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I racconti dei protagonisti: “Va al Bari, anzi no. C’è la Juve”. Così Rinaudo in bianconero

TMW - I racconti dei protagonisti: “Va al Bari, anzi no. C’è la Juve”. Così Rinaudo in bianconero TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 28 marzo 2020 15:01Serie A
di Alessio Alaimo

Nella tua testa c’è il Bari. Sai che dal Napoli passerai in biancorosso per una nuova avventura, magari ridimensionando le tue aspettative. Poi all’improvviso ti arriva la telefonata. “Dimenticati il Bari, vai alla Juventus”. Correva l’anno 2010 e la Juventus di Gigi Delneri, l’ultimo giorno di mercato, cercava un difensore. Beppe Accardi è uno di quei procuratori che non ha paura di prendere le situazioni di petto. Chi lo conosce sa quanto sia estroverso. E così quell’anno, poco prima del 31 agosto, mentre aveva già chiuso un accordo con il Bari, gli venne in testa di proporre Leandro Rinaudo a Fabio Paratici. “Stavamo trattando con i biancorossi, eravamo ai dettagli nonostante una minima distanza tra la richiesta del Napoli e l’offerta di Angelozzi, all’epoca direttore sportivo del Bari”, dice Accardi per “I racconti dei protagonisti” di TuttoMercatoWeb. “In genere - continua l’agente palermitano - dormo poco, la mattina lessi i giornali e che la Juventus cercava un difensore. Così pensai che Rinaudo potesse essere il giocatore adatto per i bianconeri, anche perché l’allenatore era Delneri che lo aveva lanciato al Palermo. Chiamai Paratici, mi chiese qualche giorno di tempo e di mantenere il massimo riserbo. Intanto continuai a trattare con il Bari portando la trattativa all’ultimo giorno di mercato per cercare di mantenere l’operazione a cifre contenute. Alla fine definimmo con la Juventus scatenando la rabbia di Angelozzi, all’epoca direttore sportivo biancorosso”.

Rinaudo alla Juventus. Tutto vero. “Chiudemmo - racconta Accardi - sulla base di un prestito da 600.000 euro con diritto di riscatto a 3,5 milioni. Ovviamente, come detto, il mio amico Angelozzi si arrabbiò”. Una rabbia che si spense con il finire della sessione di calciomercato. “Perché - dice il procuratore - quando suona il gong, insieme al mercato finiscono anche i dissapori. E poi mica ho portato Rinaudo al Lecce o al Palermo, quando chiama la Juve cambia tutto. Infatti alla fine con Angelozzi andammo a cena e ci abbracciammo”. E il giocatore? “Non sapeva nulla, bisognava stare zitti. Quell’affare nacque da un’intuizione più che da un senso logico. Rinaudo - conclude Accardi - seppe del suo trasferimento dalla tv”. Storie di ultime ore degli ultimi giorni di mercato. Quando succede anche che fai le valigie con l’idea di andare al Bari e ti ritrovi... alla Juventus.

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