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ESCLUSIVA TMW - L'ultima Uefa al Parma, Apolloni: "Come una maledizione..."

19.04.2019 12:45 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 6974 volte
© foto di Giovanni Padovani

"E' una maledizione...". Sorride Luigi Apolloni mentre lo dice, ma sa che questa è l'amara verità. O almeno una delle verità del disastro italiano in Europa League. Perché nessuna formazione nostrana ha vinto mai la competizione e l'ultima a farlo, quando si chiamava Coppa Uefa, è stato il suo parma. Nell'estate del 1999. Vent'anni fa, un'era geologica se discutiamo di pallone. "Il calcio, purtroppo, a livello europeo, è cambiato: ha fatto dei miglioramenti, l'Italia non è stata al passo -spiega il tecnico classe '67 di Frascati a Tuttomercatoweb.com-. C'è stata la crisi, è vero, ma le altre nazioni hanno trovato soluzioni a livello logistico come gli stadi, con delle strutture che hanno accolto i tifosi. Hanno reinvestito le risorse nel modo giusto, in Italia non c'è stato il passo che doveva essere fatto e ne stiamo pagando le conseguenze".
Allianz Stadium a parte.
"L'unica che sta cercando di essere al passo è la Juventus, purtroppo una partita come quella con l'Ajax capita. La Champions è quasi un'ossessione per lei, le avversarie sono 'più tranquille' in questo senso perché hanno davanti giocatori con grandissima pressione e sono motivatissime".
Ieri è uscito ai quarti anche il Napoli.
"Il Napoli è una squadra che stava facendo bene, sta facendo bene anche in campionato, peccato. Le altre, però, sono un passo più avanti a livello europeo: hai difficoltà che non superi anche per questo".
Un problema di singole società o di sistema?
"A livello di squadre italiane, ci sono pochi grandi giocatori italiani nelle big. Ai miei tempi era diverso, c'erano giocatori con altre qualità: l'Italia era in un momento diverso. La Germania, per esempio, stava costruendo e ricostruendo: lì hanno rifatto gli stadi, per la gente, e questa porta soldi e investimenti. E' un fattore importante così come le pressioni. Da noi sono triplicate e lo vedi anche nel continuo cambio degli allenatori, basti vedere la Roma".
Con l'esonero di Di Francesco. Lo considera prematuro?
"Ha perso due partite ed è stato cambiato, servirebbe invece pazienza nella programmazione dei progetti. Servirebbe l'opportunità di sbagliare, per i tecnici ma anche per le squadre. Servono programmazione e costruzione, un'ossatura base come sta facendo la Juventus i venti punti dal Napoli lo dimostrano".
Ai suoi tempi la Coppa Uefa, diversamente da oggi, era obiettivo prioritario in fase di preparazione?
"Si basava anche su quello: preparavamo il campionato, poi con delle rose ampie potevamo recuperare, rifiatare. Quando abbiamo perso la Coppa delle Coppe contro l'Arsenal, Scala aveva fatto turnover in semifinale contro il Benfica. Chiaramente alcune scelte premiano, altre no, in base alle avversarie".
Chiudiamo col suo presente, col suo futuro. In stagione a Modena, per ricollegarci col discorso fatto in precedenza, non le è stato concesso tempo.
"Dopo il percorso col Modena, devo dire che il dispiacere è stato grosso. Sono scelte societarie, a volte non c'è pazienza, non c'è voglia di programmare anche in base a difficoltà momentanee. I club vogliono tutto e subito, il gruppo si costruisce negli anni: io sono convinto che saremmo arrivati, solo che il 'tutto e subito' fa commettere queste scelte".

© Riproduzione riservata

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