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La Giovane Italia
Serie A

Gli stranieri sono troppi? No, sono pochi

15.11.2017 13:37 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 24468 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Il problema sono gli stranieri". Tra esperti e ritenuti tali, il guaio è individuato: troppi stranieri nel nostro calcio, bisogna ridare spazio agli italiani. Una ricetta che sa poco di nuovo: l'Italia calcistica si è già chiusa agli stranieri, nel 1953 per quattro anni, senza grossi risultati in termini di risultati. E poi dopo il disastro del 1966: qualcuno ricollega il trionfo a Spagna 1982 a quella decisione autarchica, qualcun altro fa notare che dodici anni, per l'Italia, sono un periodo comunque molto lungo. E soprattutto che per tutti gli anni '70 i club italiani sparirono dai vertici del calcio europeo. Una soluzione, quella di chiudersi agli stranieri, che storicamente non sembra dare grandi risultati. E che comunque, tra normative comunitarie e non solo, risulterebbe oggi non applicabile se non in misura molto ridotta.

Il calcio, quello che vince, è di solito diversità: il Brasile può attingere a un patrimonio etnico unico al mondo e infatti ha più mondiali di tutti in bacheca. E le novità arrivano, sempre o quasi, grazie ai calciatori stranieri, a quel diverso che troppo spesso fa paura. I successi recenti della Germania, per fare un altro esempio, arrivano anche e soprattutto grazie ai cittadini tedeschi di seconda e terza generazione. Quelli che da noi sono ancora stranieri o considerati tali, anche se cresciuti in Italia. Il problema, volendo analizzare la situazione con un po' di oggettività, è però anche chiedersi se gli stranieri siano davvero troppi. E guardare al resto dell'Europa, alle cinque principali federazioni. Senza limitarsi alla Serie A: nel nostro massimo campionato gli stranieri potrebbero forse essere tanti (ma le statistiche non sono molto lontane da quelle di Francia, Germania, Spagna e soprattutto Inghilterra). Ma tra Serie B e C assistiamo a un fenomeno diverso: gli stranieri sono pochi, pochissimi. Molti meno che negli altri quattro Paesi sopra menzionati, specie se guardiamo all'Inghilterra e alla Francia. E viene il dubbio che, provocazione o meno, non sia davvero quello il problema.

Stranieri nelle prime tre leghe professionistiche dei cinque principali campionati europei (dati transfermarkt.it.

Italia
Serie A 53,3%
Serie B 23,5%
Serie C-A 10,1%
Serie C-B 13,4%
Serie C-C 16,6 %

Inghilterra
Premier League 67,2%
Championship 50,3%
League One 35,1%

Germania
Bundesliga 52,7%
2.Bundesliga 31,5%
3.Liga 16,6%

Francia
Ligue 1 49,7%
Ligue 2 36,5%
Championnat National 25,5%

Spagna
LaLiga 42,8%
LaLiga2 26,5%
2 Division B I 13,5% II 6,3% III 13,8% IV 10,6%


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