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Serie A

TMW - Cairo: "Superlega idea mal pensata, inutile cambiarla. Va azzerata"

15.05.2019 13:43 di Simone Lorini  Twitter:    articolo letto 5909 volte
Fonte: dall'inviato Andrea Losapio
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Anche un patron all'evento "AWords" organizzato dalla Lega serie A all'Ara Pacis di Roma: Urbano Cairo, sempre molto disponibile con la stampa, che analizza i temi legati all'attualità del calcio italiano e del Torino ma non solo. Prima risposta sulla Coppa Italia, che stasera volge al termine: "Onore al merito, chi è arrivato in finale se l'è meritato. Non so se riuscirò ad andare allo stadio, ma sicuramente vedrò la gara".

Ha criticato l'idea della Superlega europea, c'è un modo per cambiare questo progetto?
"Non lo so, io credo che sia una cosa talmente mal concepita e mal pensato che va azzerata. Non c'è una logica nello scardinare il calcio italiano ed europeo per cambiare tutto, invertendo il sistema del merito che prevede il premio per chi arriva primo, secondo, terzo e quarto con la Champions League. Sarebbe un cambio culturale, la gente è abituata a vedere che chi se lo merita va in coppa. Per non parlare dell'affronto ai tifosi che sono abituati a vedere la propria squadra il sabato e la domenica, anche perché durante la settimana hanno altro da fare. Anche il tema del continuo squilibrare la competizione in favore dei grandi club. In America l'NBA è nata così, qui invece il calcio è nato in modo diverso, con le promozioni e le retrocessioni e questo fa parte del DNA della gente. Gli unici che lo vogliono sono pochissimi club".

La Lega ha annunciato che è anche disponibile allo sciopero.
"Vedremo quali saranno le misure da adottare, ma oggi l'atteggiamento deve essere di chiusura totale. Non perché non si voglia evolvere il calcio, ma non stravolgere".

Gasperini ha detto che il sistema calcio non favorisce squadre come l'Atalanta.
"Vale per l'Atalanta, per il Torino, per club di queste dimensioni che sono il sale del campionato. In Premier ci sono quattro squadre in finale di Champions ed Europa League, ma successe anche al calcio italiano negli anni '90, con Sampdoria, Juve, Milan e Parma, quando la situazione dei diritti televisivi non era così sbilanciata come oggi. In Premier League l'ultima squadra prende 100 milioni, la prima 160, il rapporto è 1 a 1,6, mentre in Italia la prima prende 100 milioni e l'ultima 30. Rapporto 1 a 1,33. E questo porta un club a vincere otto Scudetti di fila, mentre in Inghilterra ci sono molti più avvicendamenti".

C'è un problema di equilibrio nei diritti ma anche di stadi. La Lega può risolverlo?
"E' vero, la Lega inglese ha più risorse perché hanno risolto questo problema alla radice. Credo che la Lega possa aiutare in questo senso, anche il discorso del pubblico è molto importante, so che in Spagna viene tenuto in considerazione anche per i diritti televisivi".

A Empoli ci sarà un esodo di tifosi granata.
"Noi stiamo lavorando per fare benissimo in queste ultime due partite. Siamo a 60 punti e vuol dire che abbiamo fatto un grande passo in avanti, abbiamo due partite decisive davanti e dobbiamo dare il 120% come si è dato contro Milan e Juve".

Cambiando argomento, lo prenderebbe De Rossi al Torino?
"De Rossi è stato un grande giocatore ed ha qualità umane notevoli, noi cerchiamo di puntare più su giocatori giovani perché per noi è importante anche se abbiamo un giocatore come moretti che ha persino due anni in più e ha fatto ottime cose. De rossi non è in linea con le nostre idee, ma io lo stimo molto".

Quando ha visto il gol di Belotti ha pensato alle tentazioni di vederlo e alla sua importanza ritrovata in squadra?
"Mai avuta la tentazione di cederlo, avrei accettato dei valori molto minori della sua clausola e mi ero impegnato con la piazza a non cederlo. Ha avuto una stagione difficile l'anno scorso, nel girone di ritorno di questo è tornato il Belotti del primo anno. Ha una grande voglia di fare bene, si è comportato benissimo come capitano e trascinatore, direi bene".

Da citare anche Sirigu.
"Ha fatto mirabilie, ha battuto il record di Castellini, ma oltre a lui abbiamo una squadra davvero ben assortita e in tanti hanno fatto bene, questo ci ha portato a fare i 60 punti che abbiamo in classifica".

Quest'anno bilancio in controtendenza, visto che avete concluso con un passivo. Continuerete con gli investimenti?
"Noi abbiamo avuto cinque anni di attivo, lo scorso anno non avendo venduto nessuno dei big non ci sono state plusvalenze, vediamo. Abbiamo giocatori che non sono nostri ma che stanno facendo benissimo e che vorrebbero riscattare. Milico? È nostro e rimane con noi".


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