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FOCUS TMW - Inter, 814 milioni di debiti. Bastoni costato 31

21.11.2018 15:15 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 68519 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Dall'anno prossimo l'Inter sarà, con ogni probabilità, libera dal fair play finanziario. Perché ogni anno i nerazzurri hanno dovuto cedere a prezzi esorbitanti i propri giovani? Perché la UEFA chiedeva una sorta di pareggio tra entrate e uscite, in ambito di calciomercato, altrimenti avrebbe potuto comminare pene, anche pesanti, tipo l'esclusione dall'Europa per una stagione. Probabilmente a giugno tutto ciò sarà risolto e, con l'arrivo di Marotta, ci potranno essere grandi investimenti. Il calciomercato sarà, quindi, finalmente slegato dall'egida UEFA: è per questo che un big può andarsene (40? 50 milioni? E chi sarà?) ma poi i soldi saranno reinvestiti. La solidità di Suning non è in discussione.

I DIRITTI TELEVISIVI - L'Inter è l'unica squadra italiana a non dipendere completamente dai proventi tv. Perché gli 80,2 milioni di euro non rappresentano nemmeno un terzo del fatturato netto, che ammonta a 286 milioni di euro. L'impatto di Suning ha portato nuovi ricavi commerciali: dai 47,6 milioni di euro dell'era Thohir a ben 131, soprattutto per l'espansione in Cina: i Regional Sponsor contribuiscono con 90 milioni. I ricavi da gare, in cinque anni, sono quasi raddoppiati: da 19,6 a 33,8.

I COSTI - Il personale è ben sopra il 50%, perché sono 156 milioni gi stipendi corrisposti ai proprio dipendenti. Tanti anche gli ammortamenti per i calciatori, circa 78 milioni, oltre a 69 di altri costi. Il valore della produzione finisce così in negativo di circa 17,7 milioni rispetto agli approvigionamenti, Invece il player trading è positivo di circa 10 milioni.

MONTE DEBITORIO - Non sono tutte rose e fiori per l'Inter, però, perché ci sono 230 milioni di euro di debito con Suning, più 300 di bond (emesso a dicembre 2017 con scadenza 2022) per rifinanziare e liquidare il prestito fatto ai tempi di Thohir. Probabilmente anche per completare l'acquisizione al 100% dall'indonesiano, con Zhang nuovo presidente, per 200 milioni. Positiva la situazione dei debiti con gli altri club, +21 milioni, ma c'è un'esposizione tributaria (13) e con i fornitori (72). In totale ci sono 814,7 milioni di debiti, comunque in positivo escludendo il bond che pregiudica la situazione: i crediti da altri club ammontano a 197, quindi in realtà sarebbero "solamente" 617.

PLUSVALENZE DA CHAMPIONS - La realtà è che l'anno prossimo l'Inter potrà incominciare a essere economicamente messa meglio, con parte dei soldi provenienti dalla partecipazione Champions che andranno a ripagare l'alto debito, probabilmente con accantonamenti in vista del bond del 2022. Capitolo diverso per le plusvalenze: Santon ha dato 9,5 milioni, Radu 7,6, Bettella 6,9, Vailetti 5,9, Murillo 5,9, Carraro 4,5, Zaniolo 2,6 e Nagatomo 1,8. Plusvalenze minime per Kondogbia e Jovetic, ma in entrata Bastoni è costato 31 milioni (solo 10,6 messi a bilancio Atalanta nel 2017, nel 2018 dovremmo trovare il saldo) cifra decisamente troppo alta.


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