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ESCLUSIVA TMW - Zmuda: "Kuba, che colpo. Lewa top? Lo dimostri con la Polonia"

01.10.2015 10:02 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 14991 volte

91 presenze in Nazionale, 4 mondiali disputati conquistando due medaglie di bronzo: Wladyslaw Zmuda è una delle leggende del calcio polacco, nonché vecchia conoscenza del calcio italiano. Il primo rappresentante del suo paese, assieme a Zibì Boniek, a misurarsi nel campionato di Serie A. Cinque anni divisi fra Verona e Cremonese nel finire di carriera. Oggi a 61 anni Zmuda parla del calcio polacco di oggi buttando un occhio anche al passato. In esclusiva per Tuttomercatoweb

Wladyslaw Zmuda, che ricordi ha della sua esperienza in Italia?
"Sono stato uno dei primi a venire da voi e in generale uno dei primi polacchi a uscire dal Paese. Per me i primi tempi furono difficili perché mi ritrovai in una realtà completamente diversa, con abitudini differenti e una lingua da imparare. Per giunta a Verona ebbi problemi al ginocchio, ci fu un intervento sbagliato. A Cremona andò meglio, giocai di più anche se dopo il primo anno finimmo in Serie B. Ma l'Italia mi ha lasciato bei ricordi e ogni tanto vengo proprio in Italia dove tra l'altro ho acquisito la cittadinanza e ho lasciato parecchi amici".

Ai suoi tempi la generazione polacca era una delle migliori in assoluto. Come valuta quella attuale?
"I giocatori di oggi hanno più possibilità di fare bene. Intanto perché sono forti e poi perché la Polonia è un Paese in crescita, con stadi all'avanguardia, infrastrutture ideali per gli allenamenti. In pratica i giocatori di oggi hanno a disposizione strumenti che noi non avevamo affatto. E a differenza nostra possono subito misurarsi in campionati stranieri. La situazione politica dell'epoca non ci permetteva di uscire".

Il nome più importante adesso è Robert Lewandowski
"Il più forte al momento. Certamente è aiutato da un collettivo come quello del Bayern, che ti permette di segnare tanto. Non a caso col Bayern gioca molto meglio rispetto a quando veste la maglia della Polonia. Noi ci aspettiamo molto da lui, c'è una qualificazione a Euro 2016 da ottenere e deve dimostrare anche in Nazionale di essere uno dei migliori giocatori in circolazione".

Lei è stato uno dei migliori difensori della storia polacca. Oggi uno dei nomi più gettonati è Kamil Glik. Cosa ne pensa del capitano del Torino?
"La sua crescita mi ha sorpreso. Me lo ricordo i primi anni in Italia: problemi a Palermo, non riusciva a giocare. A Torino ha trovato un allenatore che gli ha dato forza e il ragazzo ne ha approfittato, ha acquisito autostima ed è cresciuto. E anche in Polonia la considerazione nei suoi confronti è aumentata".

Due nuovi volti della Serie A sono Szczesny e Blaszczykowski
"Mi spiace per la prestazione di Szczesny in Champions League ma si è trattato semplicemente di una serata storta. Io dico che il ragazzo merita tempo e fiducia, perché ha qualità importanti. Circa Blaszczykowski è un giocatore di carattere. Al Borussia Dortmund quando non era tormentato dagli infortuni era un giocatore determinante, di conseguenza lo sarà con la Fiorentina: credo che sia la piazza ideale per farlo tornare ai tempi migliori. Un grande acquisto, un giocatore che non perde palla, fa assist e ogni tanto segna".

Questa sera il Napoli affronterà il Legia Varsavia. Cosa devono temere i partenopei?
"Squadra ambiziosa ma senza esperienza internazionale ad alti livelli. Del resto le polacche non riescono mai a entrare in Champions League e non sono abituate a certi confronti. Un giocatore di talento è Nemanja Nikolics, attaccante ungherese che ha segnato finora tantissimo. Però questa è una squadra vulnerabile dietro e considerato il potenziale offensivo del Napoli rischia molto".

In estate un giocatore del Legia, Ondrej Duda, sembrava a un passo dall'Inter. E' un giocatore da Serie A?
"Ha qualcosa più degli altri. Giocatore giovane e di grande talento. Devo dire che in questo inizio di stagione non sta ripetendo quanto fatto vedere l'anno scorso".

Altra polacca sulla strada di un'italiana è il Lech Poznan, nel girone della Fiorentina
"Una squadra che l'anno scorso era al vertice e adesso è in crisi. Credo abbiano sbagliato la preparazione perché la squadra è rimasta la stessa, a parte un giocatore. La tenuta fisica al momento sta lasciando a desiderare".

Cosa manca al calcio polacco per fare il salto di qualità?
"Credo che ci siano troppi stranieri nel campionato che tolgono spazio ai talenti di casa. I club dovrebbero cercare di coltivare i vivai senza pescare nel resto del mondo".


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