesi precedenti sono stati in panchina e questo non aiuta. Se devi operare devi fare come ha fatto il Barcellona con Philippe Coutinho: ossia acquistare il giocatore top che ti fa fare il salto di qualità".

Segui ancora il Parma?
"Sì, sono sempre in contatto e mi aggiorno sempre su cosa fa. Sono contento che la Serie A si stia avvicinando e vedo che la società sta lavorando bene per tornare nel massimo campionato".

Da colombiano il tuo paese sta vivendo un periodo florido a livello di talento. Credi che questa nazionale possa salire sul podio?
"Tutti abbiamo grandi aspettative, ci sono in rosa giocatori importanti nei migliori club al mondo. Ma non sarà facile, i Mondiali poi sono una grande sorpresa. Prendete esempio la nostra nazionale nel 1994: eravamo fortissimi, siamo usciti al primo turno. Attenzione poi al fattore ambientale: quattro anni fa siamo arrivati ai quarti di finale, ma giocavamo in Sudamerica e per noi era un vantaggio. In Europa è diverso, soffriamo di più".

La Serie A ha diversi esponenti colombiani: chi fa molto bene come Cuadrado e Duvan Zapata e chi meno come Cristian Zapata e Carlos Sanchez
"Cuadrado è tutti gli anni che fa bene, è una certezza ormai. Duvan Zapata sta acquisendo sempre più autostima. Il problema per lui è che fra gli attaccanti c'è tanta concorrenza e in ogni partita si gioca un posto per la Russia. Cristian Zapata è un buon difensore, è da un po' in Italia e sinceramente non capisco perché giochi così poco col Milan. Circa Sanchez credo che sia un giocatore troppo lento per i ritmi della Serie A, ma il commissario tecnico gode di stima nei suoi confronti e credo che lo convochreà ugualmente".

Colombia che quattro anni fa consacrò James Rodriguez, dopo il Mondiale 80 milioni. Con le cifre attuali, se Tino Asprilla giocasse oggi, quanto varrebbe?
"Quanto Neymar, 200 milioni. Sicuro".

Quanto sono arrivati a offrire?
"Quando ero al Parma il Milan mise sul piatto una cifra equivalente ai 20 milioni di dollari. Il Parma disse no, del resto era una delle società economicamente più forti al mondo e i migliori giocatori non li cedeva, non ne aveva bisogno".

Cosa fa oggi Faustino Asprilla?
"Vivo a Bogotà, lavoro in televisione e parlo di calcio su ESPN".


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