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LIVE TMW - Inter, Conte: "Sono emozionato. Mi basta avere l'1% di possibilità"

PREMI F5 PER AGGIORNARE LA PAGINA
07.07.2019 16:30 di Alessandro Rimi  Twitter:    articolo letto 68371 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

15.15 - 11 milioni a stagione, carta bianca sul mercato e tre anni di tempo per interrompere il dominio della Juventus. Con questi tre propositi (o forse obblighi), Antonio Conte si presenta per la prima volta alla stampa da nuovo allenatore dell'Inter. Segui la conferenza di presentazione LIVE su TuttoMercatoWeb.com

15.30 - Iniziata la conferenza stampa di Antonio Conte

Le richieste per te erano tante. Hai scelto l'Inter: perché? "È stato semplice. Ci siamo trovati subito ad avere la stessa visione. Aspetto per me molto importante quando abbiamo parlato le prime volte. C'è voglia di vincere, passando comunque dal lavoro e dalla fatica. Ho riscontrato la stessa ambizione, la stessa voglia. La presenza del direttore Marotta è stata un ulteriore incentivo. Mi conosce e io conosco bene lui. L'Inter è una delle società più importanti al mondo. Non mi pongo limiti. Se lo facessi creerei alibi per gli altri. Si è creato un gap enorme nei confronti della Juve, poi c'è anche il Napoli che con lavoro e serietà è rimasta lì. Sappiamo dove e come lavorare, ripartendo dalla voglia di dare il meglio, senza recriminazioni. Alla fine vedremo i risultati"

Lei è stato definito il top player dell'Inter: sente questa responsabilità? "Penso che i top player dobbiamo averli in campo. L'Inter ha una buona base di partenza sulla quale costruire qualcosa di importante. Io dovrò dare un apporto notevole, come ho sempre fatto in passato. Sento una grande responsabilità nei confronti di chi mi ha scelto e verso i nostri tifosi. Sono pronto a prendermele in condivisione con i calciatori che andranno in campo. Oggi sento molte chiacchiere, noi invece dobbiamo lavorare tanto e parlare poco. Dovremo essere bravi e feroci, oltre che concentrati sul nostro obiettivo. Vogliamo dare stabilità, necessaria per fare una stagione da protagonisti. Servono tutte queste caratteristiche. Abbiamo l'obbligo di uscire dal campo ogni domenica con la famosa maglia sudata"

Quanto può incidere in questa Inter? "Non ho la presunzione di poter dare quel 10% in più. Lavoriamo tutti insieme, in modo coeso. Tutti possono dare quel 10% in più rispetto al passato. Io posso e devo solo indicare la strada. Se qualcuno la pensa diversamente, è giusto che si faccia da parte. Confido nella capacità di questi calciatori. Vincere non sarà facile. Quando si lavora non sempre si è contenti. Noi dovremo esserlo e andremo a caccia dell'eccellenza"

Quanto la stimola questa nuova avventura? "Sono emozionato. Riprendo il mio lavoro dopo un anno di attività. I trofei vinti dall'Inter fanno capire l'importanza del club nel mondo, ma devono essere uno stimolo per tornare dove si era tempo fa"

Rispetto alle altre squadre allenate, riuscire a vincere al primo colpo sarà più difficile? "Ho già detto che mi basta anche solo l'1% di possibilità di poter vincere. Il che significa che per il 99% puoi pure perdere. Mi piace però l'idea di poter lavorare sulla prima percentuale. Ci sono squadre che negli anni si sono collaudate. Noi dovremo essere bravi a cercare di costruire tanto e bene in poco tempo. C'è un dato di fatto: la Juventus vince da anni, l'Inter si è qualificata in Champions all'ultima giornata nelle ultime due stagioni. Nessuno ha la bacchetta magica, nessuno qui è un mago. Il gap esiste e dobbiamo provare a colmarlo. Non deve però essere un alibi, tale per cui si approccia alle partite in modo arrendevole. Noi alla Juve, nel 2011, abbiamo vinto il campionato contro grandi squadre. Al Chelsea abbiamo conquistato la Premier dopo un undicesimo posto. In Nazionale abbiamo eliminato una fortissima Spagna e giocato fino alla fine contro la Germania. C'è da lavorare tanto, nulla è impossibile, ecco perché daremo tutto"

La Juve nel 2011 era una squadra embrionale: ci vede analogie con questa Inter? "Non trovo giusto fare paragoni, sono situazioni diverse. Sarà importante avere il contatto quotidiano con i calciatori, recepire sensazioni e carattere. Partiamo come detto da una buona base di calciatori che si è qualificata per due volte in Champions da quarta in classifica. Proveremo a eliminare gli errori passati e aggiungere gli elementi che fanno al caso nostro, sia dal punto di vista calcistico sia da quello umano. Non dobbiamo porci limiti"

In Champions che obiettivo si pone? "Daremo il massimo come in tutte le competizioni, con l'idea che niente è impossibile. Conosciamo le enormi difficoltà, ma partiamo con l'obiettivo di fare qualcosa di straordinario. Cerchiamo non solo calciatori, ma uomini per poterlo fare"

