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Serie A

Questa non è l’Inter di Conte. O almeno non ancora

18.09.2019 09:15 di Simone Bernabei  Twitter:    articolo letto 5238 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

“Non abbiamo fatto vedere la nostra idea di gioco, quella per cui lavoriamo e che vogliamo raggiungere”. Ha iniziato così Antonio Conte la sua conferenza stampa post Slavia Praga, nella serata di ieri. Reduce dal pareggio agguantato in extremis, il tecnico nerazzurro non si è nascosto dietro a niente. Non ha concesso alibi, non ha cercato giustificazioni. Anzi. Se vogliamo ha pure rincarato la dose: “Lo Slavia è stato più bravo in tutto: pressione, intensità, gestione del livello internazionale della gara…”. Parafrasando il contese, da salvare nella prestazione di ieri della sua Inter c’è poco o niente. E dire che nella conferenza della vigilia del Suning Training Centre l’ex ct ci aveva pure provato ad alzare il livello di attenzione: “Bene l’entusiasmo, ma non deve essere fine a se stesso. Siamo all’inizio di un percorso, dobbiamo stabilizzarci su certi rendimenti e per farlo occorre lavorare tanto come stiamo facendo”, la sintesi estrema del suo pensiero. E a guardare la partita giocata ieri dai suoi calciatori, vien facile capire i motivi di questo richiamo all’attenzione.

Perché l’Inter, in casa contro la squadra teoricamente più abbordabile del girone, si è sciolta sotto le sue non ancora certezze. Quelle che fanno la differenza fra una squadra forte e una grande squadra. Quelle che ti fanno fare il salto di qualità, in campionato ma soprattutto in Champions. A cominciare dall’intensità, marchio di fabbrica del tecnico salentino in tutte le sue esperienze passate. All’Inter ieri sera è mancata anche e soprattutto quella. Se poi ci aggiungiamo una pressione sugli avversari non all’altezza, alcuni errori nell’uscita del pallone, lentezza nella costruzione del gioco e scarsità di idee ecco che il quadro è completo. Per carità, questo non è né un attacco né una colpevolizzazione. Semplicemente una constatazione di quanto visto. E Conte è stato il primo ad ammetterlo. E col senno di poi, si capiscono ancora meglio le sue parole della vigilia. C’è tanto da lavorare, nonostante l’entusiasmo portato dal primo posto in campionato. E un pareggio con lo Slavia Praga è bastato per farlo capire a tutti.


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