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La Jugoslavia a Russia 2018

Rubrica settimanale in collaborazione con Calcioslavo.it
15.06.2018 07:45 di Dimitri Conti  Twitter:    articolo letto 24516 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Come sempre accade quando ci si avvicina ad un grande evento calcistico per selezioni nazionali, è stuzzicante pensare a come potrebbe essere composta la rosa dei 23 rappresentanti della Jugoslavia, se essa non fosse stata sciolta nel 1992. I Mondiali di Russia 2018, cominciati ieri, non potevano fare eccezione. E, solito cliché che si ripete in questi artifici retorici, la squadra sarebbe davvero fortissima. Anche con la regola di partenza, da noi voluta nel comporre questa rosa di fantasia, di convocare almeno un giocatore per ognuno dei sette stati che un tempo componevano la Jugo, contando anche la new entry Kosovo. I ventitré eroi slavi del Sud sarebbero così composti alla partenza verso la Russia.

PORTIERI: Begovic (Bosnia, Bournemouth); Oblak (Slovenia, Atletico Madrid); Subasic (Croazia, Monaco).
DIFENSORI: Ivanovic (Serbia, Zenit); Kolarov (Serbia, Roma); Kolasinac (Bosnia, Arsenal); Lovren (Croazia, Liverpool); Savic (Montenegro, Atletico Madrid); Vida (Croazia, Besiktas); Vrsaljko (Croazia, Atletico Madrid).
CENTROCAMPISTI: Bardhi (Macedonia, Levante); Berisha (Kosovo, RB Salibsurgo/Sampdoria), Ilicic (Slovenia, Atalanta); Kampl (Slovenia, Lipsia); Matic (Serbia, Manchester United); Milinkovic-Savic (Serbia, Lazio); Modric (Croazia, Real Madrid); Perisic (Croazia, Inter); Pjanic (Bosnia, Juventus); Rakitic (Croazia, Barcellona); Tadic (Serbia, Southampton).
ATTACCANTI: Dzeko (Bosnia, Roma); Mandzukic (Croazia, Juventus).

Visti i nomi, è tempo di comporre l'undici ideale. Ecco dove arriva il compito più difficile del nostro ipotetico ct, e metteteci chi volete, per par condicio: modulo e solo undici interpreti. Lo schieramento che forse attualmente potrebbe favorire al massimo le caratteristiche dei singoli è il 4-3-2-1. Un Albero di Natale vintage quanto Jugoslavia. Tra i pali non c'è nessun dubbio che vi sia Oblak: lo sloveno è, dati alla mano, il miglior portiere del momento. Davanti a lui nella linea a quattro trova subito due compagni di squadra: terzino destro Vrsaljko e centrale accanto a lui Savic. Con tre rappresentanti, l'Atletico Madrid che ha alzato al cielo l'Europa League è la squadra che fornisce più uomini alla causa. Dietro le uniche a superare l'unità sono le italiane Juventus e Roma con due. Giallorosso è il laterale mancino, quel Kolarov che ha trovato la sua seconda vita nella Capitale; completa il reparto Vida, che scippa il posto al connazionale Lovren da centrale mancino. Nella mediana a tre c'è l'imbarazzo della scelta: per questioni di equilibrio la scelta ricade su Matic a fare da frangiflutti centrale e Pjanic con Modric allo smistamento palloni da interni di centrocampo. Sulla trequarti due ibridi, abili nell'inserimento ma anche nel gioco fisico come Milinkovic-Savic e Rakitic. Non mancano però alternative più tecniche come Perisic, Tadic o Ilicic. Davanti si lottano il posto Dzeko e Mandzukic: numeri alla carta, tocca al bosniaco.

Jugoslavia (4-3-2-1): Oblak; Vrsaljko, Savic, Vida, Kolarov; Pjanic, Matic, Modric; Rakitic, Milinkovic-Savic; Dzeko.


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