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La Giovane Italia
Serie A

Paolo Ghisoni: "Esposito e Merola, ingiusto parlare di gioielli. Su Zaniolo e Kean...”

17.03.2019 08:33 di RMCSport Redazione  Twitter:    articolo letto 27611 volte

Paolo Ghisoni, giornalista e conduttore de La Giovane Italia, ha parlato all'interno del Live Show di RMC Sport: "Esposito e Merola utilizzati in Europa League? L'Inter è in una situazione complicata in attacco e così con la coperta molto corta sono stati coinvolti giocatori del vivaio. E se non si fosse rotto da poco il crociato, anche Adorante sarebbe stato probabilmente coinvolto. E' vero che la storia del calcio ci insegna che si diventa protagonisti per 'scivolamento', con Abbiati che iniziò a giocare nel Milan a causa della squalifica di Rossi e delle prestazioni non proprio eccellenti di Lehmann. Non voglio arrivare fino a quel paragone ma parlare di questi ragazzi come protagonisti del calcio italiano è prematuro, deve passare tantissima acqua sotto i ponti. Dobbiamo rispettare il percorso di crescita, perché potremmo ricordare tanti giovani che hanno calcato il prato di "San Siro" e poi sono spariti. Io ci andrei con molta calma anche se mi fa molto piacere che questi ragazzi abbiano avuto l'occasione di giocare. Però probabilmente se l'Inter avesse gestito meglio le situazioni di alcuni giovani come Zaniolo, Bastoni e Pinamonti probabilmente non si sarebbero visti Esposito e Merola in questa Europa League. Bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno ma anche quello mezzo vuoto. C'è da chiedersi se l'Inter ha fatto tutto nel modo giusto nel recente passato in politica di entrata e di uscita. I giovani hanno giocato in quella partita perché c'erano delle defezioni e perché la rosa probabilmente non era all'altezza di disputare entrambe le competizioni. Se dobbiamo parlare di giovani italiani, i più importanti non c'erano. Per amor del giusto, un allenatore come Di Francesco, dopo aver puntato sui giovani e aver portato risultati alla società, viene esonerato dalla Roma, mentre qualcun altro ha pensato più a se stesso, quindi non mi sembra corretto parlare di gioielli dell'Inter portati in Europa League per meriti, è ancora troppo presto".

Zaniolo protagonista anche oggi nonostante la sconfitta della Roma.
"Ho commentato Zaniolo quando giocava nell'Entella con l'esordio in Serie B e non ci avevo intravisto nulla di quello che è il giocatore attuale. Zaniolo è un giocatore completamente trasformato. Ho imparato a cospargermi più volte il capo di cenere, ci sono giocatori che cambiano anche di ruolo dalle giovanili alla prima squadra, penso a Nainggolan che giocava da esterno alto e venne completamente trasformato durante la crescita. Questi ragazzi sono sottoposti a uno stress alto dal punto di vista prestativo, questa è un po' la battaglia de La Giovane Italia: mentre allo straniero viene dato un bonus di 10-12 partite prima di accorgersi che non è all'altezza, il giocatore italiano questo tempo non ce l'ha. Criscito venne bruciato alla Juventus per una partita, diventando poi un giocatore di un certo livello: ci sono giocatori che hanno bisogno di tempo per crescere e arrivare ad alti livelli, Zaniolo ha le spalle larghe perché riesce a farsi scivolare addosso tutto ciò che succede dentro e fuori dal campo, mettendosi a disposizione dei più grandi. Ora gioca con una libertà tale che è il gruppo a consegnargli certe responsabilità. Sanno che può cambiare la partita con la sua sfrontatezza. In questo mi ricorda Mario Balotelli nell'Inter che con le sue giocate sapeva rivoltare un match in una squadra che poteva comunque contare su tanti campioni. Questi ragazzi giocano d'istinto e sanno prendersi anche responsabilità importanti che a volte un big non fa".

Juventus, quanto è stato bravo Kean a sfruttare l'occasione che gli ha dato Allegri contro l'Atletico?
"Giusto parlare anche di lui. Se non bastassero i meriti di Allegri io voglio sottolineare anche quelli dello staff del mister che ha avuto la clamorosa capacità di gestire un ragazzo che dal punto di vista delle potenzialità ha qualcosa in più anche di Balotelli, nella capacità di andare in progressione e di interpretare più ruoli. Kean oggi è una quarta o quinta punta della Juventus ma se vuole rimanere alla Juventus non basta quello che sta facendo. Deve impegnarsi e dimenticarsi ciò che ha fatto negli anni precedenti. Non è facile convincerlo oggi a guardare al futuro, a pensare che tra dieci anni dovrà essere al posto di Cristiano Ronaldo, se già gioca adesso con CR7 e tutti gli dicono che è bravo. E' un procedimento mentale che portano il giocatore a mettersi sempre in discussione e in questo lo staff della Juventus sta lavorando per avere giocatori pronti tra due o tre anni, motivo per cui la Juve è avanti anni luce e continuerà a esserlo. Kean deve accettare di non essere Kean già adesso dal punto di vista dei risultati ma di essere un giocatore che non sa nemmeno lui dove potrà arrivare".



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