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ESCLUSIVA TMW - Diabaté, una favola che iniziò in Corsica: "Gol al primo tocco"

16.04.2018 18:00 di Giacomo Iacobellis  Twitter:    articolo letto 13545 volte
© foto di Federico De Luca

Sette gol in sei partite. Cheick Diabaté, in Serie A, ha già conquistato tutti. Mezzi fisici eccezionali, ma anche ottime doti tecniche, il navigato attaccante maliano è una delle rivelazioni di questo finale di stagione. Bravo mister De Zerbi a dargli fiducia. Bravo il Benevento a puntarci in prestito dall'Osmanlispor lo scorso gennaio. Ma la favola dello "Jan Koller d'ebano" parte da molto lontano. Precisamente in Corsica. Cresciuto nelle giovanili del Bordeaux, il classe '88 esordì infatti tra i professionisti all'Ajaccio, in prestito in Ligue 2 nel 2008-2009, segnando ben 14 reti. Ed è proprio il suo ex compagno di squadra, nonché capitano, Thierry Debes, che TuttoMercatoWeb.com ha intervistato in esclusiva per ricordare i suoi esordi nel mondo del calcio.

Debes, se le dico Diabaté cosa le viene in mente?
"Forza, esplosività e senso del gol. Ho conosciuto Cheick quando aveva appena 20 anni e già allora si poteva notare il suo talento da predestinato. È un grande calciatore, ma anche un bravissimo ragazzo".

In quella stagione, la sua prima tra i professionisti, Diabaté riuscì a segnare d'altronde 14 gol in 31 partite.
"Ci diede una grossa mano. Ho solamente ricordi positivi di Diabaté. Arrivò in prestito dal Bordeaux da sconosciuto e se ne andò in grande rampa di lancio. Non aveva paura di niente e in campo non si risparmiava mai, neanche quando lo richiamavo in fase difensiva".

Lo dice chi di quella squadra era non solo il portiere, ma anche il capitano.
"È vero. Ho giocato nell'Ajaccio dal 2007 al 2012 e ancora oggi lavoro in questo club come allenatore dei portieri. Vi garantisco che non è facile ambientarsi e conquistare un posto da titolare in una piazza calda e competitiva come la nostra. Diabaté ci riuscì, nonostante fosse giovanissimo".

Stufacente fin dalla prima partita?
"Assolutamente. Il primo ricordo che ho di Diabaté è una bella doppietta in amichevole. C'era grande curiosità intorno a questo ragazzone africano. Invece, prima partita, primo pallone e sassata dalla distanza che gonfia la rete. Rimanemmo tutti a bocca aperta, anche perché poi trovò subito un altro gol".

Un bel biglietto da visita, prima dei 66 gol con la maglia del Bordeaux, l'avventura in Turchia e gli otto gol col Metz. Crede che Diabaté avrebbe potuto ambire a un ulteriore salto in carriera?
"Secondo me può ancora farcela. La carriera di Cheick è stata ottima, ma penso che sarebbe potuta essere anche superiore. Diabaté ora ha quasi 30 anni, ma non stonerebbe affatto in un cosiddetto top club, anzi. Magari fino a qualche tempo fa era meno conosciuto all'estero, in Francia però è sempre stato considerato un bomber di razza".

Intanto, se lo coccola il Benevento, rinvigorito nella corsa salvezza proprio dai suoi gol.
"I suoi numeri in Serie A sono straordinari e dimostrano per l'ennesima volta il suo valore. Non mi sorprende il fatto che sia riuscito a lasciare il segno in così poco tempo anche a Benevento: ha una personalità incredibile e può fare ancora tanta strada nel calcio".

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