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La Giovane Italia
Serie A

Juventus, da Conte a Deschamps: ecco le ombre sulla panchina di Allegri

18.04.2019 06:45 di Giovanni Albanese   articolo letto 11242 volte
Fonte: inviato a Torino
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L’improvviso arresto della Juve in Champions League ha spinto la stagione in un punto di quasi non ritorno. Perché, di fatto, manca solo la matematica per raggiungere l’ottavo scudetto consecutivo e calare la saracinesca di una stagione che aveva ben altri propositi. Al netto delle parole di circostanza, delle conferme e delle smentite che sono arrivate nel post gara con l’Ajax, in casa bianconera sembra tutto in discussione, al setaccio di chi – adesso – deve trovare la quadra per pianificare il prosieguo di un progetto tecnico che non ha dato i risultati sperati. Quantomeno in questa prima annata di rinnovamento.

Avere un giocatore del calibro di Cristiano Ronaldo, poi, impone una certa responsabilità nel fare le scelte. Su tutti i fronti. Non è la conferma di Allegri, insomma, l’unico nodo da sciogliere per il futuro prossimo. Bensì una serie di condizioni che dovranno garantire la crescita dell’autorevolezza dei bianconeri a livello europeo.

Se la scorsa estate Paratici tirò fuori dal cilindro il colpo CR7 per dare una scossa all’ambiente – e far sembrare meno irraggiungibile il sogno della Champions – questa volta servirà qualcosa di funzionale per dare un’identità netta al gioco della squadra. Al di là di chi possa guidarla. Perché Agnelli avrà pure confermato Allegri e rimandato ogni ufficialità a un vertice che ci sarà a breve, l’allenatore avrà anche ribadito la volontà di proseguire il suo percorso juventino, ma le valutazioni in corso potrebbero convergere su una scelta di opportunità diversa.

Allegri ha un altro anno di contratto: impensabile, almeno nella logica del calcio, che un allenatore cominci la stagione in scadenza. Allo stesso modo, in un’ottica più aziendale, si potrebbe trovare una soluzione più smart: prolungare di un solo anno e rendere il rapporto più sgombero possibile da carichi pendenti a medio-lungo termine. Oppure: scelta momentaneamente esclusa dalle parole del tecnico, ma non del tutto da escludere a bocce ferme, trovare un punto d’incontro per sciogliere l’accordo e consentire all’allenatore di fare un anno sabbatico, in assenza di altre proposte valide.

Una cosa è certa: dalle parti della Continassa, vorrebbero qualcosa di più convincente – specie a livello europeo – rispetto a quanto visto quest’anno. Una mentalità più cucita addosso a quel Cristiano Ronaldo che ha sempre più voglia di vincere e dimostrare di essere il numero uno al mondo. E tanto, in questo senso, dipenderà dall’allenatore.

Non si andasse avanti con Allegri – per un qualsiasi motivo – la rosa dei nomi non sarebbe così vasta, al momento. Conte e Deschamps sono i nomi che rimbalzano da qualche mese, entrambi di evidente estrazione juventina e verosimilmente interessati a un ritorno in bianconero. Ma, si sa, i primi nomi a circolare sono spesso quelli che si bruciano più facilmente. Poche le soluzioni italiane: qualche allenatore emergente ci sarebbe anche, da Inzaghi a Di Francesco a qualche altro, ma forse per raccogliere l’eventuale eredità di Allegri servirebbe un nome riconoscibile e riconosciuto, a livello europeo.

L’ipotesi Guardiola sembra ai più azzardata per questioni economiche, il nome di Pochettino – sempre più in auge alla guida del Tottenham - quello che comincia a prendere quota. Ma di fatto, ad oggi, la Juve riparte da Massimiliano Allegri, che sabato potrebbe mettere in fila il suo undicesimo titolo in bianconero. Non poco, visto che vincere resta sempre una cosa straordinaria.


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