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Parma, D'Aversa: "Con l'Inter grande partita per 85 minuti, con l'Hellas vogliamo fare risultato"

Parma, D'Aversa: "Con l'Inter grande partita per 85 minuti, con l'Hellas vogliamo fare risultato"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 30 giugno 2020 18:34Serie A
di Niccolò Pasta

A poco più di ventiquattr'ore da Hellas Verona-Parma, il tecnico crociato Roberto D'Aversa, intervistato dai canali ufficiali del club, ha analizzato la gara contro gli scaligeri, partendo da un approfondimento sullo stato fisico dei suoi: “E’ chiaro che ci riserviamo ancora la giornata di domani per vedere il recupero di qualche giocatore che ha giocato quasi tutte le partite. La squadra a livello fisico però sta rispondendo in maniera molto buona e lo ha dimostrato soprattutto in campo”.

Una partita come quella di domenica, certe volte, può lasciare qualche scoria a livello psicologico. Quanto è importante la consapevolezza tutto quello che di buono è stato fatto per incanalare anche la rabbia in un modo giusto e raggiungere un risultato positivo domani?
“E’ chiaro che un risultato positivo, a livello psicologico, ti dà qualcosina in più. Noi però dobbiamo essere bravi, indipendentemente dal risultato, a resettare: come abbiamo fatto dopo la gara con il Genoa dobbiamo farlo anche dopo la gara contro l’Inter. Ragionando sul fatto che domenica sera, per 85 minuti, abbiamo fatto una grandissima partita e non possiamo farci influenzare in maniera negativa dagli ultimi minuti in cui abbiamo buttato il risultato positivo che sarebbe stato meritato per quello che hanno fatto i ragazzi. La rabbia e la delusione sono proprio per ciò che si è fatto in campo. Dopo aver creato tanto, ci deve far riflettere il fatto di aver portato a casa zero punti. E questo lo abbiamo analizzato. Magari più precisione sotto porta e magari più determinazione, più attenzione e più concentrazione su alcune situazioni perché su entrambi i gol siamo stati un po’ leggeri. Non posso comunque rimproverare nulla a questi ragazzi per quello che hanno fatto in queste tre partite perché, ragionando sul fatto di aver conquistato quattro punti e quasi sette considerati i primi 84 minuti contro l’Inter, non dico fosse impensabile ma certamente non è sempre semplice fare questi risultati anche se ovviamente ci speravamo tutti. Questo è merito dei ragazzi. La mia incazzatura post-gara era dovuta al fatto che questi ragazzi hanno condotto una grandissima partita e meritavano di portare a casa un risultato diverso che, contro una squadra come l’Inter, avrebbe portato giovamento. Questo non è successo, deve servirci da lezione per la sfida di domani. E’ il momento di mettere da parte la gara di domenica sera e pensare a quella contro l’Hellas Verona che non sarà semplice“.

Si è parlato tanto delle cinque sostituzioni a disposizione, novità di questa seconda parte di stagione: la gara di domenica ha fatto vedere quanto è importante la profondità di una rosa, giocando ogni tre giorni?
“Sì, bisogna avere una rosa ampia per sfruttare i cinque cambi. Poi è chiaro che c’è anche l’imponderabile della singola partita perché faccio fatica a trovare, in passato, situazioni in cui sono stato obbligato a fare tre cambi obbligati in difesa – quello di Gagliolo all’intervallo per un problema e quelli di Dermaku e Laurini per crampi -; oppure quello di Scozzarella che aveva preso una botta e iniziava a perdere le distanze perché non stava benissimo. Come cambio tattico a disposizione, alla fine, ne è rimasto uno solo. E’ importante avere i cinque cambi, soprattutto quando non si verificano queste situazioni per poter fare un cambio tattico a seconda del risultato. Questo è un giovamento che viene dato a noi allenatori, a quelle rose ampie e per dare un premio a più ragazzi perché lavorano in maniera decisa durante la settimana, meriterebbero di giocare“.

Secondo molti addetti ai lavori, Parma ed Hellas Verona sono tra le sorprese di questo campionato. Che partita sarà?
“Sicuramente sia noi che l’Hellas Verona stiamo facendo più delle aspettative iniziali, stiamo andando al di sopra. E’ chiaro che l’obiettivo di entrambe è quello di una salvezza, loro arrivano da una promozione e sfruttano – come successo anche da noi – l’entusiasmo. Credo che ci siano dei meriti nella Società, nell’allenatore, per il cammino che stanno facendo. Affrontiamo una squadra che gioca in una determinata maniera, sono molto bravi ad aggredire in avanti. E’ una squadra che non ti fa giocare bene e lo dimostra il fatto che tutti coloro che hanno affrontato hanno avuto delle difficoltà. E’ una squadra che gioca allo stesso modo in casa e fuori casa, come facciamo anche noi. Mi auguro che sia una bella partita e, pur occupando una posizione di classifica impensabile ad inizio del campionato, penso sia una gara importante. Uno scontro diretto per la salvezza, penso possa valere sia per noi che per loro. Noi vogliamo raggiungere il nostro obiettivo il prima possibile dal punto di vista aritmetico“.

Quali sono le insidie di una gara come questa? Su cosa l’ha preparata?
“L’Hellas Verona è una squadra molto brava a venirti ad aggredire, una squadra molto brava sulle seconde palle, una squadra molto fisica con una rosa in cui la Società e l’allenatore sono stati bravi a valorizzare diversi elementi. Stanno dimostrando di essere dei bravi calciatori, di meritare la categoria e stanno facendo un campionato importante. Tante squadre sono interessate ai loro calciatori e questo significa che ci sono dei valori effettivi oltre alla bravura dell’allenatore e della Società. Mi auguro che domani si vada a Verona a cercare di fare un risultato e sappiamo cosa c’è da fare per provare a farlo. Oltre all’aspetto tecnico, perché quando ti aggrediscono bisogna essere ancora più puliti tecnicamente, dobbiamo essere bravi anche dal punto di vista della determinazione e delle seconde palle perché sfruttano molto i duelli personali. Non sarà una partita semplice ma le partite semplici non esistono: dobbiamo essere volenterosi di andare a fare risultato e di conquistare quello che abbiamo perso negli ultimi cinque minuti con l’Inter, cosa che non meritavamo“.

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