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I dieci anni di Percassi - I dieci acquisti più importanti

I dieci anni di Percassi - I dieci acquisti più importanti
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
mercoledì 03 giugno 2020 18:00Serie A
di Andrea Losapio

Dieci anni fa Antonio Percassi diventava per la seconda volta Presidente dell'Atalanta, in Serie B. Ora è ai quarti di finale di Champions League e TMW celebra le imprese e i protagonisti nerazzurre nel corso delle stagioni

Da German Denis a Alejandro Gomez, la storia degli ultimi dieci anni di Atalanta sembrerebbe imperniata sugli argentini. Non è così, ma è indubbio che gli acquisti di Marino e Sartori abbiano qualcosa in comune: poca spesa, resa tantissima, anche al di sopra delle aspettative. Gli italiani alla fine sono solamente due, Masiello e Gollini.

ANDREA MASIELLO - Arriva nell'estate del 2011 dal Bari, retrocesso, dopo una stagione con alti e bassi. In comproprietà per 2,5 milioni, viene squalificato per il caso calcioscommesse nei mesi successivi quando la squadra ha già recuperato i 6 punti di penalizzazione sulla salvezza. Viene riscattato a 0, proprio a causa della squalifica, e rimane al minimo sindacale. Riabilitato da Colantuono, attraversa tutte le fasi tra Reja e Gasperini, fino alla Champions League, per poi essere ceduto a gennaio.

GERMAN DENIS - Come Masiello, approda nel 2011 come attaccante principe per Colantuono. La comproprietà vale 3,5 milioni di euro, il riscatto un anno dopo è fissato a 2,3. Diventa lo straniero con più gol nella storia dell'Atalanta, ben 56 in quattro stagioni e mezzo, salvo poi tornare in patria, all'Independiente.

MAXI MORALEZ - Colpo di Pierpaolo Marino che si assicura le sue prestazioni per 5 milioni di euro circa. Gioca quattro stagioni e mezzo con alti e bassi, ma garantendo qualità e gol, diventando coppia fissa con Denis. Trascina la carretta sia nell'anno del meno sei, togliendo le castagne dal fuoco nel passaggio tra Reja e Colantuono. In inverno arriva il Leon e lo acquista per 4,7 milioni, sicuramente un bell'investimento durante gli anni.

ALEJANDRO GOMEZ - La sua firma arriva quando in Ucraina si scatena la guerra del Donbass, con l'aereo della Malaysia Airlines che viene abbattuto da un missile russo. Lì termina la sua esperienza nel Metalist di Kharkiv, arriva in Italia grazie all'intermediazione di Leo Rodriguez - già agente di Denis - per una cifra quasi irrisoria (mai svelata, ma appena superiore ai 3 milioni di euro). Diventa il capitano grazie alle super prestazioni durante gli anni.

MARTEN DE ROON - Scovato nell'Heerenveen, approda a Bergamo per 3 milioni di euro. Sconosciuto all'inizio, diventa subito il beniamino della tifoseria grazie al ritornello "Uforobot" che ben si adatta al suo cognome. Viene prima ceduto al Middlesbrough, poi ri-acquistato (alla stessa cifra, meno l'anno di ammortamento) ritornando a essere uno dei pilastri del centrocampo di Gasperini.

RAFAEL TOLOI - È il secondo acquisto di Sartori in ordine di tempo, perché dopo sei mesi alla Roma - in cui non aveva giocato molto, pur rispondendo bene quando chiamato in causa - era poi tornato al San Paolo in Brasile. Viene pagato 5,5 milioni di euro ed è costantemente il migliore in campo della retroguardia negli anni successivi, almeno per costanza di rendimento.

FRANCK KESSIE - In Ghana giocava da libero, con la Nazionale aveva il 10 e tirava i rigori. Approda a Zingonia, inizialmente per giocare nella Primavera, in coppia con Kresic. Sembra di un'altra categoria, con qualche disattenzione in fase di marcatura: l'Atalanta lo ri-acquista dopo una trattativa estenuante (cifra che non viene mai svelata) e lo spedisce in prestito a Cesena, dove Drago gli trova la giusta dimensione da centrocampista centrale.

JOSIP ILICIC - Al fotofinish: perché lo sloveno era un pupillo di Pradè e la Sampdoria aveva praticamente chiuso con la Fiorentina. Invece l'Atalanta stava nicchiando da tempo, pensando di avere in mano sia il giocatore sia l'offerta giusta per chi, a un anno dalla scadenza, era oramai un separato in casa. Alla fine si convince a spendere 5,2 milioni di euro, facendo un affare colossale.

DUVAN ZAPATA - Il più pagato della storia dell'Atalanta è il colombiano, ma la formula è decisamente interessate: 12 milioni per i due anni di prestito, più 12 per il riscatto (già operato lo scorso inverno). Dopo un inizio balbuziente, in cui i gol stentano ad arrivare, segna a ripetizione da dicembre 2018, trascinando la squadra al quarto posto finale.

PIERLUIGI GOLLINI - Nella lista c'è anche un portiere, più per come è arrivato a Bergamo che non per quello che sta diventando. Perché in punta di piedi ha soffiato il posto a Berisha, l'Atalanta lo ha riscattato dall'Aston Villa e ora è nel mirino di alcuni grandi club, come Juventus e Milan. Sarà la prossima plusvalenza se Carnesecchi (quest'anno ottimo al Trapani) dovesse diventarne il titolare?

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