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L'Argentina campione in carica, gli hijos de puta, il ko con la Germania: l'Italia '90 di Maradona

L'Argentina campione in carica, gli hijos de puta, il ko con la Germania: l'Italia '90 di MaradonaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
giovedì 26 novembre 2020 18:00Serie A
di Simone Bernabei

La mano de dios, el gol del siglo e il successo a Messico '86. Erano queste le credenziali con cui l'Argentina e il suo capitano Diego Armando Maradona si presentarono a Italia '90. Anche se a dirla tutta quell'Argentina non era più l'Argentina campione e lo stesso Diego non era più quello di 4 anni prima. Anche perché il Diez arrivò all'appuntamento italiano con una caviglia malridotta che ne condizionerà inevitabilmente il rendimento. Alla fine del Mondiale, dopo 7 partite giocate, il Pibe de Oro non metterà a referto neppure un gol. Assist sì, atteggiamenti polemici e discutibili pure. Ma andiamo con ordine.

L'Argentina stenta ma va avanti - All'inaugurazione milanese presenziò proprio l'Albiceleste. Ma l'impatto fu uno shock negativo. Rete di Biyik e Camerun che vince con i campioni del mondo in carica nella gara inaugurale. L'Argentina dette segnali contrastanti: da una parte aveva il migliore al mondo, dall'altra sembrava una squadra svuotata dai successi passati o da chissà cos'altro. Maradona si accorse di tutto ciò e prese una strada che oggi definiremmo mourinhana, catalizzando su di sé tutte le attenzioni mediatiche con dichiarazioni forti e polemiche. La sua Argentina riuscì a battere l'Unione Sovietica e pareggiò con la Romania, riuscendo a sfangarla e a qualificarsi come terza del girone.

L'Italia a Napoli, gli Hijos de puta e la finale persa - Agli ottavi di finale eliminò il Brasile, ai quarti la Jugoslavia dopo i calci di rigore. E così si arriva alle semifinali contro l'Italia. Al San Paolo di Napoli. Diego chiamò a raccolta il suo pubblico, dividendo gli italiani fra tifosi azzurri e tifosi di Maradona. Lo share subì un'impennata pazzesca, oltre 27 milioni furono i telespettatori. 1-1 il finale, ma l'Argentina ebbe la meglio ai calci di rigore e si qualificò per la finale, l'8 luglio. I giorni precedenti furono infuocati, non solo mediaticamente. Risultato? Nel pre partita, l'Olimpico di Roma si scaldò fischiando l'inno argentino. Quelle immagini, quel labiale "hijos de puta" rivolto al pubblico, è una delle tante immagini emblematiche di Maradona. Il resto è più o meno storia: una partita senza particolari sussulti, che l'Argentina perse a causa del rigore procurato da Sensini su Voller e trasformato da Brehmer. Germania campione, Argentina da lì in poi in caduta libera.

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