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Serie A

Rooney regalo per l'Italia: l'ultima volta distrusse il Milan

14.09.2017 06:45 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 16812 volte
© foto di Imago/Image Sport

Wayne Rooney tornerà a giocare contro una squadra italiana. Queste le sensazioni da Reggio Emilia, dove Ronald Koeman ha parlato nella giornata di ieri, rimarcando come lui faccia parte del club ma che prima vorrebbe parlare alla squadra, per non dare informazioni ai giornalisti. Però l'idea è che, nonostante una settimana tormentata partendo dall'arresto per guida in stato d'ebbrezza fino al presunto congedo chiesto all'Everton (e richiesto dalla moglie Coleen), Rooney sarà di nuovo in campo, interrompendo quel digiuno, contro club italiani, che dura dal 2010.

Era un momento particolare, perché Rooney era probabilmente il terzo giocatore al mondo. Difficile far classifiche, perché Messi e Cristiano Ronaldo rimangono, ma in quell'anno l'inglese sembrava una mina vagante. Distrusse, praticamente da solo, il Milan dei Ronaldinho e dei Seedorf (loro i gol dei rossoneri) ma ogni palla che toccava Rooney era magia. E finiva nella porta avversaria, irrimediabilmente, tanto da convincere tutti di essere finalmente - per modo di dire, aveva 25 anni - alla maturità totale, pronto a diventare l'uomo copertina del suo United.

Non lo diventerà mai. O meglio, non come avrebbe dovuto e voluto. Perché di lì a poco un infortunio gli rovinò la stagione, il Mondiale e, di fatto, la carriera. Rooney non ritornò più a essere quel magico calciatore, pur con picchi altissimi come la rovesciata al Manchester City, oppure il torneo vinto, da protagonista, contro il compagno di squadra Klaassen: l'Europa League è stato il suo ultimo ricordo con la maglia dei Red Devils prima di tornare definitivamente a casa, nell'Everton.

Di fronte l'Atalanta che, 26 anni fa, si interruppe sul più bello, in un quarto di finale fratricida contro l'Inter. Era una squadra diversa, dal figlio del Vento Caniggia, del brasiliano silenzioso Caniggia, del capitano Glenn Stromberg. Tre stranieri che rappresentano la storia dell'Atalanta, di quelle lunghe cavalcate anche in Europa. Ora il primo atto è contro Rooney, poi toccherà a Fekir del Lione e poi a Cipro, in una trasferta che ricorda quella di anni fa. Ma Rooney è un regalo per l'Italia, nella speranza che possa tornare agli antichi fasti. Ecco, magari dalla prossima partita.


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