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La sostenibile leggerezza del gioco di De Zerbi e le grandi differenze tra Sassuolo e Juve

La sostenibile leggerezza del gioco di De Zerbi e le grandi differenze tra Sassuolo e JuveTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
giovedì 16 luglio 2020 09:00Serie A
di Antonio Parrotto

C'è una grandissima differenza tra Sassuolo e Juventus emersa ieri nel confronto diretto del Mapei Stadium: i neroverdi arrivano al risultato con il gioco, con l'idea di gioco del loro allenatore; la Juventus ci arriva grazie alla grandissima qualità dei suoi giocatori. Un'altra squadra, molto probabilmente, avrebbe perso contro l'Atalanta e anche ieri contro il Sassuolo, la Juventus no. I bianconeri riescono a portare a casa il massimo anche in situazioni altamente complicate. E c'è un'altra grande differenza tra il Sassuolo e la Juventus: De Zerbi ha due anni di lavoro con giocatori voluti e adatti al suo gioco, Sarri ha un anno di lavoro e tanti calciatori non sono adatti al suo gioco.

La squadra di De Zerbi è democratica, potremmo dire che esiste una sorta di democrazia DeZerbiana perché la formazione neroverde gioca così, contro tutti, che di fronte ci sia il Casarano (con tutto il rispetto per la formazione salentina di Serie D) o la capolista Juve. Al Mapei Stadium si è visto un grande Sassuolo, capace di dominare la capolista Juve per larghi tratti della partita. La sensazione, anche subito dopo lo 0-2 iniziale, era di un controllo assoluto della partita dei neroverdi. La sensazione era che la rimonta sarebbe arrivata perché il Sassuolo, altra grande differenza, non è sulle gambe come con la Juve. La testa dei neroverdi viaggia e le gambe eseguono. Cosa che non accade ai bianconeri. Tra le due squadre c'è una differenza di ben 30 (!) punti che ieri non si è vista sul campo. Anzi, per larghi tratti la capolista sembrava essere la formazione con la maglia neroverde, guidata dall'allenatore più giovane del campionato.

Il Sassuolo c'è e, nonostante la pessima serata del suo portiere, trascinato ancora una volta dalle idee del suo allenatore e da splendidi interpreti (Caputo, Berardi e Locatelli sugli scudi, Mancini non ha bisogno di 'consigli' ma dovrebbe farci un pensierino) vola sulle ali dell'entusiasmo e mette sotto anche la Juventus. I neroverdi hanno fermato Juve (due pareggi tra andata e ritorno, com'era la storia dello Scansuolo?), l'Inter e la Lazio al ritorno, perdendo solo contro l'Atalanta. L'Europa si è allontanata ma mancano 5 partite e gli scontri diretti contro Milan e Napoli. In questo pazzo campionato, con questo pazzo Sassuolo, può veramente succedere di tutto! Ma comunque vada, questo finale di stagione deve servire da slancio in vista del prossimo anno, quello della consapevolezza e del grande salto.

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