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Speciale scouting. Da Vidal ad Havertz. E ora Boldt vuol rifare grande l'Amburgo

Speciale scouting. Da Vidal ad Havertz. E ora Boldt vuol rifare grande l'AmburgoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
giovedì 12 novembre 2020 12:45Serie A
di Marco Conterio

Quella dell'Amburgo è il racconto di una ricostruzione. Fondamenta aggrappate alla storia e al passato e un decennio fatto di cocenti delusioni e di una retrocessione in Zweite, la prima di sempre, che ha fotografato quel che resta di una società gloriosa. Che per ripartire s'è affidata al futuro, per dipingere il presente con nuovi colori. Ha consegnato le chiavi del progetto tout court a Jonas Boldt, quindici anni e una rottura non indolore col Bayer Leverkusen. Un percorso, quello del trentottenne di Norimberga, che ha portato alle Aspirine talenti del calibro di Arturo Vidal, di Hakan Calhanoglu, di Leon Bailey, di Kai Havertz e molti altri ancora.

Un inizio diverso Chiusa la porta Leverkusen, Boldt è ripartito da Amburgo. Che nel 2010 arrivava in semifinale di Coppa Uefa, ma che dal 2014 in poi ha vissuto un incubo. Due salvezze raggiunte solo allo spareggio promozione, un quattordicesimo posto e poi la drammatica caduta in Zweite del 2018. Da lì, due quarti posti e a nulla è valsa la gioia momentanea della semifinale raggiunta, e persa, in DFB Pokal. L'Amburgo ha smarrito strada, storia, soldi. Così ha deciso di affidarsi a Boldt, per ristrutturare il club e anche per cambiare lo scouting. Porta parte del suo staff e il suo chief scout da Leverkusen, Claus Costa, con un obiettivo chiaro. "Tornare in Bundesliga", spiega nello speciale di Tuttomercatoweb.com il dirigente tedesco.

Il team e la tecnologia Il team scouting dell'Amburgo è composto in tutto da dieci persone, ma non tutte full time sulla scoperta e ricerca dei giocatori. Alcuni di questi sono dedicati anche all'analisi video e all'uso della tecnologia. "Sono stato il primo a portare Wyscout in Germania e conosco bene l'importanza dei dati e dei big data -spiega Boldt-. Abbiamo un sistema nostro, interno, per l'analisi ed è importante appoggiarsi anche a questo per la ricerca del giocatore". Chiaro che il calcio è poi fatto di livelli e di possibilità. E anche di potenzialità di ricerca, cosa che l'Amburgo, nell'ultima estate, ha avuto limitate. "Fantasia", la parola d'ordine del team scouting del club.

Scouting e allenatore A Leverkusen è stato capace di portare giocatori che hanno poi scritto pagine importanti di calcio, da Son Heung-min a Emre Can, da Arturo Vidal a Kevin Kampl ma anche talenti poi sbocciati come Wendell, Leon Bailey, di valorizzarne altri tra cantera e mercato come Jonathan Tah, Kai Havertz, Julian Brandt. Una miniera d'oro che Boldt deve ricostruire tout court ad Amburgo. Per farlo, tra le prime mosse di quest'estate, c'è stata la scelta di un nuovo allenatore. Daniel Thioune dall'Osnabruck, insieme al suo vice Merlin Polzin. Il quarantaseienne di Georgsmarienhutte rispondeva a pieno alle esigenze dell'Amburgo. "In Zweite -spiega Boldt-, devi prendere qualcuno che sappia lavorare coi giovani, che sappia valorizzare, ma che sappia anche gestire dei giocatori che conoscano la categoria. Thioune aveva dimostrato di avere tutte queste skill con l'Osnabruck. E poi ci ha colpito molto la sia capacità di non essere un integralista del sistema di gioco. Ha il suo stile, noi abbiamo il nostro metodo, ma ha dimostrato di saper cambiare pelle e idea a gara in corso".

Un'estate senza portafogli L'acquisto che racconta la sintonia tra parte tecnica, direzione sportiva e scouting è l'arrivo di Moritz Heyer. Il venticinquenne difensore centrale, "ma è un jolly capace di giocare in più posizioni", specifica il dirigente, è arrivato ventiquattro ore prima della prima partita. "Ha giocato senza allenarsi con noi e ha dimostrato di entrare subito a pieno nelle idee tattiche del mister che già conosceva". E' stato l'unico investimento oneroso dell'estate, poi vissuta senza portafogli. Compreso Heyer e due giocatori rientrati dal prestito, "dove non si stavano esprimendo al meglio per le proprie potenzialità" (Jonas David e Manuel Witzheimer, ndr), sono arrivati sette giocatori. E tutti con profili differenti. Tra i pali un giocatore di grandissima esperienza, a zero, con Sven Ulreich dal Bayern Monaco, capace di impostare l'azione sin dal basso. Una punta altrettanto d'esperienza, con ampia militanza in Bundes come Simon Terodde, liberatosi dal Colonia. Poi altri due giocatori esperti: Toni Leistner in difesa, trent'anni, una vita a Dresda, un anno e mezzo al QPR e gli ultimi mesi in prestito al Colonia. E poi un mediano, anche lui a zero, anche lui trentenne, Klaus Gjasula dal Paderborn. "E poi un ragazzo di diciotto anni, a centrocampo, dalle giovanili dell'Hoffenheim nel quale crediamo molto come Amadou Onana".

Tutti insieme verso la Bundes Il discorso fatto ai giocatori acquistati e anche a quelli in rosa dalla proprietà e dallo stesso Boldt è stato chiaro e cristallino. "Tutti qui devono avere una chance. A tutti abbiamo detto 'saliamo insieme, vogliamo guadagnarci la Bundesliga e poi teniamo il gruppo anche in Prima Divisione. Deve essere uno stimolo quello di salire e di sentirsi parte di un percorso per i ragazzi, poi insieme a loro valuteremo che direzione prenderà ognuno".

Lo scouting alla base del presente e del futuro Un tecnico scelto con delle caratteristiche precise, un gruppo squadra creato per il presente ma con degli innesti anche per il futuro. Per questo l'opera di ricostruzione è appena iniziata. Creare un club di Zweite ha dei presupposti, farlo per la Bundesliga ne ha altri. "Però le basi si costruiscono ora, stante il fatto che poi la categoria determina chiaramente il target del giocatore che vai a cercare e prendere". Questioni di budget, certamente diverse dall'amato Sudamerica di Boldt, portano l'Amburgo a puntare giocatori con profilo diverso. Lottare per i bassifondi della classifica presuppone il fatto che ci sia meno tempo per aspettarne troppi. Sicché l'integrazione deve esser rapida e lo scouting 'tedesco' è alla base del progetto. Non solo: anche la Scandinavia è e sarà uno dei terreni di caccia più battuti. Sia per i giocatori autoctoni ma anche per tanti ragazzi arrivati dall'Africa di primo contratto proprio in leghe inizialmente meno probanti come quella danese o svedese. Alla base di un progetto c'è il futuro. Anche in quella di una ricostruzione dalle ceneri come l'Amburgo.

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