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ESCLUSIVA TMW - Honved, Rossi: "Ecco la mia vita ungherese. Italia, non torno"

ESCLUSIVA TMW - Honved, Rossi: "Ecco la mia vita ungherese. Italia, non torno"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
martedì 09 aprile 2013 21:30Serie A
di Gaetano Mocciaro

Crescono gli emigrati all'estero. Uno di questi è Marco Rossi, che in verità non è una novità assoluta. L'ex tecnico dello Spezia, infatti, da giocatore è stato tra i primi a lasciare l'Italia, quando allora il fenomeno del "mammismo" tipico italiano era imperante. Un'esperienza all'Eintracht Francoforte e una all'America di Città del Messico, prima di rientrare e spendere gli ultimi sgoccioli di carriera. Diventato allenatore, eccolo di nuovo fare le valigie e prendere l'aereo: destinazione Ungheria, a guidare la storica Honved. Ai microfoni di Tuttomercatoeweb il tecnico ci racconta la sua avventura.

Marco Rossi, anzitutto cosa l'ha spinta ad allenare in Ungheria?

"Dopo alcuni anni in Lega Pro mi sono detto: se devo fare l'allenatore professionista devo guadagnare. E non era certo la Lega Pro che poteva offrirmi prospettive del genere. Così o cambiavo mestiere o cambiavo paese. E ho scelto la seconda via. Il resto è nato da un incontro fortuito col direttore Fabio Cordella che mi ha prospettato la possibilità di andare alla Honved e non ci ho pensato due volte".

Immaginiamo che la differenza con l'Italia sia notevole

"Ci sono differenze sia dal punto di vista ambientale che di mentalità. E non è facile qui creare uno spirito di squadra essendoci un mix di ragazzi di culture diverse l'una dall'altra. A Budapest si vive bene, la città è davvero bella, ha un colpo d'occhio non indifferente. A livello invece tecnico diciamo che nel massimo campionato ungherese 5-6 squadre potrebbero giocare tranquillamente in Serie B, le altre sono a livello della Lega Pro".

La squadra è in corsa per un posto in Europa League, sebbene non sia facile

"Consideriamo che l'Honved è la squadra tra quelle che spende meno del campionato. La gestione è oculata e si punta molto sui giovani, tant'è che l'età media della squadra è la più bassa del campionato. Proprio per il discorso della possibilità di andare in Europa devo dire che l'Ungheria mi da modo di avere anche un mercato internazionale".

E la lingua?

"Ostica, davvero difficile. Io per ora mi esprimo in inglese e spagnolo".

E anche in italiano, visto che c'è una bella colonia di connazionali

"Vero. Abbiamo Lanzafame, Alcibiade, Canzian, Del Papa e Martinez, che non è italiano al 100% ma che ha giocato nella Cremonese".

Prospettive future? Crede di restare in Ungheria?

"Credo di essere apprezzato, sia dal club che dalla stampa. Vorrei rimanere e la società vuole prolungarmi il contratto. Non nego che se ci fosse una possibilità di sperimentare anche un altro campionato prenderei questa idea in considerazione. Di certo tra le mie intenzioni non c'è quella di tornare in Italia".

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