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esclusivaOrrico: "Sarri non è da Juve. Napoli distrutto da De Laurentiis e Ancelotti"

ESCLUSIVA TMW - Orrico: "Sarri non è da Juve. Napoli distrutto da De Laurentiis e Ancelotti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Marucci
venerdì 14 febbraio 2020 10:00Serie A
di Lorenzo Marucci

Mai banale, Corrado Orrico ha fatto un'analisi approfondita del nostro calcio nella lunga chiacchierata a Tuttomercatoweb.com. Il discorso iniziale è sull'Inter reduce dal ko con il Napoli in Coppa Italia: "Pensavo che i nerazzurri avrebbero fatto dell'avversario un sol boccone grazie al morale alle stelle dopo il derby, il Napoli ha anche qualche problema di troppo. È successo l'inverso, il calcio ti smentisce sempre quando fai analisi profonde e le partite devono essere sempre giocate. L'Inter ha balbettato nonostante il grande secondo tempo del derby, la marmellata che facevano nei pressi dell'area di rigore del Napoli era senza logica: dovevano farlo uscire, dare al Napoli spazio e invece partire in contropiede. Invece hanno coperto l'area".

L'Inter fatica però quando deve imporre il proprio gioco?
"Sì, è nella mentalità di Conte, impedire agli altri di giocare e portare tanti uomini nei pressi della palla, poi dopo quando la palla ce l'hai tu è più difficile. Fino ad ora le invenzioni degli attaccanti e i gol dei centrocampisti l'avevano salvata, ora dovrà mettere mano anche ad un aggiramento sull'esterno. Sulle corsie tiene giocatori di passo lateralmente, che fanno copertura ma che difettano di fantasia. Quella invece è un'area assolutamente nevralgica, serve saltare l'uomo e fare cross ragionati, mirati. Non quelli dalla trequarti. È come avere ambizioni frequentando una signora anziana. L'Inter sarà credo la concorrente più agguerrita per la Juve. Ha la rabbia del suo allenatore".

Che pensa di Eriksen?
"Mi faccio una domanda quando si acquistano giocatori a zero. La Juve a parte Pogba li ha bucati tutti. Emre Can, Rabiot. Il francese, con la sua mancanza di rapidità, è poco utile. Ramsey ha qualità da centrocampista per giocare nel nostro campionato però per ora delude. Sarri poi si trova a gestire tanti, troppi fuoriclasse e la sua maniera scolastica di preparare le squadre è mal digerita dai campioni. In partita i campioni fanno come gli pare rispetto agli schemi provati in allenamento. Non si vedono gli schemi dei tempi del Napoli. Quel Napoli era una squadra perfetta che De Laurentiis e Ancelotti hanno distrutto. Ancelotti ha avallato il disagio gestionale di De Laurentiis. Quel che è successo mina lo spogliatoio e se ha assistito impotente significa che è corresponsabile"

Sarri e la polemica con le Poste. che ne pensa?
"Sarri è un allenatore evoluto ma un personaggio semplice. Usa un linguaggio tipico della sua zona in Toscana e i giornalisti in Italia sono pronti ad utilizzare qualche scivolata nel linguaggio facendo polemiche su discorsi banali. E' un esempio. certo era meglio se parlava dei bancari visto che lui ha lavorato in banca..."

Sarri lo vede allenatore della Juve anche l'anno prossimo
"So che è bravo ma so anche che non è da Juve. Questa maniera così semplice e fatalista che lui ha verso i problemi della vita e del mestiere mal si addice col pragmatismo della Juve. Hanno avuto la debolezza verso il bel gioco del Napoli ma hanno fatto forse valutazioni approssimative. Non è da Juve perchè ogni club in Italia deve valutare le caratteristiche del personaggio e l'adattamento alla squadra. Oltre a vincere ora volevano giocare bene ma finora hanno vinto poco. Allegri? I livornesi sono gli eredi del machiavellismo per come vanno al sodo. Andando alla Juve lui si è adattato magnificamente allo stile bianconero anche usando le astuzie che gli venivano dalla sua storia. Agli allenatori precedenti la Juve non ha mai chiesto di giocar bene e volevano solo vincere, adesso si sono fatti prendere da questa novità"

