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Riparte l'Europa League: il Qarabag, la guerra, una squadra senza fissa dimora

Riparte l'Europa League: il Qarabag, la guerra, una squadra senza fissa dimora
© foto di Federico De Luca
giovedì 22 ottobre 2020 13:26Serie A
di Marco Conterio

Nella regione del Nagorno-Karabakh è in corso un conflitto armeno tra le forze azere e armene per il controllo dell'area. Attività belliche iniziate il 27 settembre del 2020, a nulla è valso il cessate il fuoco del 10 ottobre poiché subito infranto. Un territorio che sin dalla fine degli anni '80 è teatro di uno scontro tra i due popoli, parzialmente interrotto grazie all'Accordo di Biskek. Urge partire da qui, dalla nuda cronaca, dalla spiegazione di quel che accade nella Repubblica dell'Artshakh, per parlare del Qarabag, squadra azera che oggi inizierà il suo percorso in Europa League alle 21:00 sul campo del Maccabi Tel Aviv. Ma serve anche un passo indietro, alla guerra del Nagorno-Karabakh tra il '92 e il '94, per capire perché gli Atilar siano profondamente attivi sui social pro milizie azere.

L'allenatore, morto al fronte Lo Stadio Imarat, infatti, impianto originario del club, venne distrutto dai bombardamenti delle forze armene, e all'occupazione della città di Agdam (poi rinominata Akna) da parte della repubblica del Nagorno Karabakh. Così la squadra si è trasferita prima a Baku (dal 1993 al 2009) e ora a Quzanli, nel distretto di Agdam. L'allenatore, Allahverdi Bagirov, che era anche leader dell'Azerbaijani Popular Front Party, morì al fronte. Proprio lì, in uno dei ponti principali tra Europa e Asia, tra l'Armenia cristiana e l'Azerbaijan mussulmano. Un territorio conteso e ricco di risorse, tanto che lì sono stimate almeno il 70% di quelle mondiali.

Diciotto minuti Le cronache azere dicono che i bambini di Agdam, ora nuovo teatro degli scontri, impararono a giocare partite di diciotto minuti perché quello è il tempo che passa tra il lancio di una granata e la ricarica di quella successiva. Agdam non esiste più, è solo polvere e nuove macerie, il cui unico frutto è la squadra nomade dell'Azerbaijan. Bagirov è simbolo dei tifosi e degli Imaret Tayfa, gruppo ultras che da sempre accompagna le gare casalinghe del Qarabag.

L'attività social Non è un caso, allora, se il profilo Twitter del Qarabag FK sia attivo soprattutto dal lato politico e non stia curando a fondo quello calcistico. Video, messaggi politici e umanitari. Il profilo del club azero riporta anche il bollettino di guerra e gli aggiornamenti sugli insediamenti liberati dall'esercito. Il campionato, a differenza di quello armeno che si è subito interrotto, sta andando avanti e in cinque partite il Qarabag ha conquistato otto punti. Adesso l'Europa, in Israele. Prima di tornare a casa, qualunque essa sia.

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