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Lazio, fine della prima settimana di ritiro: ecco cosa chiede Inzaghi

21.07.2019 07:30 di Riccardo Caponetti   articolo letto 6531 volte
Fonte: Dall'inviato ad Auronzo di Cadore
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Intensità, aggressività sul portatore e comunicazione. Questo chiede con forza Inzaghi alla sua Lazio, arrivata alla fine della prima settimana di ritiro ad Auronzo di Cadore (terminerà il 27 luglio). Tanti tocchi - anche brevi e semplici - e palla in verticale appena ce ne è l'opportunità. “Con l’uomo di spalle bisogna fare la sponda”, urla ai suoi uomini, soprattutto quelli offensivi. E via poi a cercare il terzo uomo libero. “Muoviamola”. “Do e vado, non do e rimango”. Non vuole mai la palla ferma il tecnico biancoceleste: meglio un passaggio a pochi metri che fa muovere la squadra avversaria rispetto a una conduzione lenta.

È ripartito dal 3-5-2, anche se in un paio d’occasioni ha provato anche la difesa a 4. Probabile però che gli esperimenti veri continuino lontano dagli occhi di tifosi e addetti ai lavoro. Ma alla fine quello che conta - come dicono sempre gli allenatori - sono i principi di gioco, che non cambieranno. Inzaghi continua a lavorare su alcuni concetti, anche a beneficio dei nuovi arrivati. Quinti di centrocampo che in fase di possesso devono stare molto larghi per dare ampiezza e sfogo alla manovra. Mezz’ala lato palla che si alza per attaccare lo spazio e il suo opposto subito pronto ad attaccare l’area, oppure sveglio per raccogliere la seconda palla. Le due punte molto vicine per dialogare tra loro il più possibile. E poi i difensori, che devono alzarsi e tenere la squadra corta. “Devi seguire l’uomo in avanti quando andiamo al cross”, ripete a Vavro, che piace per la tecnica e per la facilità di lancio. E poi ancora al gruppo: “Quest’anno andiamo su, non torniamo indietro”. Vuole una squadra più offensiva, che cerca di rubare palla nella metà campo avversaria per andare in porta con due massimo tre tocchi.

È carico Inzaghi, sa che ha la squadra in mano. I giocatori lo seguono, credono nel lavoro che stanno facendo. Siamo soltanto ai primi giorni, all'alba di una nuova stagione. Per fare bene servirà sicuramente rafforzare i concetti base, su quali però bisognerà costruire nuove soluzioni per provare centrare l’Europa dei grandi.


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