Ora chi le piace?
"L'Atalanta, Il Verona e il Sassuolo. La più bella da vedere è la Lazio che ha un centrocampo favoloso, da campionato sudamericano. La Lazio è bellezza autentica ma è troppo bella secondo me per poter vincere lo scudetto. E' come quando da giovani si insegue una bellissima donna e si riflette: ma dopo entrerò in concorrenza con altri? Sarebbe se vincesse un passo avanti per tutto il calcio italiano perchè vorrebbe dire che il senso estetico ha messo piede nel nostro paese"

Che pensa invece di De Zerbi?
“Un bravo allenatore di medio bassa classifica trova difficoltà in una big. Se vuoi proporre un modo di giocare che ha la base nel sacrifico dinamico è uno schiaffo in faccia per i campioni. Un bravo allenatore può arrivare in una big se ha elasticità"

La crisi della Roma come la giudica?
"Gli allenatori anche bravi che arrivano dall'estero pagano dazio. A parte Mourinho hanno avuto difficoltà tutti con le trappole del nostro campionato. Ci sono problemi societari e gli infortuni però? Sono comuni a tutti gli infortuni, è un alibi"

La situazione della Fiorentina?
"Montella è un ottimo allenatore, poi le situazioni cambiano. Perchè è andata meglio la squadra? Lo shock del cambio d'allenatore vale per tutti, solo per il Torino non ha dato frutti. La mia opinione è che la Fiorentina abbia giocatori da medio-bassa classifica. Chiesa? Trovo intelligente la mossa di averlo messo in attacco, quello di seconda punta è il suo ruolo, Iachini gli ha tolto quei 40 metri di campo. Lui anche se è anche a trequarti campo parte sempre verso la porta ed è giusto quindi averlo avvicinato. Portato laggiù a fare il lavoro dei boscaioli non mi piaceva"

Che pensa di Commisso?
"Non mi convince, ma ne apprezzo l'entusiasmo. I risultati per ora sono quelli che sono: il tempo nel calcio non c'è. Per dirla in modo disinvolto: sarà più bravo quando la sua origine italiana prevarrà su quella americana. E' un italiano e ha avuto successo in America per la sua italianità: l'America dà opportunità alla gente e spazio alla fantasia ma ora rientrando in Italia deve ritrovare la sua italianità, la praticità e i capitali. Ci vogliono i soldi per vincere nel nostro campionato. Commisso si è anche fatto sentire con gli arbitri che però quando c'è da difendersi fanno blocco. Deve stare attento Commisso perchè bisogna sapere anche incassare. Di fronte a dei torti non si può reagire alzando la voce perchè poi dopo due domeniche rischi che ti possa arrivare un'altra legnata. Non li spaventi gli arbitri perchè sono solidali, sono una consorteria".

E sul Milan che idea si è fatto?
"Pioli è una persona seria, un bravo allenatore. Non è un genio, non ti porta a scalare l'Everest, si ferma ai primi rifugi, ma è un bravo professionista. Ci sono due persone lì... Boban e Maldini... mi dite cosa fanno? Devono trovare un colpevole, giustificare una sconfitta dopo un primo tempo finito 2-0, dovrebbero nascondersi, non uscire per una settimana e invece vanno in tv e spiegano che il Milan ha fatto il più bel primo tempo degli ultimi cinque anni. E quanto siete scemi a fare un secondo tempo da schiaffi in faccia dopo un primo tempo così bello? La strada del grande Milan era il dominio di Berlusconi, l'allenatore aveva solo i problemi di campo. Sacchi una volta disse che 'i suoi ragazzi non gli erano piaciuti' e Berlusconi rispose con una intervista che il Milan non era suo, ma dei milanesi. Ci vuole un leader, una guida, invece lì si palleggiano le responsabilità, c'è chi vuole Pioli, chi rivorrebbe Allegri, chi si è pentito di aver cacciato Giampaolo. Ci sono troppe voci nel Milan, troppi discorsi e pochi investimenti sui campioni. Un giocatore da 70 milioni non lo prenderanno mai, dice Maldini, è non è molto furbo. Se li prendono gli altri, vincono gli altri. Dove sono i campioni del Milan? Ne ha uno, ma ha 38 anni e meno male che c'è, almeno dà qualche calcio nel sedere ai più giovani. Si sono presi Higuain e l'hanno dato via subito, al Milan è difficile perché c'è una suddivisione di responsabilità che è infinita. La parte oscura è Gazidis, che ha protetto Pioli ma solo perché non vuole pagare un altro stipendio".

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Intervista integrale a Corrado Orrico © video di Lorenzo Marucci/Stefano Carlesi
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