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Serie A

Non c'è due senza tre. O almeno è quello che sperano a Firenze

20.05.2019 18:15 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 8889 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Per la terza volta la Fiorentina dell'era Della Valle rischia la retrocessione in Serie B. Dopo avere fondato nel 2002 la Florentia Viola, i toscani hanno sfiorato il declassamento nel 2004-05, fatti poi contestati nell'estate del 2006 con Calciopoli: in panchina c'era Dino Zoff e, alla penultima di campionato, una parata di Luciano Zauri condannava la Fiorentina a vincere contro il Brescia, sperando nei risultati dagli altri campi. Il rocambolesco arrivo ex aequo - a quota 42 - diede vita allo spareggio tra Bologna e Parma (fermato sul 3-3 da un già salvo Lecce, a un certo punto avanti per 3-1). Il ventinove maggio i gol di Miccoli, Jorgensen e Riganò salvarono i viola contro le Rondinelle, retrocesse.

Meno thrilling il finale del 2011-12. In panchina inizia Sinisa Mihajlovic, partendo anche discretamente grazie alle prestazioni ottime di Jovetic e Cerci. A novembre c'è il primo cambio, con Delio Rossi che ne prende le redini fino al 3 maggio: la partita è Fiorentina-Novara, dopo aver richiamato Ljajic in panchina l'allenatore - sentendo una parola di troppo - va in rotta di collisione con il serbo, di fatto firmando il proprio addio. In panchina ci va Guerini e, alla penultima, ha già il jolly salvezza contro il Lecce: una sconfitta inguaierebbe definitivamente i viola, un pari o una vittoria li salverebbero. Finisce 0-1, sfruttando le assenze di Muriel e Cuadrado tra i giallorossi.

E ora c'è questa incredibile e autolesionistica ultima partita, con la Fiorentina che prima parla del proprio allenatore, esautorandolo, con Pioli che dà le proprie dimissioni. Poi la società che scavalca tutti e si accorda per 2 anni e mezzo (!) con Montella, mettendo il progetto al centro. Poi una lettera, sempre da parte della proprietà, verso tifosi e imprenditori. Poi la sconfitta di ieri, contro il Parma, che deprime un ambiente che rischia di affondare del tutto. Non c'è due senza tre, verrebbe da dire. A Firenze sperano che, contro il Genoa, questo detto non venga sconfessato.


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