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Serie A

LIVE TMW - Cragno: "Cagliari, mai pensato di andare via"

20.07.2019 12:33 di Francesco Aresu   articolo letto 4931 volte
Fonte: dal nostro inviato a Pejo
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Al termine dell'allenamento mattutino di oggi, Alessio Cragno ha incontrato i giornalisti presenti nel ritiro del Cagliari nella Val di Pejo per la consueta conferenza stampa quotidiana.

12.10 – Inizia la conferenza stampa.

Stagione quasi perfetta, l'ultima.
"Sì, sono contento di com'è andata e sono anche riuscito a raggiungere l'obiettivo della Nazionale. Però ormai fa parte del passato e dobbiamo pensare alla prossima".

Quest'anno ci sono gli Europei.
"Più che per me, è una stagione importante per il Cagliari: si vive il Centenario, ma dobbiamo provare ad alzare l'asticella. L'obiettivo è questo: far bene con il Cagliari, poi a giugno se dovesse arrivare anche la convocazione, sarebbe ancora meglio".

Qual è il segreto di Cragno?
"Continuare a lavorare, lasciando perdere i complimenti che arrivavano, senza lasciarsi distrarre da ciò che arriva da fuori".

Quanto è difficile dare continuità?
"Non saprei, dipende molto dal lavoro in allenamento durante la settimana: poi, ovviamente c'è anche la possibilità dell'errore e si può sempre sbagliare, ma quando ci si allena bene è tutto più semplice".

Lei è stato, ripensando al passato, uno dei portieri più decisivi per le sorti del Cagliari.
"Non posso caricarmi delle aspettative altrui, io penso a fare bene per me e per la società".

Ha mai pensato di andar via?
"Assolutamente no, io davvero non ho sentito nulla: solo qualche messaggio da parte dei miei amici, però la risposta sarebbe stata sempre quella".

L'importanza di avere un trio di portieri così forte.
"C'è una sana concorrenza, che ci aiuta sempre a dare il meglio".

Un giudizio su Vicario.
"L'ho visto di sfuggita, ma me ne hanno detto un gran bene. È un bravissimo ragazzo, da quel che ho visto finora in ritiro".

Sarà lui il suo erede a Cagliari?
"Questo non lo so, ma forse è meglio non parlare di questo, visto che non sempre porta fortuna...(ride, ndr)".

Quanto cambierà la sua vita il fatto di diventare padre?
"Sono molto felice, l'importante è che vada tutto per il verso giusto. Di sicuro mi aiuta a essere più libero in campo, perché mi insegna che il calcio non è tutto nella vita".

L'anno scorso non ha lasciato neanche le briciole ai suoi colleghi portieri. Le interessava il record di presenze?
"Non sto a guardare i record, io ho continuato ad allenarmi ma le scelte non le faccio io. Il rapporto con Rafael e Aresti è ottimo, sarei stato felice per loro se avessero giocato al mio posto".

Perché si è innamorato della Sardegna?
"Perché si sta bene, perché la gente ti dà il cuore e penso di essermi meritato la loro fiducia".

È possibile scalzare Donnarumma in Nazionale?
"Onestamente non lo so, ma già essere all'interno del gruppo per me è un obiettivo raggiunto, vedremo poi cosa deciderà Mancini".

Il suo rapporto con Barella.
"Abitavamo nello stesso palazzo, entrambi abbiamo un cane e soprattutto nel finale di stagione ci siamo frequentati molto. Ci vediamo anche in Nazionale, posso dire che abbiamo proprio un bel rapporto".

Quando è arrivato cinque anni fa, si sarebbe aspettato di essere ancora qui?
"La stagione iniziale (con Zeman in panchina e con la retrocessione in B, ndr) è stata pesante, per vari motivi, ma sapevo di non essere un brocco allora, come di non essere un fenomeno ora. La scelta di andar via in prestito è stata un rischio, dato che il Lanciano non era messo benissimo in classifica e il Benevento era una neopromossa: abbiamo fatto quelle scelte e sono contento".

La parata più bella della scorsa stagione?
"Quella su Badelj in casa contro la Lazio, una di quelle che sognavo da bambino".

Cosa cambia tra gli allenamenti di Bressan e quelli di Brambilla, preparatore della scorsa stagione?
"Sono allenatori diversi, con metodi diversi: mi son sempre adattato a tutti, parlando anche con gli altri portieri stiamo lavorando bene".

12.25 – Termina la conferenza stampa.


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