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LIVE TMW - Italia, Ventura: "Balotelli sulla linea: o campione o perde continuità"

Dall'inviato a Coverciano
23.11.2016 17.52 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 25980 volte

17.40 Finisce la conferenza stampa di Ventura

Sulle convocazioni della Serie B e l'anticipo di Italia-Spagna. "I giocatori cadetti... ho preso Ciciretti che viene dalla Roma, è in B di passaggio e ha delle potenzialità da sviluppare. Ha delle caratteristiche che se dovessero mancare Berardi, Verde, perché non vederlo da vicino. Lo stesso discorso è per Cragno, piacevolissima sorpresa, mi ha stupito in positivo. Non entrerò in merito, ho solo una risposta alla domanda: avere un po' più di calcio giocato nelle gambe, poi è venuto fuori un polverone per cui ho fatto due passi indietro".

Sullo zoccolo duro degli stagisti. "Diventa difficile, averli due o tre: potremmo arrivare a 24 convocati e non 22, ma siamo sempre lì. Sicuramente faremo un'amichevole con questo gruppo, penso il 31 maggio. Vorrei che loro diventassero una squadra... da qui alla fine ci sono tre quarti di campionato, questa non è una convocazione di giovani. Hanno delle potenzialità, alcuni inespresse, altri con ali tarpate. Per quello in quella maggiore abbiamo convocato Zaza: non gioca, non ha meriti. Vogliamo recuperarlo per il bene del calcio italiano".

Sulle società: "Rimango sempre dell'idea che se i calciatori facessero bene le società ci manderebbero volentieri i loro. Vedere Udinese-Napoli e un solo italiano su ventidue... non c'è mai stata una cosa del genere. Ci possiamo lamentare che c'è poco. Inutile avere giovani potenzialmente validi se poi non li fai giocare. Ora parliamo di Atalanta perché han giocato contro Inter e Roma, se non avessero giocato non ne parleremmo. ".

Su Balotelli. "Non è da stage, ha fatto un Mondiale. Adesso abbiamo un buco, da qui a marzo, c'è tutto il tempo che vogliamo. Potrò fare un salto per vederlo di persona. Lui non è un ragazzo, è un calciatore che è o al di qua o al di là della linea: o è un campione o ha perso continuità. Inutile tornarci su".

Sullo stage. "Chiedere tre giorni con Barzagli e Bonucci mi sembra fuori luogo. Il primo incontro l'ho fatto con la Juve, la prima frase è stata "non mi parli di stage", non ne parlo per loro, ma per tutti gli altri sì".

Su Caldara e sugli emergenti. "È successo che c'è il coraggio di iniziare, la differenza fra parole e fatti è abbastanza evidente. Un conto è dirlo, dall'altra è iniziare. Io ho i risultati, che devono essere prioritari, e poi una verifica del futuro. Ho preso un'iniziativa, quella di - adesso lo dico e non sarebbe da scrivere - parlare con tutti i presidenti, allenatori e società spiegando perché volevo fare questo. Ho trovato presidenti che mi incentivavano a farlo. Onere e onore di essere gratificato. Dico quasi tutti, ma questa è la differenza fra il dire e il fare. Poi il tempo dirà quanto di buono tutto questo produrrà. Caldara è uno dei promettenti di quel ruolo, ma abbiamo anche Rugani e Romagnoli. Stanno arrivando, quando Bonucci, Buffon o Barzagli abdicheranno avremo sostituti con una voglia feroce di continuità. Stiamo lavorando in questo senso".

Su quelli nuovi. "Lunedì sera non sentivi volare una mosca, oggi parlavano e scherzavano a tavola. Abbiamo cercato di dare dei concetti, ci siamo impostati dal punto di vista tattico. Molti nelle loro squadre hanno atteggiamenti diversi, si sono calati nella parte e la stragrande maggioranza si è calata benissimo. Abbiamo trasmesso delle cognizioni, un modo di stare e di essere, di leggere le situazioni, con margini mostruosi di miglioramento".

Sul lavoro e sui possibili successori. "Fossimo soli ti risponderei, io sto lavorando per l'Italia, è l'unico spirito che conta. Usando una parola piena di enfasi, anche per gli italiani. Con le competizioni c'è grande nazionalismo, più siamo competitivi più è gratificante. Io prima portavo l'esempio di Barzagli per come si allena, un ragazzo di 35 anni con una professionalità infinita. Oggi c'erano Gagliardini, Cataldi, Lapadula, Izzo... che erano anche nel gruppo Germania e hanno visto cosa significano professionalità e voglia, qual è la strada per diventare grandi protagonisti come Bonucci in questo momento. Non c'è un esempio verbale, ma uno pratico e di comportamento. Io sono molto soddisfatto. Cosa porterà non lo so, ma spero sia un inizio".

Su Gagliardini. "Quando Marchisio ha dato forfait l'ho chiamato senza grandi dubbi, perché l'ho visto giocare due volte di seguito a Bergamo e mi ha dato la sensazione di un giocatore in crescita. Non sarà il titolare dei prossimi dieci anni, forse, ma sta migliorando molto. La gara con la Roma ha confermato che gli ha fatto bene stare qui, ha giocato con molta personalità. Ce ne sono alcuni che mi hanno obiettivamente sorpreso. Io ho l'obbligo della qualificazione, quindi non posso scherzare più di tanto, ma ci sarebbe da spaziare molto. Non si conoscevano fra di loro, questi ragazzi, sono qui da 48 ore... in due allenamenti e mezzo avevano già l'atteggiamento di squadra, con pregi e difetti. Non abbiamo fatto giocare Ciciretti e D'Alessandro, ma per come hanno lavorato era meglio tenerli fuori per evitare qualsiasi cosa, ma si sono arrabbiati perché avrebbero voluto. Il tempo dirà se quello che stiamo facendo avrà un senso".

Sui pronti. "Dopo 48 ore scarse dare un giudizio è impossibile, credo che la strada sia quella giusta, lo deduco da quello che hanno fatto in questi due giorni, che poi è un giorno e mezzo, la partitella era di scarico. E' stato tutto estremamente positivo. Gasperini? Sono rimasto sorpreso perché prima degli stage avevo parlato con società e lui. Poi è chiaro che in questo momento di euforia lo possa capire, poi concordo con quello che ha detto Oriali, credo sia una gratificazione. Parlando con quelli dell'Atalanta mi chiedono quando ci rivediamo, questo la dice lunga".

Tra poco le parole di Giampiero Ventura dopo due giorni di stage azzurro.

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