Che obiettivo si è dato entro il 2022? "Un obiettivo comune che porta a mettere le basi per tornare a essere competitivi come l'Inter era un bel po' di tempo fa. Io e il club vogliamo lavorare tanto e, eventualmente, alla data di scadenza lasciare un'eredità importante a chi succederà"

Farà una lezione di tattica come fece in Nazionale? "In realtà furono due le lezioni. Poi quando mi resi conto che qualcuno mi stava superando, decisi di smettere (ride, ndr). Quando hai poco tempo come in Nazionale, venne in mente l'idea di condividere il nostro lavoro. Fu divertente anche se pensavo di trovare gente meno preparata. Andavamo dentro a dei discorsi che poi ritrovavo nei giornali. Il cuoco non svela mai le sue ricette"

Non si parla d'altro che di anti-Juve: che accoglienza si aspetta a San Siro e allo Stadium? "Sicuramente sarà una partita importante contro la Juve. Sfideremo i detentori del titolo da otto anni. Di base saranno match importanti in entrambi gli stadi. Di partite però ce ne saranno altre 36. Se vuoi essere ambizioso non puoi focalizzarti su due gare. Certamente ci sarà emozione quando andrò a Torino, conoscete il mio passato e per questo mi aspetto di provarne fino al fischio d'inizio. Poi so benissimo che sarò un avversario e che la Juventus sarà una nostra avversaria. Combatteremo, come faranno loro"

Perisic pare dovrà cambiare il chip. Avete già parlato con il ragazzo? "I paragoni con Eto'o non reggono perché Samuel era un attaccante. Ci sta invece quando si parla di sacrificare se stessi per la squadra. Io cerco disponibilità, giocatori che non pensino all'io. Non vedo grossi problemi, avremo tutto il tempo, il mercato finisce il 2 settembre. Se a qualcuno non sta bene quello che penso, vorrà dire che faremo altre scelte"

Che tipo di carattere si aspetta di vedere nella sua squadra? "È giusto sottolineare i meriti di Spalletti in questi due anni. Luciano è arrivato all'Inter dopo anni in cui non si andava in Champions. Doveva riportarla lì e lui lo ha fatto. Lo ringrazio per il suo lavoro. Mi lascia una buona base, ora lavoreremo sulla stabilità. L'Inter si è qualificata nella massima competizione europea con grande pathos. Noi dovremo guardare a chi ci sta davanti per avvicinarci quanto più possibile. Cercheremo di coinvolgere i nostri tifosi con la passione, il gioco, lo sforzo che rispecchia la storia dell'Inter. Voglio dare un marchio, un'identità, una riconoscibilità globale e perciò è giusto lavorare tanto per chi ogni domenica fa sacrifici per venire allo stadio"

Approccerà con una difesa a tre visto l'arrivo di Godin? "Mi è capitato spesso di partire con un'idea e poi, apprezzando di volta in volta le caratteristiche dei giocatori, cambiare in corsa. Il reparto difensivo è molto forte, al di là dei Godin e dei Skriniar. L'intero pacchetto difensivo è di livello, formato da elementi che giocherebbero titolari nelle altre squadre di Serie A. Partiremo con una difesa a tre, ma siamo pronti a sperimentare laddove non ho un dogma fisso. Conta che resti l'idea di un calcio propositivo e intenso"

Lautaro si è distinto in Copa America: sarà titolare nella sua squadra? "Non vedo l'ora di scoprirlo, è un giocatore molto forte, ha fatto una stagione di ambientamento. Ogni allenatore deve provare a far crescere i propri giocatori ed è quello che farò anch'io"

È la sua sfida più difficile in carriera? "È una grande avventura, difficile ma allo stesso tempo intrigante e affascinante. Ognuno di noi vive la propria vita per questo tipo di sfide, fatte di difficoltà soprattutto all'inizio. Io mi nutro di queste. C'è la possibilità di fare bene, tutti insieme e perciò non la considero la più difficile. Una delle più complicate sì"

Le scelte su Icardi e Nainggolan sono di natura tecnica? "Abbiamo preso tempo per agire. Io mi sono totalmente allineato alle decisioni del club con il quale si è un'unica cosa"

Cosa porterà della sua esperienza al Chelsea? "Penso che dopo un periodo di stasi, il campionato italiano si stia muovendo con le strutture e con il marketing come da tempo avviene in Inghilterra, brava a portare il proprio torneo a essere il più ambito in Europa e nel mondo. Hanno capito come muoversi in termini tecnici e adesso fanno paura, abbinando la qualità all'intensità. Salto possibile grazie allo sbarco nel Regno Unito dei più importanti tecnici al mondo. Credo però che l'Italia stia correndo sulla giusta corsia"

Cuore, testa e gambe sono i suoi dogmi. Cosa aggiungerà? "La passione che forse stiamo un po' perdendo"

16.30 - Terminata la conferenza stampa di Antonio Conte


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