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Inter, Conte: "Lukaku giocatore da football americano. Può diventare uno dei più forti"

Inter, Conte: "Lukaku giocatore da football americano. Può diventare uno dei più forti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
sabato 05 dicembre 2020 23:30Serie A
di Luca Chiarini

Terzo successo consecutivo in campionato per l'Inter, che batte il Bologna a San Siro e si avvicina momentaneamente al Milan. Dopo il fischio finale, Antonio Conte è intervenuto ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue dichiarazioni.

Il tre a uno è arrivato subito dopo il loro gol.
"Il gol del due a uno è arrivato in maniera inaspettata, potevamo sicuramente fare meglio. Altre volte abbiamo tenuto aperte partite che stavamo dominando. L'anno scorso venivamo da una cattiva esperienza col Bologna: vincevamo uno a zero, erano in dieci, abbiamo sbagliato un rigore e siamo stati capaci di perdere. Memori di quello che era accaduto in passato eravamo determinati e attenti. I ragazzi sanno che devono tenere la soglia dell'attenzione molto alta. Se molliamo un attimo rischiamo e come oggi concediamo un gol che potevamo evitarci".

Nelle ultime partite avete aspettato un po' di più l'avversario.
"Il problema è che a differenza degli altri paesi in Italia si gioca un calcio molto tattico. Alterniamo momenti di pressione alta a momenti di attesa e aggressione sulla palla, penso che stiamo lavorando bene e stiamo cercando questo tipo di equilibrio, perché prima cercavamo sempre la pressione alta. Che ha dato dei frutti, ma al tempo stesso gli avversari ti studiano e si preparano, e quando fai quella pressione è inevitabile che concedi qualcosa in più. L'importante è avere una squadra corta, ed è importante che gli attaccanti nella fase difensiva e i difensori in quella offensiva accorcino la squadra. Stiamo lavorando su questo: siamo più compatti e siamo più sicuri, fermo restando che quello che abbiamo fatto è comunque un bagaglio che ci portiamo dietro".

Cosa chiede ad Hakimi?
"Stiamo parlando di un ragazzo che ha vent'anni, che ha fatto due anni a Dortmund. In Germania si gioca un calcio meno tattico, ti battezzano meno a livello di caratteristiche individuali. Sta lavorando, ha capito un pochettino la differenza tra l'Italia e la Germania, dove c'erano più spazi e meno preparazione da parte delle squadre avversarie sulle sue caratteristiche. Deve lavorare perché ha ampi margini di miglioramento: è nella squadra giusta e con l'allenatore giusto per diventare uno dei più forti. Sono molto contento, perché queste prestazioni aumentano la fiducia, come qualche errore in passato poteva aver abbassato l'autostima. Lui deve trovare equilibrio, ha qualità e sta a me aiutarlo a diventare uno dei più forti in quel ruolo".

Anche Lukaku ha margini di miglioramento?
"Lui può ancora crescere. Quando è arrivato l'ho definito un diamante grezzo: ho sempre detto che era arrivato dove era arrivato solo per qualità sue, e lavorandoci avrebbe potuto diventare uno dei più forti al mondo. È sulla buona strada, perché ha qualità fisiche da prima punta e ha gamba in campo aperto. È un giocatore da football americano: ho insistito tanto, non solo all'Inter, perché ha caratteristiche uniche. È un ragazzo che lavora tanto, si mette a disposizione della squadra. Sono contento per lui, così come di Lautaro e Sanchez, che deve essere ancora più decisivo e fare qualche gol in più. Ma non dimentichiamo che viene da due anni di inattività, adesso sta riprendendo confidenza con il campo e sta giocando con una certa continuità. Mi permette di far riposare Lukaku e Lautaro, ma penso che possa essere decisivo anche quando subentra".

Com'è il rapporto con Eriksen?
"Il rapporto con lui, così come con tutti i calciatori, è ottimo. Tutte le scelte che faccio sono per il bene dell'Inter: i ragazzi sanno che l'ultima cosa che guardo è la testa di un giocatore. Christian sta lavorando, si sta impegnando ed è a disposizione".

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