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Firenzeviola: è una Fiorentina al capolinea tecnico

26.04.2019 00:53 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 6371 volte
© foto di www.imagephotoagency.it

Sull'errore imperdonabile di Lafont sfuma anche l'ultimo obiettivo stagionale della Fiorentina (ammesso che ce ne siano stati altri, ad inizio anno). Il dispiacere di Montella, al termine della gara, è ben visibile sul volto. Si percepisce, al di là delle parole. Così come si percepisce il capolinea tecnico in cui è definitamente approdata questa Fiorentina, attesa adesso dalle ultime cinque partite di campionato. Anonime, o poco più.

Ci sarà tempo per i giudizi, arriverà il momento di rivoluzioni e bocciature del mercato. Per il momento, però, i riflettori se li prendono la delusione e il rammarico. Delusione per l'eliminazione, certo, ma anche e soprattutto il rammarico di aver compromesso almeno in parte la qualificazione con lo scellerato 3-3 dell'andata. Contro l'Atalanta, si sapeva, poteva però succedere di tutto. Una gara secca, in trasferta, contro l'avversario più in forma di tutti. Ma comunque una gara secca. E se vogliamo, la Fiorentina la sua partita l'aveva anche iniziata nel modo migliore.

Nuove partite, vecchi problemi. L'1-0 di Muriel poteva (doveva) significare qualcosa. C'era margine per aggredire ancora di più, per segnare il secondo gol. Le occasioni sono arrivate. Come spesso è successo quest'anno, però, la Fiorentina è mancata nel momento decisivo. Il momento in cui servirebbe il colpo del ko. Era successo pochi giorni fa a Torino contro la Juventus - tanto per non andare troppo indietro nel tempo -, è successo a Bergamo contro l'Atalanta. La quale, è bene sottolinearlo, per larghissimi tratti della gara ha fatto valere tutti i sedici punti (16) che la separano dai viola in classifica.

Poco male, Montella l'aveva preparata (anche) così. Sfruttare il contropiede, sfruttare le qualità in velocità di Muriel e Chiesa (emblematica la prima azione da gol). Una tattica all'apparenza di contenimento, studiata per lasciare scientemente il pallino del gioco a Ilicic e compagni. Alla lunga, però, anche questo assetto ha avuto bisogno di sostegno, di filtro, di rifornimenti da più elementi diversi. Insomma, di un centrocampo sul pezzo. Una vera e propria lacuna di questa stagione (probabilmente la più grave).

Così, in una gara che già presentava numerose insidie ancor prima del fischio d'inizio, a decidere sono stati gli episodi. Quello di Lafont, ovviamente, il più grave. Ma ridurre tutte le cause di un'eliminazione ad un errore individuale - seppure decisivo - risulta essere esercizio quantomeno fuorviante. Soprattutto se si considera che cosa ha prodotto la Fiorentina in tutta la stagione.


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