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LIVE TMW - Udinese, Tudor: "Non sono uno da tiki taka. Voglio subire pochi gol"

21.03.2019 10:54 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 12602 volte

Da ieri sera, Igor Tudor è di nuovo l'allenatore dell'Udinese: subentra a Davide Nicola, col compito di provare a salvare i friulani. A partire dalle 10 l'allenatore croato si presenterà alla stampa: potete seguire le sue parole in diretta testuale su TMW.

Con Tudor, parteciperanno alla conferenza odierna anche il dg Collavino e l'uomo mercato bianconero Pradé.

Ecco Tudor: il tecnico croato sta entrando in questo momento in sala stampa.

Dopo Pradè e Collavino, parla l'allenatore. Prima domanda sulle differenze con un anno fa: "Prima di partire volevo ringraziare per le belle parole del direttore, farò di tutto per non deluderla. E voglio ringraziare la società per questo incarico, sono sicuro che faremo tutti insieme bene. L'esperienza mi dice che si fa bene se si rema tutti dalla stessa parte. È sempre difficile, bisogna accettare ogni momento come una sfida, dare il meglio che si può allenare. Se vai ad allenare il Real hai i tuoi problemi, se vai ad allenare il Galatasaray hai i tuoi problemi, se vai ad allenare l'Udinese hai i tuoi problemi. Bisogna lavorare con qualità e se hai certe cose i risultati si vedono. Io spero che dopo undici partite diremo le stesse cose dette l'anno scorso dopo undici partite".

Cosa vuole portare?
"Ognuno porta le sue cose, io non voglio distinguere lavoro psicologico e lavoro di campo. Un allenatore deve dare tutto, altrimenti non va: bisogna fare le cose per bene. Poi è vero che c'è un piccolo problema relativo alla sosta nazionali, praticamente siamo senza undici giocatori che arrivano giovedì e poi dovremo giocare subito sabato, martedì e sabato. Questa è la cosa che mi preoccupa di più: devi dare qualcosa di tuo e farlo in un solo allenamento, perché in pratica avrò un solo allenamento, è una bella missione e mi chiedo come fare. Sono tre partite molto importanti, inoltre: mi baserò su questo per prendere decisioni".

La conoscenza di alcuni giocatori dell'anno scorso può aiutarla nel cambiare qualcosa e portare qualcosa di nuovo?
"Sono d'accordo, ma bisogna vedere. Se metti troppo di tuo in un allenamento e non l'accettano può essere un problema. Però è anche giusto cambiare qualcosa, vedremo con lo staff e prenderemo le decisioni giuste".

Cosa vorrebbe fare di diverso rispetto all'anno scorso?
"Bella domanda. S'impara tutta la vita, specialmente in questo lavoro si impara in fretta, se un allenatore non lo fa è finita. Quel che è successo è successo, ora è importante fare bene, senza pensare al passato o al futuro. Poi il destino si costruisce lavorando bene giorno dopo giorno, domenica dopo domenica. È tutto quello che conta".

L'anno scorso aveva parlato di bastone e carota, poi aveva portato novità tattiche. A cosa sta pensando di più ora?
"La ricetta dello scappellotto e amore è sempre valida, poi non c'è né carota né bastone perché non ci sono i giocatori. Ieri ci siamo allenati in 8-9, vedremo quando si inizierà a usare carota e bastone. Però nello sport è sempre così: uno dei compiti è fare felici tutti, non è facile perché chi gioca è contento. Bisogna vedere anche i risultati in campo: se un calciatore vede che quello che si fa ha senso, porta gioco e risultati, allora ci crede".

Rispetto all'anno scorso ha molti giocatori più offensivi. Ha già un'idea di come poterli sfruttare?
"Ne potremmo parlare mezz'ora di cosa fare e come farlo. Provo a essere semplici: un sistema si può fare in un modo o un altro. Per esempio nel 3-5-2 puoi chiedere ai terzini di fare le ali e arrivare in area di rigore, oppure puoi chiedergli di difendere in una linea a cinque. O magari far scalare un terzino su quello avversario. Cambia tanto. Poi c'è anche il modo per far giocare bene la squadra, ci sono certi esercizi e ci sono delle variazioni. Alcuni allenatori giocano un bel calcio, altri meno: un allenatore è questo, in settimana deve dare qualità. Poi è un problema quando lavorare: abbiamo tre partite vicine e molto importanti, per trasmettere quest'idea devi poter lavorare una settimana, altrimenti rischi di fare confusione che ora non serve. Però devi dare anche qualcosa di tuo. Vediamo, comunque ho già detto l'ultima volta che a me piace giocare un calcio che parta da dietro, con le giuste distanze tra i calciatori. Poi non sono uno che fa il tiki taka alla Guardiola. C'è il calcio con palla e senza palla, è importante essere tosti, aggressivi, compatti. A me piace una squadra che non riceva troppi gol, dipende anche dai giocatori che si scelgono, serve equilibrio".

Quale sarà secondo lei la quota salvezza?
"Non lo so e non mi importa. È ovvio che poi alla fine sia importante, però dobbiamo pensare partita per partita. Dobbiamo concentrarci sulla crescita della squadra, provare a fare un calcio che da fuori diventi riconoscibile. Però è fondamentale diventare una squadra che prende pochi gol, e magari che fa punti".

Arriva in un momento simile a quello dell'anno scorso, con poco tempo. Cosa ha fatto allora?
"Secondo me era un momento un po' più difficile. Mancava poco e la squadra veniva da 10-11 sconfitte. C'era una situazione difficilissima a livello mentale, si lavorava su quello, poi abbiamo anche cambiato assetto tattico. Ora c'è più tempo, però comunque non cambia. Io mi metto full gas dal primo giorno, come ho fatto allora farò oggi".

Ha una rosa di qualità.
"Sì, è la cosa più importante".

Punterà su Lasagna?
"È un giocatore che spero ci farà vedere quello che è, un giocatore di qualità".

Si conclude qui la conferenza stampa.


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