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Le grandi trattative del Genoa - 1990, Branco: la sentenza col mancino che diventò una cartolina

Le grandi trattative del Genoa - 1990, Branco: la sentenza col mancino che diventò una cartolinaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 29 marzo 2020 16:10Serie A
di Andrea Piras

Non chiamatela seconda scelta. Claudio Ibrahim Vaz Leal, per tutti Branco. Esterno rapido ma soprattutto un sinistro che era una sentenza, un bolide terra aria. Il brasiliano rappresenta la ciliegina sulla torta messa dal presidente Spinelli nel corso di una stagione che portò il Vecchio Grifone a calcare i palcoscenici più prestigiosi in Europa. A quel tempo, correva l'anno 1990, il mercato di riparazione non era quello consueto di gennaio a cui tutti ora siamo più che abituati. Oltre alla finestra tradizionale estiva, un mese dopo l'inizio del campionato, c'era un altro spazio per le trattative ad ottobre. Momento in cui il numero uno di via Garibaldi, allora sede del Genoa, decise di intervenire per rinforzare la squadra, consapevole di mettere a segno un tassello importante da regalare a mister Bagnoli.

Pusceddu rifiuta, c'è Branco - In quel periodo Branco militava nel Porto da due anni. Era infatti il 1988 quando il difensore brasiliano optò per vestire la maglia dei biancoblu portoghesi dopo due stagioni passati in Italia con il Brescia, esperienza che non si concluse in maniera soddisfacente. Il Genoa era su Pusceddu, pupillo di Bagnoli, ma il rifiuto del difensore del Verona portò i rossoblu a cambiare strategia. Il giocatore fu pagato 3 milioni e seicentomila dollari e firmò un contratto da mezzo miliardo all'anno, diventando il calciatore più pagato del Genoa. "Branco non è affatto una seconda scelta" ha voluto precisare fin da subito Spinelli. Un interesse che sarebbe nato, spiegò lo stesso Branco, dal mese di agosto, motivo per cui il difensore aveva rifiutato il Bordeaux.

Otto gol e una cartolina - Branco approda così all'ombra della Lanterna realizzando otto gol nelle 71 presenze in maglia rossoblu dal 1990 al 1993. Due reti resteranno per sempre scolpite nel cuore e nella mente di ogni singolo tifoso. La prima quella che ad un quarto d'ora dalla fine decise il derby del 25 novembre 1990 e che diventò una simpatica cartolina di sfottò ai cugini blucerchiati. Il secondo, simile sia nell'esecuzione che nello scenario alle spalle del portiere avversario - una Gradinata Nord in delirio -, quello del 26 maggio 1991 che aprì il match vinto 2-0 contro la Juventus e che valse la qualificazione aritmetica in Coppa UEFA. Nella stessa stagione ci fu anche la punizione, questa volta sotto la Gradinata Sud contro il Parma nella sfida vinta 2-1. Proprio nel torneo europeo suo fu il gol del 2-0 nel match di andata dei quarti di finale contro il Liverpool, precedente all'impresa di Anfield mentre nel campionato 91-92 il brasiliano risolse il match interno contro il Verona il 5 aprile 1992.

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