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ESCLUSIVA TMW - Cech: "Vi racconto la mia nuova vita da dirigente del Chelsea"

29.08.2019 16:57 di Simone Bernabei  Twitter:    articolo letto 8120 volte
Fonte: dall'inviato a Montecarlo, Gaetano Mocciaro
© foto di Imago/Image Sport

Petr Cech, neo dirigente e uomo mercato del Chelsea, ha parlato in esclusiva a TMW a poche ore dal sorteggio dei gironi di Champions League.

A pochi mesi dall'addio al calcio, quanto le manca il campo?
"Ovviamente ne sento la mancanza, ero abituato a stare in campo e giocare. Ora posso solo stare seduto in tribuna a guardare le partite, non posso aiutare la squadra se non incitandola da lontano. E' qualcosa di nuovo per me e devo ancora imparare molto. Insomma il calcio mi manca, ma so bene quali sono i motivi per cui ho deciso di smettere".

Quali sono le prime impressioni nelle nuove vesti di dirigente al Chelsea?
"E' molto diverso, ma quando ho preso la decisione di ritirarmi ho iniziato subito a pensare al mio futuro e a prepararmi ad ogni eventualità. Poi quando è arrivata questa occasione l'ho colta al volo, è qualcosa di intrigante per me perché volevo continuare a lavorare nel calcio, seppur in un modo diverso. Ora sono in una fase di apprendimento, ma per ora sta andando tutto secondo le aspettative".

Facciamo un passo indietro: da giocatore ha mai avuto la possibilità di arrivare in Italia?
"Ho sempre giocato in Premier, al Chelsea e all'Arsenal. Considero la Premier il miglior campionato al mondo e ho sempre voluto restarci, anche per questo non ho mai avuto l'opportunità di venire in Italia. La possibilità italiana non c'è mai stata, insomma. Nedved non mi ha mai consigliato di venire? La Serie A è uno dei migliori campionati e Nedved ha fatto una carriera fantastica con la Juve, ma io ho pensato a me stesso e ho sempre scelto la Premier League".

Cosa pensa della rinascita inglese in Europa con 4 finaliste su 4 la scorsa stagione?
"Il dominio nel calcio è momentaneo, in passato c'è stato il momento spagnolo ma pure quello italiano. Io credo che le inglesi siano migliorate molto ultimamente, ora mettono più attenzione nelle coppe europee e prendono giocatori per competere a certi livelli. La Premier resta la competizione più importante, ma c'è grande rispetto per ogni torneo. La mentalità è questa, ognuno prova a fare il meglio in Champions ma questo accade in ogni top club. Ovviamente in una competizione del genere serve anche una parte di fortuna per vincere".

Cosa pensa della possibile Superlega per i top club europei?
"Non ho abbastanza informazioni per parlarne, per questo non credo di essere la persona adatta per commentare la questione".

© Riproduzione riservata

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