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Fiorentina, un anno di Commisso: "Qui per portare i viola tra i 20 top club del mondo"

LIVE TMW - Fiorentina, un anno di Commisso: "Qui per portare i viola tra i 20 top club del mondo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport
sabato 06 giugno 2020 16:42Serie A
di Daniel Uccellieri

Esattamente un anno fa andava in scena il passaggio di proprietà della Fiorentina dalla famiglia Della Valle al magnate italo-americano Rocco Commisso. Un vero e proprio ciclone accolto con affetto ed entusiasmo dai tifosi viola. Oggi alle 15.00 il patron gigliato parlerà in conferenza stampa. Segui il live su TMW!

"In questi mesi il mio italiano si è un po' arrugginito. Voglio iniziare col mio solito "grazie assai". Voglio ringraziare tutti per i messaggi che ho ricevuto, da Malagò a Gravina, da tutti i giornalisti ed ovviamente da tutti i nostri tifosi. Mi sono piaciuti tanto gli striscioni "io sto con Rocco", li ringrazio tutti. Stamani mi sono alzato presto ed ho pensato subito "questo è il mio compleanno da presidente viola". Sono andato al pianoforte ed ho suonato l'inno della Fiorentina. Ho viaggiato per tutta la mia vita, tornare in Italia era per me importante così da lasciare qualcosa al mio Paese. Sono stato tantissimo tempo a Firenze, purtroppo poi c'è stata questa pandemia. Prima di rispondere alle domande dei giornalisti, voglio ricordare il mio amico Alessandro Rialti. È sempre stato bravissimo con me, tutti a Firenze lo ricordano con affetto. Ci mancherà molto".

Cosa l'ha colpita di più dei tifosi della Fiorentina in questo primo anno?
"Il calore incredibile della gente, l'accoglienza che ho trovato. La visita allo stadio con i tifosi, la tourneé in America... Essere nominato Magnifico Messere. Ho grandissimi ricordi, purtroppo non è facile tornare in Italia con questa pandemia. Ho ancora sulla giacca la spilla del giglio che mi ha dato il Sindaco Nardella"

La raccolta fondi Forza e Cuore?
"Siamo arrivati ad oltre 800.000 euro raccolti. È stato bellissimo ricevere tanti doni, non solo da Firenze ma anche dall'America. C'è stata tanta paura per questo virus. Sapevo della situazione della famiglia Pradè, ma non abbiamo detto nulla. Ringraziando Dio siamo ancora tutti vivi, adesso possiamo ricominciare".

Cosa si aspetta dal punto di vista sportivo dal nuovo centro sportivo?
"Abbiamo ripulito tutta l'area, abbiamo lavorato tantissimo. Voglio ringraziare il Sindaco Casini e l'architetto Casamonti, siamo ad un buon punto. Purtroppo questa pandemia ha rallentato tutto, me verso ottobre, forse prima, riusciremo ad iniziare i lavori. La novità è che questa settimana abbiamo firmato il contratto con il primo costruttore della villa che è stata liberata dopo ott80anta anni. Sarà il centro sportivo più grande e più bello d'Italia, l'obiettivo è terminare tutto entro il 2020/21. Ci saranno tantissimi parcheggi, sia dentro che fuori al centro sportivo. In questo modo i tifosi potranno assistere da vicino agli allenamenti della squadra".

Come ha organizzato la Mediacom in questo periodo di forte crisi?
"È vero che la Mediacom è strutturata benissimo, sono quasi sicuro che in giugno sarà il 94° mese consecutivo in cui le cose da noi vanno bene. Grazie alla mia azienda va avanti anche la Fiorentina nonostante questo periodo difficile. All'inizio della pandemia ho chiesto agli stati i soldi adeguati a fronteggiare la crisi minacciando, altrimenti, di espatriare e mi hanno aiutato. Riguardo agli stadi, i miei ragazzi ricordano che nel 2019 li ho mandati in giro per Manhattan e hanno visto il cambiamento che c'è stato qui dopo il 2001: la città di New York ha capito che doveva fare qualcosa e nello spazio di quattro anni ha realizzato moltissimi nuovi impianti sportivi. Molti soldi sono stati spesi ma l'importante è capire che i privati sono stati aiutati dai governi locali: sono stati miliardi di dollari per i finanziamenti. E voglio sottolineare che le tasse sugli stadi non si pagano. L'Italia è un Paese che aiuta gli investitori? A Milano mi sembra che le cose funzionino...".

