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Spadafora: "Il calcio deve ripensare se stesso, ci siano meno personalismi"

Spadafora: "Il calcio deve ripensare se stesso, ci siano meno personalismi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Samantha Zucchi/Insidefoto/Image
martedì 17 novembre 2020 16:42Serie A
di Daniel Uccellieri

"I progetti che abbiamo presentato per il Recovery Fund puntano sull’innovazione e sullo sport. Le sfide della pandemia ci impongono di investire e guardare al futuro con fiducia e coraggio, mettendo a sistema tutti gli attori principali capaci di sostenere la crescita. Pensiamo al post pandemia ma dobbiamo arrivare vivi a quel momento, sostenendo quindi il mondo dello sport in questa situazione così difficile". L'ha detto il Ministro allo Sport, Vincenzo Spadafora, durante l'intervento al 'Social Football Summit 2020'.

"Abbiamo chiesto un miliardo di euro per sostenere le nostre idee e nelle prossime settimane parleremo con l’Unione Europea per discutere la fattibilità e la coerenza dei nostri progetti. Il Governo deve sostenere il mondo dello sport ma anche il sistema sport, e calcio nello specifico, deve capire come riadattarsi mettendo in piedi una serie di attività che rendano questo settore una vera e propria industria. La crisi sanitaria ci ha imposto di guardare avanti e, adesso, tutto il Paese deve essere all’altezza di affrontare questa nuova sfida" aggiunge ancora Spadafora, come si legge su Calcioefinanza.it, evidenziando poi che "il mondo dello sport, soprattutto il mondo del calcio deve però essere in grado di ragionare come sistema, piuttosto che portare avanti istanze e richieste basate su esigenze che sono a volte troppo personali. Il Governo e le istituzioni devono avere un approccio diverso, ma tutto il mondo dello sport e in particolare del calcio, federazioni e leghe deve pensare a modelli di business che siano all’altezza dei tempi e delle nuove sfide, degni della parola industria".

"Questo mondo - prosegue il ministro - deve essere gestito senza personalismi, prendendo anche da modelli internazionali. Anche il sistema di governance e del mondo sportivo va rivisto, sempre con quell’autonomia che lo sport reclama sempre. Chi ha una responsabilità alla fine viene spesso tirato da una parte e dall’altra, ognuno pensa di poter fare meglio. Noi avremo anche fatto degli errori, ma ci siamo trovati di fronte a situazione nuova, nessuno sapeva come gestirla. Credo che in questo momento storico nessun altro vorremmo essere al mio posto, le difficoltà di mettere insieme esigenze diverse. Bisogna venire fuori da personalismi, calcio deve imparare a ragionare al loro interno pensando a un progetto complessivo. Problema settore sport è oggi, non domani. Questa è stata la sfida più difficile, ascoltare tutti e poi prendere decisioni sperando che gli effetti possano essere utili a tutto il mondo dello sport".

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