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Serie A

La Juventus, gli indizi di Lippi e le due possibilità. Poi c'è Inzaghi

21.05.2019 08:00 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 22578 volte

Marcello Lippi ha voglia di parlare, di raccontare. Ieri a Firenze, nello spettacolare Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, ha premiato Massimiliano Allegri. In due sul palco rappresentavano la storia della Juventus: 10 Scudetti conquistati, col tecnico livornese che nell'ultimo quinquennio ha fatto incetta di tricolori. Senza lasciare agli altri nemmeno le briciole.
Lippi cinque Scudetti con la Juve li ha conquistati in otto anni, ma ha in bacheca quella Coppa che dopo di lui nessuno più dalle parti di Torino è riuscito a conquistare: la Champions League del 1996. Proprio perché quella Champions è l'ultima della storia della Juventus, e questo trofeo è la vera ossessione di casa bianconera, Max Allegri è stato mandato via. Andrea Agnelli vuole vincerla di nuovo e dopo cinque anni ha deciso di cambiare guida tecnica.

Ciao Max, ma per far spazio a chi? E qui arriva in soccorso Lippi, che proprio su questo tema ha dato ben più di un indizio: "Perché la Juventus non ha ancora indicato il sostituto? Perché non tutte le competizioni sono concluse. Vedremo se l'allenatore della Juve uscirà da una di queste, allora avremo capito perché".

In corsa in competizioni internazionali in questo momento ci sono quattro allenatori: Unai Emery, Jürgen Klopp, Mauricio Pochettino e Maurizio Sarri. E proprio su questi ultimi due profili negli ultimi giorni si sono concentrati i contatti e le attenzioni. Pochettino vorrebbe lasciare il Tottenham, a prescindere da come finirà la finale di Madrid contro il Liverpool. Maurizio Sarri è mal digerito da tutto l'ambiente Chelsea: i risultati sono dalla sua, ma manca tutto il resto. Manca soprattutto un rapporto diretto con Abramovich, che ha individuato nella bandiera Frank Lampard - che quest'anno ha ottenuto la promozione col Derby County - il suo sostituto. Una scelta che costringerà Sarri a rimettersi in discussione altrove. E a valutare il ritorno in Italia, dove non mancano gli estimatori (Roma, Milan e Juventus, appunto).
Poi per Andrea Agnelli c'è la pista Simone Inzaghi: la più realistica, la più semplice e per questo anche la più probabile. Ma in questo momento c'è bisogno di aspettare, il momento delle scelte definitive non è ancora arrivato.


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