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Van Hooijdonk: "Crisi Olanda, segnali già dal 2014"

ESCLUSIVA TMW - Van Hooijdonk: "Crisi Olanda, segnali già dal 2014"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 10 ottobre 2017 09:00Serie A
di Gaetano Mocciaro

Salvo improbabile goleada contro la Svezia, l'Olanda è fuori dai Mondiali. Una crisi che aveva dato un segnale chiaro con la fallita qualificazione a Euro 2016. Eppure sorprende che gli oranje, vice-campioni del mondo nel 2010 e medaglia di bronzo quattro anni fa in Brasile, non saranno in Russia. Uno dei protagonisti negli anni '90 e '2000 della selezione dei Paesi Bassi, Pierre van Hooijdonk, spiega ai microfoni di Tuttomercatoweb le ragioni della crisi:

Olanda praticamente fuori dai Mondiali, dopo che nelle ultime due edizioni è salita sul podio
"Siamo arrivati terzi nel 2014, ma l'abbiamo fatto cambiando modo di giocare. Louis van Gaal ha accantonato il 4-3-3 e di fatto messo da parte quello che è il DNA e la storia dell'Olanda perché non poteva fare altrimenti, la rosa non aveva una qualità necessaria. E difatti è passato a un modulo con una difesa a cinque. Il primo segnale fu quello e purtroppo è stato sottovalutato. Il terzo posto negli ultimi Mondiali ha fatto credere a molti che la squadra andava bene, invece no. Ed ecco il disastro di Euro 2016 e la cosa grave è che non siamo riusciti a risolvere il problema".

Uno scenario che non sembra nemmeno roseo per il futuro
"La vecchia guardia saluta, giocatori che hanno fatto la storia come Sneijder e Van der Vaart. Io dico che dobbiamo essere orgogliosi dei talenti che sono stati sfornati in questi decenni, ma ahimé non vedo un solo giocatore che si possa avvicinare agli ultimi grandi della Nazionale, come i due citati, oltre a Robben e Van Persie. Non dico che oggi non ci siano buoni giocatori, ma la distanza ai top player purtroppo è alta. L'attacco per esempio, negli anni ha avuto giocatori che anche nei momenti difficili piazzavano il colpo vincente. Adesso manca un vero finalizzatore o comunque uno ai livelli dei Kluivert, Van Basten e Van Persie".

Perché il livello tecnico è sceso così?
"I migliori giocatori olandesi una volta erano titolari nei grandi club europei. E magari ci arrivavano dopo un certo percorso di crescita. Ad esempio Marco van Basten è arrivato al Milan a 24 anni, dopo essere diventato la stella dell'Ajax e aver giocato con continuità nel proprio campionato. Oggi questo non succede: a parte Robben che è la stella del Bayern nessun olandese fa la differenza nei rispettivi club. Wijnaldum ad esempio gioca in una squadra prestigiosa come il Liverpool, ma non è un giocatore così importante come magari lo è Coutinho. O Propper, che addirittura gioca nel Brighton. Altri giocano con poca continuità e questa è una differenza sostanziale con il passato, dove i migliori giocavano praticamente sempre nei loro club, forse perché le rose non erano così ampie. Circa l'Eredivisie ha un'età media troppo bassa e la cosa non aiuta".

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