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#Inter110 - Vincenti e sfortunati: Moratti e gli altri. I presidenti

09.03.2018 13:00 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 6413 volte
© foto di Stefano Porta/PhotoViews

Il presidente dell'Inter, per tutti noi, si chiama Moratti di cognome: Angelo a cavallo tra gli annin '50 e '60, suo figlio Massimo dal 1995 al 2004 e poi ancora dal 2006 al 2013. Il legame della famiglia Moratti col Biscione è lungo, ma anche prospero: sui 39 trofei vinti dall'Inter nei 110 anni della propria storia, ben 23 sono targati Moratti.

Il primo presidente, però, si chiamava Giovanni Paramithiotti. Fu tra i fondatori, e durò solo un anno. Anche perché i maligni dicessero che portasse male: quando andava allo stadio, l'Inter perdeva. È una nomea che, più di recente, qualcuno ha affibbiato anche a Erick Thohir. Come tutte le cattiverie, però, ha le gambe corte: un giorno Paramithiotti si presentò allo stadio con barba e baffi posticci, per non farsi riconoscere. L'Inter vinse: la malasorte era solo nella testa della gente.

Da lì in poi, tanti nomi, molto durati poco tempo: il primo campionato vinto arriva con Carlo De Medici, mentre Ernesto Torrusio, vicino al gerarca fascista Leandro Arpinati, fu l'uomo della trasformazione in Ambrosiana. Il presidente del post-fascismo fu Carlo Masseroni: con lui la società riprese il nome di Inter. Con lui l'arrivo dell'attaccante ungherese István Nyers, e le successive trattative per l'aumento salariale da questi richiesto: l'inizioi del calciomercato per come lo conosciamo.

Dal 1955 si apre l'epopea targata Angelo Moratti: tra i più importanti imprenditori petroliferi italiani, portò l'Inter sulla vetta del mondo. E segnò un'epoca: Herrera, Facchetti, lo stesso Prisco. Con Moratti nasce la Pinetina: è sua l'idea di costruire un centro sportivo ad Appiano Gentile. Dopo di lui, anni complicati: Ivanoe Fraizzoli diceva di avere tre passioni. Chiesa, moglie e Inter, non per forza in quest'ordine di cose. Vincerà, ma non quanto il suo predecessore. Resta nella memoria una sua gaffe storica. Comprata l'Inter da Moratti (vivo), disse: "Sono particolarmente orgoglioso di aver assunto la presidenza dell'Inter dopo la dipartita di Moratti". Dopo di lui, Ernesto Pellegrini: undici anni, un solo scudetto, ma due Coppa Uefa. Innamorato dell'Inter, come tutti i suoi colleghi.

Come Massimo Moratti, che nel 1995 riporta a casa la società, quella di suo padre, quella del suo cuore. Per vent'anni resterà il presidente che non ha vinto nulla, poi qualcosa cambia, e nel giro di pochi anni vince tutto, quello che né lui né altri suoi predecessori erano riusciti a conquistare. Con 11 trofei, è il presidente più vincente nella storia dell'Inter. Tra una presidenza e l'altra, lascia per due anni le redini a Giacinto Facchetti, sotto la cui presidenza i nerazzurri mettono in bacheca il discusso scudetto del 2006. Dal 2013, si apre un nuovo capitolo: arriva Erick Thohir. L'indonesiano, nonostante dal punto di vista della proprietà gli siano succeduti Zhang e il suo Suning Group, resta tuttora il presidente dell'Inter. Sfortunato, per ora più di altri: la sua bacheca è ancora ferma a zero titoli.


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