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Roma, il primo giorno senza Totti: ecco le mosse per la ripartenza

18.06.2019 08:15 di Dario Marchetti   articolo letto 5679 volte

“E’ difficile staccarsi dalla mamma”. Lo ha detto ieri Totti nella conferenza stampa d’addio al Coni, la Roma se ne rende conto solo oggi. Già, il primo giorno senza il simbolo più rappresentativo della sua storia. Non succedeva da trent’anni a questa parte e l’augurio che lo stesso ex Capitano si fa è che le dimissioni presentate possano dare un impulso positivo per il futuro del club. Una scelta non semplice, la più difficile della sua vita. “Avrei preferito morire” ha confessato con il volto scavato da un pizzico di malinconia. La stessa di chi avrebbe voluto cambiare le regole del gioco, ma si è visto sbattere la porta in faccia. L’ora e mezza di conferenza ha riportato la Roma sulla terra, l’ha ridimensionata.
RIPARTENZA - L’occasione, adesso, è grande: per i giallorossi sarà un anno zero. L’imperativo a Trigoria deve essere “ripartire”. Sarà complicato, non c’è dubbio, ma l’impresa non starà tanto nel migliorare i risultati sportivi, quanto nel riconquistare la fiducia dei tifosi. Totti, in tal senso, ha tracciato la strada. Serve chiarezza e che sia trasversale: “Io penso che bisogna essere trasparenti. Ho sempre detto ad alcuni dirigenti di quanto sia importante dire la verità alla gente, anche se brutta. Solo in questo modo si è inattaccabili”. Un po’ il pensiero ricalcato da Ranieri nelle battute finali del campionato. Alla trasparenza comunicativa va abbinata quella manageriale. “Troppi galli a cantare - ha aggiunto Totti -. Pallotta si fida delle persone sbagliate e gli arriva un decimo di quanto succede all’interno di Trigoria”. Il club a riguardo ha preso posizione definendo la percezione dei fatti del suo ex dirigente “fantasiosa e lontana dalla realtà”, ma anche Sabatini nel momento del suo addio parlò di troppi centri di potere in un’unica società. Un caso? Possibile, ma se due indizi fanno una prova, forse si è più vicini alla verità di quanto non si creda. Infine, non per importanza, c’è il mercato. La Roma è costretta a vendere, ma come disse Monchi una volta: “E’ fondamentale come si acquista”. In tal senso è chiamato agli straordinari Petrachi (diesse in pectore e non ancora ufficializzato). Ai giallorossi servono 4-5 acquisti di qualità e funzionali al gioco del tecnico per rifare la spina dorsale di una squadra già orfana di De Rossi e al quale si aggiungeranno Dzeko, Manolas, Nzonzi e Olsen. Insomma, l’asse portante è da rifare e la rivoluzione è cominciata, la stessa che ha allontanato Conte e condotto a Fonseca, il quale non avrà più lo scudo Totti nei momenti difficili. L’eredità di Francesco, però, è la sua conferenza d’addio. Un libretto delle istruzioni lasciato da chi nella Roma ci è nato e per chi vuole provare a cambiare le cose perché sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.


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