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#iorestoacasa - Le storie della buonanotte: Denilson, 750 miliardi di dribbling e illusioni

#iorestoacasa - Le storie della buonanotte: Denilson, 750 miliardi di dribbling e illusioniTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 23 marzo 2020 01:05Serie A
di Marco Conterio
#iorestoacasa - Tuttomercatoweb.com propone ai suoi lettori delle storie di calcio per tenerci compagnia in queste giornate tra le mura domestiche

Diadema è un popoloso comune incastonato nella regione di Sao Paulo. Brasile, anime e samba, futebol. Nel diciassettesimo secolo questa terra fu colonizzata dai portoghesi che lasciarono Sao Vicente con l'obiettivo di catechizzare gli indigeni. I Gesuiti però la abbandonarono questi luoghi e fu il Barao do Tiete a prenderne possesso. Col passare degli anni e dei secoli, le industrie hanno preso il sopravvento nella terra verso le miniere d'oro di Embu. Dove la pepita più preziosa nasceva il 24 agosto del 1977. Denilson de Oliveira Araujo, noto semplicemente come Denilson. O come l'uomo da 750 miliardi di lire.

L'inizio della salita La storia verso la clausola del Betis Siviglia è lunga. Il primo passaggio in questa Stairway to Heaven, culminata con la pubblicità a una ditta edile, sono i dribbling. Denilson è la sublimazione del Brasile calcistico, se inteso come genio, sregolatezza, indisciplina, anarchia. Chi lo scopre è Telé Santana, che col Sao Paulo ha vinto due Intercontinentali e che è considerato tra i migliori venti allenatori della storia del pallone. Tredicesimo per World Soccer, trentacinquesimo per France Football. Tant'è, la media è quella da guru e da chi ha la bacheca bella ricca. Nella cantera del Tricolor scopre questo furetto leggero, che danza sul pallone. Magro, di muscoli e massa, veleggia ondivago come una Carmen Miranda, la più famosa ballerina brasiliana, in patria Denilson da Diadema è considerato novello Garrincha.

I dribbling al Mondiale Il culmine della carriera di Denilson è in un biennio. 1997-1998, mentre Clinton inizia il suo secondo mandato, quando i Jalisse vincono Sanremo, Dario Fo vince il Nobel per la letteratura, Titanic vince undici Oscar e a Sarno frana la montagna. Al Sao Paulo fatica ad adattarsi ma poi esplode: 96 partite, 8 gol e oltre duemila dribbling, mai contati ma sicuramente eseguiti, viene convocato per il Mondiale. Nel mentre fa parte di una delle più celebri pubblicità Nike, dove in aeroporto è il protagonista di una lunga serpentina di dribbling. Scolari lo considera uomo da ultimi minuti, comparsa, ma ha comunque un impatto dirompente sul calcio europeo.

Vado da chi paga meglio Dice "vado da chi paga meglio" e a sorpresa è il Betis Siviglia. L'Andalusia sogna: per 63 miliardi di lire diventa il trasferimento più costoso della storia e, udite, i biancoverdi fissano una clausola esorbitante. 750 miliardi. Lo stipendio è da faraone, 6 miliardi, ma le cifre non raccontano dell'avventura del miglior giocatore al mondo. Nella prima annata discrete prestazioni, nella seconda addirittura retrocede.

La discesa di Denilson Vittima della clausola e dell'etichetta, il ballerino di Diadema fallisce l'impatto con l'Europa. Va in prestito al Flamengo, torna al Betis, esce dal giro della Nazionale, in tanti anni a Siviglia vincerà solo una Copa del Rey nel 2005 in un'annata dove giocherà in tutto solo dieci partite. Il resto della carriera è un amaro e lento compendio, una picchiata verso il ritiro. Bordeaux, Al Nasr, Dallas, Palmeiras, il finale è ancor più triste. Resta senza squadra poi va in terza divisione brasiliana. A trentuno anni, solo a trentuno anni, va a giocare in Vietnam all'Hai Phong. Nel 2010 va in Grecia al Kavala. Mai un minuto, poi la rescissione. Poi le scarpette al chiodo.

La ditta edile "Denilson costa più caro di Ronaldo", recita il titolo di un pezzo dell'agosto del '97 del Corriere della Sera e siano ringraziati gli astri se in Italia è arrivato il Fenomeno. La storia di Denilson insegna che visto da lontano un meteorite sembra una stella, ma che all'impatto con l'atmosfera può anche sgretolarsi. Denilson è stato la sublimazione del calcio impazzito, dei Presidenti che aprivano sconsideratamente il portafogli. E' stato anche la figura e figurina di un calcio brasiliano che viveva di grandi fenomeni e che credeva di avere in lui l'anello di connessione con la samba. Arriverà in Ronaldinho, nella sua massima espressione. Non in Denilson da Diadema, il circense più caro del mondo finito a far le pubblicità in Brasile delle ditte di edilizia.

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