Ci sono novità per lo stadio?
"La mia volontà è la stessa. I soldi non sono un problema, la mia mentalità è sempre la stessa: fast fast fast. Sono deluso dal fatto che, dopo aver parlato per anni dello stadio, la città non aveva soluzioni da proporre. Abbiamo parlato della possibilità della ristrutturazione del Franchi, ma ci siamo incontrati con la sovrintendenza ed abbiamo capito che non possiamo fare lo stadio come vogliamo noi. I nostri tifosi non devono bagnarsi allo stadio quando piove. In America non ci sono più stadi costruiti 90 anni fa. Dopo c'è stata l'ipotesi della Mercafir. Sono andato in prima persona, mi hanno detto che ci sarebbero voluti 5 anni solo per spostare tutto, anche se in Comune mi è stato detto che le cose si potevano fare in molto meno tempo. Abbiamo chiesto di finire i lavori in quattro anni, ma quando è cominciato il bando non ce li hanno mai confermati, così come i costi dell'area. Poi abbiamo capito che con i costi di demolizioni e smaltimento, contributi, il rischio idraulico, bellico, aeroportuale, eccetera, saremmo arrivati a un costo dieci volte maggiore. Inoltre mi è stato detto dopo che le tasse sullo stadio sarebbero aumentate. Non è giusto, perché io in quanto imprenditore porto i miei soldi per fare un bene all'Italia. Come in America, devo poter avere più opzioni e per questo abbiamo annunciato l'opzione di comprare 36 ettari e mezzo per fare il nuovo stadio a Campi Bisenzio, dove sarà possibile avere più spazio anche per i parcheggi. Dall'aeroporto vogliono farci problemi, ma spero che ci possiamo sedere a un tavolo: sono importanti entrambe le infrastrutture. Quanto alle leggi della sovrintendenza voglio dire che solo le leggi di Dio non si possono cambiare. In America quando serve le leggi si cambiano, non è giusto che i vincoli su Milano e Bologna possano essere tralasciati mentre da noi no: voglio ringraziare Matteo Renzi e Dario Nardella per le parole positive. Le quattro opzioni che rimangono sono: Campo di Marte, ma bisogna investire in modo da avere il massimo comfort per i tifosi e non metterò soldi se dovrò sottostare alle leggi della sovrintendenza; la seconda opzione è farlo nuovo ma non è scontato che sia di proprietà al cento per cento della Fiorentina, visto che in Italia lo stadio è visto come un bene pubblico; la terza ipotesi è che ci diano da Firenze un'altra possibilità, ho sentito ad esempio le Cascine; la quarta opzione, come ho già detto, è Campi Bisenzio".

Chi sarà il prossimo allenatore della Fiorentina?
"Iachini mi ha impressionato, lavora molto. È stato malato in questi mesi e non lo sapevo, ha tutto il mio supporto. Dobbiamo vedere cosa succede in questo finale di stagione, io chiedo all'allenatore e alla squadra di continuare il percorso che abbiamo lasciato senza scherzi, così da fare nuovi progetti".

Il futuro di Daniele Pradè?
"È stato riconfermato durante un periodo brutto. Ho chiamato Barone, gli ho detto di rassicurare Pradè. Fosse stato per me, non avrei fatto nessun contratto. I contratti hanno delle conseguenze, questi sono i problemi dei contratti".

