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L'OM di Tapie e l'assegno in bianco strappato. 1989, Maradona ad un passo dall'addio al Napoli

L'OM di Tapie e l'assegno in bianco strappato. 1989, Maradona ad un passo dall'addio al NapoliTUTTOmercatoWEB.com
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giovedì 26 novembre 2020 16:30Serie A
di Simone Bernabei

A metà strada fra il primo ed il secondo Scudetto, la storia d'amore fra il Napoli e Diego Armando Maradona rischiò di interrompersi. O per meglio dire, fu ad un passo dall'interrompersi. Sì perché il genio, anche quello calcistico, ha sempre bisogno di nuovi stimoli, di nuove ambizioni, di nuove sfide, per essere e per rivelarsi tale. Diego Maradona aveva riflettuto e ponderato e probabilmente in cuor suo aveva pure maturato l'idea di lasciare Napoli.

L'assegno in bianco dell'Olympique Marsiglia - Era una potenza europea all'epoca, la squadra transalpina. Era l'estate del 1989, Diego aveva da poco concluso il suo quinto anno al San Paolo e stava riflettendo sul suo futuro. E qui si inserisce l'OM dell'ambiziosissimo Bernard Tapie che al Velodrome aveva già portato gente come Papin, Tigana, Francescoli. La Coppa Uefa appena conquistata dal Napoli a Stoccarda sembrava il regalo di addio di Maradona alla città. Dopo 5 anni, serviva altro e il corteggiamento di Tapie era forte, insistente, convincente. Anche perché le ultime gare di un campionato vinto dall'Inter avevano mostrato una certa insofferenza da parte del pubblico verso il Diez, oramai sempre più convinto di dire addio. E la stretta di mano col presidente Ferlaino per la cessione a fine stagione sembrava esserci già. Il 2 giugno Hidalgo e Basilevitch, con mandato di Tapie, arrivano a Napoli e incontrano Maradona. Offerta, 560 milioni di lire al mese. "Avevo già firmato, ma Ferlaino non mi lasciò partire", confessò Maradona nel 2009. Tutto vero, il presidente Ferlaino si oppose alla sua cessione nonostante il volere del giocatore, oramai in rotta con la piazza napoletana. O meglio, per venderlo chiese una cifra radente i 40 miliardi di lire. Impensabile, all'epoca, pagare tanto un calciatore. Seppur il migliore di sempre. E infatti tutto sfumò, nonostante la spavalderia con cui Tapie aveva sempre parlato dell'arrivo "quasi certo" di Maradona. "Sono stato il suo carceriere. Da Marsiglia, Tapie mi disse: ti mando l'assegno firmato, ci metti tu la firma", spiega oggi Ferlaino sul Corriere dello Sport prima di continuare: "Quando arrivò la busta strappai tutto, non avevo alcuna intenzione di venderlo". E alla fine così è stato. Col Napoli che in seguito, grazie a Maradona ma non solo grazie a Maradona, portò a casa anche il secondo Scudetto.

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