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Serie A

Roma, Di Francesco: "Liverpool, potevamo farcela. Arbitri? No vittimismi"

15.05.2018 01:08 di Giacomo Iacobellis  Twitter:    articolo letto 10094 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

L'allenatore della Roma Eusebio Di Francesco, intervistato dal programma televisivo Tiki Taka, ha parlato così della stagione dei giallorossi, a partire dal pari di domenica con la Juventus: "Abbiamo fatto un'ottima ora di calcio domenica, pressando e attaccando bene la Juve. Non siamo stati bravi però a finalizzare, ci è mancata la lucidità. La nostra gara è stata complessivamente buona, poi è cambiata un po' con l'espulsione di Nainggolan".

Sulla semifinale di Champions: "Ci ripenso, perché abbiamo dimostrato di poter competere col Liverpool. Nella parte centrale del match di Anfield abbiamo perso le distanze, subendo un po' troppo a livello mentale la partita. Peccato per il ritorno, abbiamo perso troppo tempo a pensare all'andata. Qualcosa ci è stato tolto dagli episodi, ma nella ripresa avremmo potuto farcela".

Su Dzeko: "Sappiamo tutti che a gennaio c'è stata una trattativa col Chelsea. Dzeko però ha sempre dato grande disponibilità, anche nei momenti in cui era sul mercato. Ritengo che sia un calciatore troppo importante per noi. Più che di numeri mi fa piacere parlare di atteggiamenti, Dzeko è stato un autentico uomo squadra. È proprio questo messaggio di unione ciò che ho cercato di inviare a tutti i miei giocatori: si gioca per il compagno e non per sé stessi".

Sugli episodi sfavorevoli in Champions: "È importante trasmettere prima di tutto un messaggio all'interno della squadra. Se noi pensiamo troppo agli episodi e magari agli errori arbitrali, perdiamo solamente del tempo. Mi sono arrabbiato tantissimo nel ritorno della semifinale di Champions perché alcuni miei calciatori facevano il gioco del Liverpool nei minuti del recupero, proprio quando potevamo cercare di completare la rimonta. Non sopporto il vittimismo, bisogna crederci sempre senza piangerci addosso. Ai miei giocatori dico sempre di non fare le vittime, di pensare a ciò che si può fare e non a ciò che è stato fatto, perché dipende sempre da noi il nostro destino".

Su Allegri e l'importanza del gioco per vincere: "Mi piacerebbe arrivare a vincere il campionato attraverso il bel gioco. Non si può però criticare Allegri per quanto fatto in questi anni, per la sua capacità di gestione. È un ottimo allenatore, le sue vittorie parlano per lui. Io sto portando avanti il mio percorso, cercherò di vincere attraverso i miei principi".

Su Schik: "Non è una scommessa, è un giocatore con grandissime potenzialità. Lui deve essere bravo a mettersi a disposizione come ha fatto nell'ultimo periodo e io a esaltare le sue qualità. Nel 4-3-3 all'inizio era penalizzato, adesso sta capendo cosa voglio da lui. Può giocare sia esterno destro che attaccante, con caratteristiche diverse rispettivamente da Under e Dzeko".

Sullo Scudetto: "Nell'analisi generale la pecca del Napoli è stata sentirsi quasi vincitore dello Scudetto quando era a -1 dalla Juve. I bianconeri sono più pronti da tutti i punti di vista, hanno avuto la lucidità e la freddezza di rimanere tranquilli sul pezzo. Hanno dimostrato alla fine di meritare questo Scudetto".

Sul giocare prima o dopo rispetto alla diretta concorrente: "Può condizionare nel finale di stagione. Noi però lo sapevamo e fa parte del gioco, diventa relativo andarsi ad attaccare a queste cose".

Su Lazio e Inter nella corsa Champions: "La Lazio è davanti e sta facendo qualcosa di straordinario. È una partita secca e non sarà facile per nessuno, ma la squadra biancoceleste parte con due risultati a tre e non può non essere favorita".

Su Nainggolan: "Ha una grande personalità e ci mette sempre la faccia. Sbaglia solo chi ci prova, lo dico sempre".

Su Alisson: "Non so quanto valga, è un grandissimo portiere. Ha una personalità importante. Mi piacciono questi giocatori che lavorano per la squadra. Non pensa a fare le parate sceniche, è uno di sostanza. Lo considero tra i più forti portieri della Serie A, se non il più forte".

Su cosa migliorare: "Dobbiamo cercare di migliorare dal punto di vista qualitativo. In campionato ci è mancato infatti qualche gol in più. Siamo cresciuti come maturità, nell'affrontare tutte le partite allo stesso modo".

Su Totti: "È un grande punto di riferimento, una presenza costante nel mio spogliatoio. Sono contento di quello che sta facendo. Non rimpiango niente, sono contento di aver fatto un percorso da giocatore al suo fianco e di proseguirlo ora da allenatore".

Su Under: "Ha iniziato con delle difficoltà, nel modo di giocare e con la lingua. Più che turco però dico sempre che è napoletano, perché capisce al volo quello che gli dici. Sono felice per la sua crescita. Non fa mai capire dove calcia e può solo migliorare".

Sugli errori arbitrali: "Sono tutti alibi. Dico sempre alla mia squadra che non mi piacciono i vittimismi. Non condivido la scelta di parlare con l'arbitro né da parte dell'allenatore né da parte del giocatore. Sono contrario all'idea di attaccarsi agli episodi e al sistema".

Sullo scansarsi: "Nessuno scende mai in campo per prendere sette-otto gol. Il campionato italiano sta dando delle belle risposte da questo punto di vista, è combattuto fino alla fine in ogni sua gara. A Sassuolo ho vissuto un'esperienza splendida. Mi piace vedere la mentalità con cui la mia ex squadra ha affrontato l'Inter".

Su Balotelli: "Lo avevo cercato al Sassuolo. Faremo più avanti le dovute considerazioni sul mercato, però sappiamo dove dobbiamo andare a migliorare. Balotelli è sicuramente un calciatore dalle qualità importanti".


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