Cosa si aspetta del prossimo mercato della Fiorentina?
"Non posso promettere nulla. Non faccio promesse che non posso mantenere. Non racconto bugie. Io dico solo le cose quando sono sicuro che potrò farlo. Sarà un mercato diverso sicuramente, ci sono meno soldi. Certamente c'è tanta voglia di lottare per traguardi più alti, voglio stare nella parte sinistra della classifica e possibilmente il più in alto possibile".

Chiesa e Castrovilli: chi ha più probabilità di restare a Firenze?
"Bella domanda. Sarà la centesima domanda su Chiesa (ride, ndr). I ragazzi devono restare concentrati per questo finale di stagione. Se Chiesa vuole, può andare, ma solo alla cifra che vogliamo noi. Per Castrovilli il discorso è diverso, mi ha detto che vuole restare qui. Per questo gli dico: "Gaetano, non mi deludere eh".

Piatek o Belotti per la Fiorentina?
"Non posso dare risposte precise, se non posso farlo, che senso ha dare certe risposte? Abbiamo già fatto dei grandi investimenti. Abbiamo preso tanti giocatori a gennaio. In attacco con Cutrone, Vlahovic e Kouamè siamo messi bene. Poi ci sono Ribery, Chiesa e Sottil. Siamo una bella squadra, ma se ci sarà da rafforzare la squadra lo faremo, nel limite delle nostre possibilità".

È contento della candidatura di Joe Barone al consiglio federale della Lega A?
"La proprietà è rappresentata molto bene tramite Joe Barone. In Lega c'è qualcuno più antipatico e qualcuno più simpatico, ma voglio stare bene e sono contento che Joe si candidi al consiglio federale. Abbiamo sempre chiesto lo stesso rispetto per tutti: non voglio essere meglio degli altri ma nemmeno secondo a nessuno. Io sono l'unico straniero, oltre a mister Lee, per investimenti nel calcio italiano. Sento di aver fatto a Firenze il più grande investimento nello sport coi miei soldi: se poi dovessimo fare lo stadio...".

In cosa deve migliorare il calcio italiano per colmare il gap con la Premier?
"Infrastrutture e sistema. C'è troppa burocrazia, politica e poteri cilindrici in Italia, ossia quelli dei quali nessuno risponde. Nella mia azienda invece c'è una piramide. Non è possibile che un soprintendente prenda decisioni da solo, così come mi hanno detto che di ore e ore solo dieci minuti di lavoro in Lega sono buoni. Ci sono buonissime idee che vengono da altri Paesi. Dobbiamo fare di tutto per portare avanti il calcio italiano. Voglio ringraziare tutti i ViolaClub del mondo, il mondo deve avere più rispetto e sapere chi è la Fiorentina".

Come commenta la vicenda George Floyd e in generale il razzismo nel calcio?
"Mediacom è proprio vicino Minneapolis. Questa cosa non sarebbe mai dovuta succedere, voglio dire che pure io all'inizio sono stato discriminato in America e le opportunità di lavoro non erano tante. Non voglio neanche dirvi quanto la mia famiglia abbia dovuto lavorare. Non accettiamo il razzismo. Alla Fiorentina gli ultimi giocatori che abbiamo comprato sono tutti stranieri: siamo al cento per cento per la diversità e l'opportunità per tutti. Non accettiamo alcuna discriminazione, credo che nessuno me ne abbia mai fatta in Italia e per questo dico grazie".

Entro quanto potremo vedere una Fiorentina più competitiva?
"Io voglio vincere tutto, ma dobbiamo essere pratici. Un passo alla volta, non faccio promesse che non posso mantenere. Voglio restare a Firenze e portare la Fiorentina più in alto già dal prossimo anno. È importantissimo avere i ricavi anche per pagare i giocatori stessi, e non devo chiedere a nessuno la possibilità di mettere i soldi: lo decido io. Sarebbe bello se mi lasciassero fare lo stadio, l'obiettivo è entrare il più presto possibile nella top 20 dei club del mondo".

16.40 - Finisce qui l'intervento di Rocco Commisso. Grazie per aver seguito il live su TMW!

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