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Sorteggi Champions - I migliori otto allenatori d'Europa

15.03.2019 08:45 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 4936 volte
© foto di Imago/Image Sport

Forse mancano solamente Diego Pablo Simeone, José Mourinho e Zinedine Zidane. In compenso c'è il giovane Sergio Conceicao, alla prima panchina di una big, il sorprendente Ole Gunnar Solskjaer e il rampante Erik ten Hag. I primi due sono stati anche stelle delle rispettive squadre, da calciatore. Poi ci sono Guardiola, Klopp, Valverde, Pochettino e Allegri, tutti con grande mercato. Almeno sulla carta.

Sergio Conceicao - Porto Scuola Lazio, ha certamente avuto un discreto - per usare un eufemismo - piacere nell'eliminare la Roma. Aiutato forse dall'arbitro che non ha ravvisato il rigore (che c'era) su Schick, al di là di una buona carriera da calciatore non si può notare come abbia fatto gavetta. Da Liegi, dove era assistente allo Standard, passando per Olhanense, Academica, Braga e Vitoria Guimaraes, andando poi in Ligue 1 con il Nantes e finendo, finalmente, sulla panchina dei Dragoes. Ha vinto la metà delle partite in carriera.

Massimiliano Allegri - Juventus Giocatore mediocre, per sua stessa ammissione, decisamente meglio da tecnico. Una Serie C con il Sassuolo, salvezze molto semplici con il Cagliari, pur iniziando con una sfilza di sconfitte, poi la grande chance con il Milan di Ibrahimovic e Thiago Silva: 1 campionato vinto, 1 perso causa gol di Muntari non assegnato, altri quattro Scudetti, fra poco cinque, con la Juventus. Una capacità di trasformarsi tatticamente difficilmente contrastabile, ha perso due finali di Champions League. Ha vinto il 54,3 delle gare in carriera.

Josep Guardiola - Manchester City Se non è il suo decennio, poco ci manca. Ventiquattro trofei vinti, sei di questi al primo anno con un formidabile attacco Messi, Eto'o, Henry, poi sfaldato per arrivare - sbagliando - a Ibrahimovic. La dimostrazione che l'esperienza, quando sostituita con le idee, può anche essere solo un accessorio. Ha vinto il 75% delle gare nella sua carriera da tecnica, aiutato anche dall'avere allenato sempre squadre meravigliose, dal Barça al Bayern, finendo al City.

Ole Gunnar Solkjaer - Manchester United Sicuramente il meno conosciuto del lotto, almeno da allenatore, mentre da calciatore ha vinto una Champions League ribaltandola in un minuto. Molde e Cardiff City nel suo palmares, ha vinto due campionati norvegesi, l'ultimo nel 2012. Ha firmato la straordinaria rimonta contro il Paris Saint Germain, pur avendo tutta la squadra tra infermeria e squalifiche.

Mauricio Pochettino - Tottenham Tutti lo vogliono, ma una sola l'ha blindato. Perché i londinesi hanno deciso di dare sì un nuovo contratto allo stratega argentino, ma ha inserito una clausola rescissoria da 40 milioni di euro. Forse meglio spenderli in un giocatore, deve aver pensato il Real Madrid prima di virare nuovamente su Zinedine Zidane. È il primo sogno per la panchina dell'Inter per Zhang, ma è destinato a rimanere tale. Ha il 46,5% delle gare vinte in carriera.

Erik ten Hag - Ajax Cinque anni fa allenava la seconda squadra del Bayern Monaco, quando in prima c'era Josep Guardiola. Poi è passato all'Utrecht e la sua carriera ha avuto una svolta: quarto posto in campionato, qualificazione in Europa League. E soprattutto il posto nella panchina più importante d'Olanda, al posto del dimissionario Keizer. Ha il 59% di vittorie in carriera, il suo 4-2-3-1 lascia molta libertà agli interpreti difensivi.

Ernesto Valverde - Barcellona Ha fatto vedere il proprio meglio da allenatore dell'Athletic di Bilbao, in due occasioni. Prima all'inizio del millennio, poi esattamente dieci anni dopo. In mezzo Valencia, Espanyol e pure una doppia esperienza in Grecia, all'Olympiacos. Forse non si immaginava di potere, un giorno, allenare il Barcellona. Tre campionati greci, un paio di finali perse, una Supercoppa del Re. Ha il 52,8% delle gare vinte.

Jurgen Klopp - Liverpool Dulcis in fundo, chi è sempre dalla parte dei meno forti. Perché Klopp, sin dai tempi di Dortmund, ha deciso di essere il paladino dei... secondi, più che degli ultimi, dicendo no a Bayern Monaco o Real Madrid, riportando in alto società che non brillavano da qualche tempo. Vincere la Premier sarebbe la sua missione, più della finale di Champions. Ha vinto il 57% delle partite in carriera.


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